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100.000 AFGANI IN MARCIA VERSO IL FRIULI VG: L’ITALIA POTREBBE FERMARLI, MA IL GOVERNO RENZI NON VUOLE!

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Una bomba di clandestini afghani sta per scoppiare. Gli strumenti di diritto internazionale per disinnescarla ci sarebbero ma il governo Renzi dorme. Il prefetto di Gorizia, Vittorio Zappalorto, ha lanciato in questi giorni l’allarme, come riportato da Il Giornale: “In questo momento” ha affermato il prefetto “ci sono almeno centomila afghani che vivono da settimane nei boschi della Serbia, non lontano dal confine con l’Ungheria.  Il governo serbo ha sotto controllo la situazione ma è chiaro che non può garantire il totale contenimento di queste persone. Se altri profughi, com’è probabile, dovessero aggiungersi, sarebbe impossibile contenerli tutti”.

Il governo ungherese, conscio della situazione, sta costruendo in tutta fretta un muro al confine serbo-ungherese e quindi gli afghani si stanno movendo verso l’Italia. Per adesso stanno giungendo in Friuli Venezia Giulia, dalla Slovenia e dall’Austria 50-100 profughi al giorno, e già tutte le strutture sono al collasso. L’Austria e la Slovenia preferiscono lasciar passare i clandestini in Italia e non accoglierli nelle loro strutture per lasciare tutto il carico migratorio all’imbelle ministro degli interni del Belpaese e al suo inutilmente loquace premier.

Anzi l’Austria fa di più: carica i clandestini che arrivano nel loro paese sui treni per l’Italia e respingono alle frontiere quelli che dall’Italia cercano di entrare in Austria. Il governo italiano, irrimediabilmente irresponsabile tace e quindi acconsente.

L’Austria può legalmente respingere i clandestini che cercano di sconfinare dall’Italia, come può farlo la Francia e non perché abbia sospeso Schengen, ma perché l’Italia con l’Austria, la Francia, la Slovenia e la Svizzera ha firmato accordi bilaterali che prevedono la possibilità di entrambi i paesi di respingere gli immigrati irregolari giunti dall’altro paese.

Con la Francia abbiamo firmato l’accordo di Chambery nel 1997 con la Slovenia e l’Austria altri accordi bilaterali (3 settembre 1996).

Solo che Francia ed Austria si avvalgono di questo accordo rimandando in Italia i clandestini giunti dal nostro paese (la Francia addirittura utilizza un vistosissimo e imponente contingente di Gendarmerie al confine di Ventimiglia). L’Italia no. Il perché non è dato sapere. Irresponsabilità? Superficialità? Stupidità? Strani interessi economici sotto? Non azzardiamo risposte. L’unica cosa che sappiamo è che l’Italia non si avvale di questi trattati.

Intanto il Friuli Venezia Giulia trema: i confini a Trieste, Gorizia e Tarvisio (Udine) non sono presidiati, i clandestini entrano tranquillamente. E il presidio sarebbe fondamentale perché gli accordi bilaterali prevedono che i clandestini possano essere rimandati indietro ai paesi di ultima provenienza solo se presi entro 24 ore ed entro 10 chilometri dai confini (articolo 6 degli accordi con Austria e Slovenia).

E adesso una bomba migratoria preme verso la Regione malamente governata dalla Debora Serracchiani. Ma anche a quest’ultima la questione interessa poco.

La cittadinanza invece è palesemente preoccupata: di oggi l’ultima vicenda con gli afghani. Due afghani a Trieste hanno picchiato due bambini e molestato sessualmente una bambina di 13 anni (come riportato da Il Gazzettino).

Per adesso questi due sono stati arrestati, ma tra quanto saranno liberi?

E quanti afghani sono legati all’Isis o altre fazioni terroristiche islamiche tra quelli venuti e quelli che verranno?

Il governo intervenga prima che sia troppo tardi.

 Gianni Candotto

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