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1100 VITE AL GIORNO PER GEORGE FLOYD? Le proteste di massa potrebbero portare

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Le proteste di massa dopo la morte di George Floyd a Minneapolis si sono svolte quando l’epidemia del Covid-19 era ancora estremamente virulenta negli USA, soprattutto nei grandi centri urbani. Quanto sia stato saggio concentrare qualche milione di persone in piazza, senza nessuna cura nè per il distanziamento sociale nè per le mascherine e gli altri presidi di sicurezza, quando ancora il virus circola notevolmente lo vedremo presto. Trevor Bedford, ricercatore di  Seattle che ha contribuito all’isolamento del genoma del virus, ha fatto due conti su quale possa essere l’effetto delle manifestazioni per George Floyd:

Ogni giorno di proteste con oltre 600 mila persone in piazza accenderà in modo diretto 3 mila nuovi casi che, a cascata ne porterà altri 54 mila. Trevor Bedford ha fatto i calcoli sui risultati:

Le previsioni sono dai 540 ai 1080 morti in più per ogni giorno di protesta che ha portato in piazza almeno 600 mila persone. Facendo due conti siamo a ben oltre 6 mila morti in più per la settimana di proteste piene che sono passate.

Il bello è che questo fatto era piuttosto noto ai ricercatori, ma 1200 “Esperti” dell’università di Washington firmarono una lettera nella quale sostennero che comunque le manifestazioni erano necessarie perchè il maggior problema di “Razzismo pervasivo”

La lettera dell’università di Washington è un metro del massimalismo cieco e francamente insensato che pervade una grossa parte del mondo accademico americano. Non si poteva manifestare con una maggiore sicurezza, sia per l’ordine pubblico sia per i partecipanti? Tra l’altro si è diffusa la notizia secondo la quale diversi membri della Guardia Nazionale che hanno partecipato al controllo delle manifestazioni a Washington siano poi risultate positive al virus, e questi erano soldati presenti solo per obbedire a degli ordini. Dovremo contare anche dei “Morti per George Floyd”?


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