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“Altro allarme attentati islamisti in Italia: l’opinione di Alfredo Esposito”

Il mostro chiamato Isis fa adesso meno paura. Grazie al provvidenziale intervento militare russo, determinante nel cambiare gli equilibri in Siria e Iraq, i barbuti tagliagole hanno subìto sconfitte pesantissime finendo di fatto con il collassare dopo avere prosperato impunemente anche in virtù delle ambiguità di un occidente che sembrava più interessato alla cacciata di Assad che a quella del Califfo.

In ogni caso, dopo anni terribili, l’ordine è stato in parte ristabilito anche in quelle regioni sfortunate. Ora, però, con i jihadisti in ritirata, sorge un altro problema: dove andranno a finire i tanti “foreign fighter ” disarticolati a bastonate dalle forze armate del Presidente Putin?

Alcune prestigiose fonti di intelligence hanno cominciato a lanciare chiari allarmi, paventando l’idea che troppi “cani sciolti”, forgiati dalla guerra siriana, possano ora riversarsi in Europa per rinfocolare una spirale terroristica mai sopita. Alcuni di loro sarebbero già sbarcati nel Vecchio Continente, e non con il sostegno occulto di centrali invisibili, ma semplicemente salendo sugli aerei di linea che partono dal Medio Oriente e arrivano nelle principali capitali europee. Sarebbe quindi forse il caso di aumentare i controlli e le sinergie fra i diversi apparati di sicurezza, al fine di bloccare sul nascere un “esodo” apparentemente incruento foriero di mille rischi e pericoli.

“Prevenire è meglio che curare”, come recitava saggiamente quella famosa pubblicità che predicava attenzione nella difesa della salute dentale. Dentro questo scenario non del tutto rassicurante, poi, il ruolo dell’Italia è particolare: da un lato la nuova e coraggiosa politica migratoria imposta dal ministro Minniti ha generato tanti “mal di pancia” presso alcuni mondi cosmopoliti che non erano abituati a tenere conto delle esigenze dell’Italia, trattata come serva muta e sciocca; dall’altro le imminenti elezioni politiche, caratterizzate da un forte grado di incertezza, potrebbero costituire il terreno fertile per la messa in pratica di nuove “strategie della tensione” che abbiamo già visto recentemente all’opera in Francia, Inghilterra, Germania e perfino Spagna. In quest’ottica andrebbe presa molto sul serio la denuncia pubblicata in questi giorni dal sito on-line “Site” gestito da Rita Katz, fra i massimi esperti al mondo di affari medio-orientali- che paventa l’ipotesi di un attacco all’Italia da consumarsi in prossimità del periodo natalizio.

Fino ad oggi, grazie alla estrema professionalità e onestà dei nostri apparati di sicurezza, l’Italia è rimasta al riparo da attentati di matrice islamica, ma non è detto che la pace regni per sempre. Preoccupa poi l’aumento delle ostilità nei confronti del nostro Ministro dell’Interno, dipinto recentemente da un giornale come “Le Monde”, notoriamente molto sensibile rispetto ai desiderata di alcuni “illuminati filantropi”- alla stregua di un “oscuro burocrate comunista in combutta con bande libiche”.

Questa narrazione diffamatoria, alimentata in Italia da chi ha interesse a fomentare il caos per mezzo di una politica immigratoria lassista e irresponsabile, potrebbe costituire il terreno fertile per la preparazione di qualche “pacco natalizio”- di quelli preannunciati dalla Katz- da far poi strumentalmente ricadere sulla spalle di chi “ha lasciato che i migranti venissero torturati in nord-africa”. Minniti, saggiamente, ha già lanciato l’allarme, fiutando le trappole che alcuni mondi decadenti, ma ancora pericolosi, potrebbero disseminare sul cammino di “un’Italia che sta finalmente tentando di riconquistare margini di autonomia, sovranità e indipendenza. Ma la libertà si paga.

E Minniti, in difesa e per conto dell’Italia migliore, sembra pronto ad assumere su di sé i rischi insiti in una battaglia di libertà che abbiamo il dovere di combattere.

Alfredo Esposito


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