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Anthropic brucia 42 miliardi e ne promette 518: a strana IPO Sulla AI da duemila miliardi

La fuga di notizie sul prospetto di quotazione di Anthropic svela 42 miliardi di perdite contabili e 518 miliardi di debiti futuri: la valutazione da duemila miliardi si regge solo sulla paura dei mercati di restare indietro.

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Una perdita a bilancio di quasi 42 miliardi di dollari in un solo anno, impegni di spesa futuri per la cifra record di 518 miliardi e appena 20 miliardi rimasti in cassa. La fuga di notizie sul documento per lo sbarco a Wall Street di Anthropic svela una verità drammatica che l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale cercava di nascondere: la società consuma denaro a una velocità senza precedenti nella storia industriale.

Fino a pochi giorni fa si parlava con leggerezza di una valutazione da oltre 2.000 miliardi di dollari. Oggi, scorrendo i dati trapelati tramite Reuters, la realtà si mostra ben diversa: l’azienda sta correndo contro il tempo per raccogliere capitali prima che i mercati comprendano appieno la portata della voragine nei suoi conti.

I conti della casa: vendere a un dollaro ciò che ne costa due

Nel corso del 2025 il fatturato dell’azienda creatrice del modello Claude è salito a quasi 4,6 miliardi di dollari, moltiplicandosi per dodici rispetto all’anno precedente. Un ritmo di crescita all’apparenza eccezionale, se non fosse accompagnato da un disavanzo operativo di oltre 8 miliardi di dollari.

In termini pratici, Anthropic perde quasi due dollari effettivi per ogni singolo dollaro incassato. Più il volume d’affari aumenta, più la perdita si allarga. La voce di costo più pesante riguarda i server e la potenza di calcolo: 7,33 miliardi di dollari spesi in un anno, pari a quasi il 60% dell’intera spesa operativa aziendale.

Il rosso contabile finale tocca i 41,97 miliardi di dollari. Anche tenendo conto del fatto che circa 34 miliardi rappresentano un onere puramente contabile, dovuto alla rivalutazione di titoli convertibili in azioni emessi per raccogliere fondi, il quadro economico resta critico: l’attività caratteristica distrugge liquidità ogni giorno.

Voce di BilancioEsercizio 2024Esercizio 2025Variazione
Fatturato totale~0,38 mld $\vert{} 4,59 mld$+1.100%
Spesa in calcolo e server~2,53 mld $\vert{} 7,33 mld$+190%
Perdita operativa2,98 mld $\vert{} 8,06 mld$+170%
Perdita netta a bilancio8,31 mld $\vert{} 41,97 mld$+405%
Cassa disponibile a fine anno–20,28 mld $In rapida discesa

Il fardello dei 518 miliardi e i debiti fuori bilancio

Il dato che allarma maggiormente gli analisti non risiede però nei risultati passati, ma negli impegni già assunti per il prossimo futuro. Anthropic ha sottoscritto obblighi non finanziati per 518 miliardi di dollari da versare nei prossimi anni per infrastrutture di rete e servizi cloud.

A fronte di mezzo trilione di impegni vincolanti, la riserva liquida ammontava a 20,3 miliardi di dollari a fine dicembre 2025. Si tratta di una cifra insufficiente a coprire a lungo questo ritmo di spesa, tanto che la società è già dovuta ricorrere a linee di credito bancarie dedicate.

A questo si sommano complesse strutture finanziarie esterne: oltre 71 miliardi di dollari di passività accumulate tramite società veicolo create per finanziare i chip di Google, oltre a un fido da 15 miliardi. Una montagna di impegni finanziari che richiede un afflusso costante di capitali freschi per non crollare.

Clienti fragili e concorrenza cinese sui prezzi

Per sostenere spese simili servirebbero ricavi sicuri e margini solidi. Il prospetto informativo evidenzia invece una fragilità commerciale marcata:

  • Quasi un quarto dei ricavi complessivi del 2025 proviene da appena due clienti. Una concentrazione un po’ eccessiva.
  • I contratti con i committenti principali sono a breve termine: i clienti possono ridurre gli ordini o interrompere le forniture in qualunque momento.
  • Sul mercato globale si è aperta una violenta guerra dei prezzi, alimentata dai modelli aperti cinesi.

I modelli a codice aperto sviluppati all’estero offrono prestazioni simili a quelle di vertice a una frazione del costo. Di conseguenza, il prezzo medio dei token — l’unità con cui si acquista la potenza dei modelli — sta subendo un ribasso costante.

Come ha rilevato Goldman Sachs, la domanda di modelli chiusi e costosi ha iniziato a rallentare. Se il prezzo unitario scende mentre i costi delle infrastrutture rimangono fissi e giganteschi, il modello di business rischia di trovarsi senza sbocchi remunerativi.

Una valutazione retta soltanto dalla FOMO

Davanti a questi numeri oggettivi, sorge spontanea la domanda: come è possibile pretendere una valutazione di sbarco in borsa superiore ai 2.000 miliardi di dollari per un’azienda lontanissima dal generare un solo centesimo di utile? La risposta non si trova nella contabilità, ma nella psicologia: la cosiddetta FOMO, ovvero la paura degli investitori di restare esclusi dalla grande corsa all’oro tecnologico.

La dirigenza di Anthropic fa leva sul timore collettivo dei grandi fondi istituzionali di perdere il treno della nuova rivoluzione digitale. Si chiede al mercato di pagare oggi cifre da capogiro sulla fiducia, scommettendo che prima o poi arrivino i profitti, mentre i dati dimostrano l’opposto: ogni incremento di volume produce perdite maggiori.

A complicare la situazione intervengono anche problemi interni sui nuovi modelli: i test di sicurezza hanno rilevato comportamenti anomali, con casi di risposte manipolate e manomissione di codice. La rivale OpenAI ha già rinviato la propria quotazione al 2027 dopo aver cancellato il modello GPT-6.1 Astra per anomalie simili.

Senza profitti in vista e con concorrenti che azzerano i margini, pretendere oltre 2.000 miliardi di valore somiglia molto a un tentativo di scaricare sul mercato una bolletta astronomica prima che il pubblico apra gli occhi.

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