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Accordo UE-USA: il Parlamento Europeo mette i paletti a Washington. Basteranno le “clausole di salvaguardia”?
Il Parlamento UE approva l’accordo sui dazi con gli USA allo scadere dell’ultimatum di Trump, ma introduce rigide clausole di salvaguardia su acciaio e alluminio fino al 2028.

Dopo il vertice di Turnberry della scorsa estate, dove Ursula von der Leyen e Donald Trump avevano siglato una tregua armata sui dazi, la palla è passata al Parlamento Europeo. Gli eurodeputati hanno approvato oggi la loro posizione sui due regolamenti che dovrebbero eliminare i dazi su gran parte dei beni industriali americani e agevolare l’import di prodotti ittici e agricoli a stelle e strisce.
Tuttavia, memori forse di passate esperienze non proprio esaltanti nei rapporti transatlantici, gli eurodeputati non hanno firmato un assegno in bianco. Il voto era atteso con una certa ansia, dato che Trump aveva richiesto esplicitamente l’approvazione entro la data odierna. Formalmente, l’obiettivo è stato raggiunto, ma con l’aggiunta di “spine” che potrebbero non piacere troppo oltreoceano.
Le tre “clausole della discordia”
Il Parlamento ha blindato l’accordo inserendo meccanismi di difesa che riflettono una certa cautela geopolitica. Ecco i punti cardine:
- Sunrise Clause (Clausola dell’alba): I dazi UE scenderanno solo se e quando gli USA rispetteranno i loro impegni, in particolare abbassando al 15% le tariffe sui prodotti europei contenenti meno del 50% di acciaio e alluminio.
- Suspension Clause (Clausola di sospensione): La Commissione potrà revocare i benefici se gli USA introdurranno nuovi dazi sopra il tetto del 15% o se eserciteranno forme di coercizione economica o minacce alle politiche di difesa degli Stati membri.
- Sunset Clause (Clausola del tramonto): L’accordo ha una data di scadenza fissata al 31 marzo 2028. Oltre tale data, servirà una nuova valutazione d’impatto e un nuovo iter legislativo.
Un meccanismo di protezione per l’industria
Interessante è il nuovo meccanismo di salvaguardia: se le importazioni dagli USA dovessero aumentare del 10% per specifiche categorie di prodotti, causando potenziali danni all’industria europea (un approccio decisamente poco liberista e molto pragmatico), la Commissione potrà sospendere i benefici temporaneamente. Il problema è che probabilmente Trump potrà fare altrettanto…
L’inquilino della Casa Bianca ha ottenuto la sua ratifica nei tempi richiesti, scongiurando un’immediata escalation tariffaria, ma l’impalcatura poggia su condizioni decisamente rigorose. La tenuta del libero scambio atlantico è salva, ma sotto stretta sorveglianza, e il tutto comunque in una crisi energetica internazionale che rischia di aprire le porte a una pericolosa recessione.







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