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Addio Bibi, benvenuto Bennett. Cambio ai vertici di Israele

 

Benjamin Netanyahu lascia la carica di primo ministro israeliano dopo 12 anni al potere, dopo che ieri il parlamento ha votato la sua estromissione e l’arrivo di un nuovo governo, guidato da un nuovo primo ministro.
Il nuovo governo è stato sostenuto da 60 parlamentari su 120 alla Knesset, mentre 59 hanno votato contro. L’unico legislatore ad astenersi è stato Said al-Harumi, del partito filo-palestinese United Arab List, che così ha permesso la nascita di una nuova realtà.

Il voto storico è avvenuto dopo una sessione tesa alla Knesset, che ha visto uno dei leader della coalizione, Naftali Bennett, emergere come nuovo leader del governo, nonostante i costanti attacchi dei  sostenitori di Netanyahu. Le contestazioni sono state talmente dure che l’alleato chiave di Bennett, Yair Lapid, ha perfino rinunciato a terminare il suo discorso.

Netanyahu è intervenuto personalmente, ha affermato che Israele otterrà un “governo debole” con la coalizione del “cambiamento”. Ha insistito sul fatto che Bennett, che diventerà il prossimo Primo Ministro, “non ha la visibilità globale” e la “credibilità” per contrastare l’arcirivale dello stato ebraico, l’Iran, aggiungendo che Teheran festeggerà dopo il voto, ma niente di questo è riuscito a salvarlo. Bibi ha perso, e Bennett è il nuovo primo ministro.

Il nuovo primo ministro ha ricevuto le congratulazioni immediate di Joe Biden, che gli ha assicurato il suo appoggio. Nello stesso tempo Bennett ha ringraziato gli USA per l’appoggio nella recente operazione contro Hamas. Quindi il segretario di stato Blinken ha contattato l sua controparte Yair Lapid assicurando la continuazione della “Speciale relazione” fra le due parti.

Il nuovo governo quindi segue, quasi pedissequamente, il cambio di guardia a  Washington. Attenzione a ritenere Bennett più “Morbido” di Netanyahu verso l’Iran o Hamas. Alla fine la maggioranza che regge il governo non potrà che agire nello stesso modo che quella precedente.

Non è cambiato molto, solo un adattamento al sistema americano.


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