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Scandalo in California: i vertici dello stato e Newsom registrati da un’infiltrata dell’FBI

Terremoto in California: una talpa dell’FBI registra in segreto lo staff del governatore Gavin Newsom. Trema la sua candidatura alle presidenziali del 2028

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Terremoto politico in California. Una spia dell’FBI si è infiltrata la cerchia più ristretta del governatore democratico Gavin Newsom, registrando in segreto le conversazioni dei suoi massimi consiglieri. La clamorosa indiscrezione, rivelata dal New York Post, getta un’ombra pesante sul leader dem proprio mentre prepara la sua corsa alle elezioni presidenziali americane del 2028.

Le microspie nella stanza dei bottoni

A indossare il microfono spia per conto dell’FBI è stata Alexis Podesta, influente consulente politica e fedelissima del partito a Sacramento. Le intercettazioni sono iniziate a giugno 2024, in piena amministrazione Biden. La Podesta ha registrato per mesi i colloqui con Dana Williamson, la potente capo dello staff di Newsom. La Williamson ha recentemente patteggiato, dichiarandosi colpevole di frode fiscale, truffa bancaria e false dichiarazioni ai detective federali.

Le indagini ruotano attorno a un presunto giro di tangenti camuffate da consulenze. Secondo i procuratori federali, circa 225.000 dollari sono stati sottratti da un fondo elettorale dormiente di Xavier Becerra, ex segretario alla Salute di Biden e attuale candidato forte alla successione di Newsom come governatore. I soldi sarebbero serviti per finanziare lo stile di vita di lusso della Williamson, tra jet privati, borse Chanel e viaggi all’estero.

Una rete a strascico sulla capitale californiana

La rete lanciata dai magistrati federali appare larghissima. Diversi parlamentari locali e addetti ai lavori a Sacramento hanno ricevuto lettere ufficiali in cui l’FBI comunicava che i loro telefoni erano stati intercettati. La sorpresa è stata generale: molti dei politici coinvolti hanno dichiarato di non aver mai nemmeno incontrato la Williamson.

Dal canto suo, Newsom grida alla persecuzione politica. Il governatore accusa l’amministrazione Trump di usare la giustizia come un’arma per bloccare la sua candidatura per il 2028, sfruttando i gran giurì per spulciare le tasse della moglie e i vecchi contratti dello staff. Tuttavia, fonti vicine all’indagine confermano che il dossier dell’FBI è nato ben prima, grazie alle soffiate di alcuni whistleblower interni.

Il governatore della California è al centro di un’indagine che parte dal Dipartimento di Giustizia. Pare che Newsom sia al centro di diverse inchieste legate a fenomeni di corruzione e di distrazione di finanziamenti politici.  Le indagini sono ancora in corso e chissà cosa salterà fuori dalle registrazioni.

Le prospettive economiche e il futuro dei Dem

Le ricadute di questo scandalo superano i confini della California. Parliamo dello Stato che, da solo, rappresenta la quinta economia mondiale. L’instabilità politica a Sacramento rischia di spaventare gli investitori nei settori chiave della tecnologia e della transizione verde, dove la Williamson aveva forti interessi personali e legami professionali complessi (come nel caso del colosso dei videogiochi Activision Blizzard). Un cambio al vertice potrebbe modificare radicalmente la politica fiscale e i sussidi industriali del gigante californiano.

Parlando delle elezioni presidenziali del 2028, se il candidato centrista e “corporativo” Newsom dovesse crollare sotto il peso dei procedimenti giudiziari, si aprirebbe uno spazio immenso per l’ala più radicale e progressista dei Democratici. Negli ultimi mesi, i candidati vicini al socialismo democratico (DSA) hanno guadagnato terreno nelle primarie locali.

Una svolta di questo tipo porterebbe alla ribalta figure molto distanti dall’establishment tradizionale dei Dem, che vedono iul partito solo come un mezzo per affermare la propria corrente politica. . Politici che propongono un forte interventismo statale nell’economia, una tassazione aggressiva sui grandi patrimoni e una linea di rottura, talvolta persino geopolitica, con le storiche direttrici della politica estera ed economica di Washington. La fine dell’era Newsom potrebbe coincidere con la fine del vecchio modello neoliberista dei Democratici americani.

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