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RENZI ALLA MERKEL: “ORA IL TURBO ALLE RIFORME”; MERKEL A RENZI: “GUARDA LA TABELLA……CHE E’ MEGLIO”

Il Salsicciaio ha ospitato nella sua Firenze la bellissima Cancelliera tedesca e gli ha promesso una bella accelerazione alla fase delle riforme.

Ovviamente, i pecorai d’Italia si sono mossi subito nel rilanciare su tutte le testate queste roboanti parole:

“Ora il turbo alle riforme”

Purtroppo per il Salsicciaio, ciò che egli nasconde alla propria gente è che:

– con il mantenimento della valuta forte, euro, e del vincolo del pareggio di bilancio, una nazione con il livello di pensioni che eroga l’Inps (280 miliardi di euro) e di dipendenti pubblici in pancia (140 miliardi di euro di stipendi) si trova costretto ad aumentare costantemente la tassazione;

– nel fare questo deprimerà il mercato interno e, al contempo, farà perdere capacità competitiva alle aziende che, mediamente, producono il 70% per il mercato interno e solo il 30% per l’export;

– se poi chi decide di rimanere vincolato al cambio fisso con la valuta forte prende i voti da quei dipendenti pubblici e quei pensioni che PENSA di poter proteggere, farà di tutto per evitare L’UNICA RIFORMA STRUTTURALE CHE DAVVERO LA UE E LA MERKEL VOGLIONO e che è sancita pubblicamente sul sito della BICCIE’.

DEFLAZIONE SALARIALE PER LA BCE

Fonte: https://www.ecb.europa.eu/stats/exchange/hci/html/hci_ulct_2014-07.en.html

 

Notare bene:  A POSITIVE CHANGE POINTS TO A DECREASE IN COSTO COMPETITIVENESS!

E cosa si nota dalla scheda sopra riportata?

1) dal 1998 ad oggi la Germania ha incrementato la propria capacità competitiva di costo del 16,3%;
2) la Grecia ancora è ferma solamente ad un miglioramento del 7,7% (quindi ancora di strada da fare ve n’è abbastanza (diciamo almeno un ulteriore 10%);
3) la Spagna ha deflazionato solamente del 2% (quindi le mancano ancora un 15 punti percentuali);
4) la Francia non ha neanche iniziato a ricercare la competitività di costo;
5) L’ITALIA HA PEGGIORATO LA PROPRIA POSIZIONE COMPETITIVA DI COSTO DEL 7%, PERTANTO L’ATTENDE UNA RIFORMA STRUTTURALE DENOMINATA DEFLAZIONE SALARIALE PARI AL 24% (per consentire alla Fiat di recuperare competitività di costo sulla Volkswagen, altrimenti gli stabilimenti di Pomigliano D’Arco, Melfi, Cassino, Torino e Milano viaggeranno sempre al di sotto delle proprie potenzialità).
 
Vai Salsicciaio, metti il turbo alle riforme!
 
Maurizio Gustinicchi
Socio Sostenitore Lega Nord – Riscossa Italiana – Economia5Stelle

 

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