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Pietro Ichino: come ti imbroglio il lettore sul TTIP

 

Ichino

Segnalo questo a suo modo mirabile editoriale di Pietro Ichino del 7 maggio sulla manifestazione anti-TTIP di sabato scorso. Il breve pezzo è un capolavoro europeista e yes-global di ambiguità, falsità plateali e disinformazione più o meno volontaria.

Ichino sostiene che le manifestazioni anti-TTIP svolte a Roma sono inutili dato che la risoluzione del Parlamento Europeo dell’8 luglio 2015 (questa) “impone paletti” e “limiti inderogabili” ai negoziatori in tema di “intangibilità degli standard europei di sicurezza della salute delle persone e degli animali, degli alimenti; esclusione dei servizi pubblici dalla materia regolata; piena sovranità degli Stati circa la disapplicazione di qualsiasi disposizione del trattato per esigenze di interesse pubblico”. Poiché i “limiti inderogabili” sono l’oggetto della manifestazione anti-TTIP, secondo lui la finalità dichiarata della manifestazione è chiaramente infondata.

Ichino ne conclude con notevole faccia tosta che i manifestanti anti-TTIP hanno un’agenda non dichiarata, agenda che il nostro geniale ex deputato PCI, poi senatore PD, poi senatore con Monti e attualmente in forza nelle variopinte truppe di Renzi (come sono prevedibili certi percorsi) ha ottenuto in anteprima, grazie forse alle sue doti paragnostiche di chiaroveggenza e telecinesi. Ecco con quale stile Ichino descrive le “finalità non dichiarate” dei manifestanti:

“Quali sono dunque le finalità non dichiarate? Siamo sempre alle solite: ansia e paura di fronte alla tendenza propria della nostra epoca all’abbattimento delle frontiere, nostalgia per le piccole sovranità locali (c.d. “sovranismo”), pregiudizio negativo contro le imprese multinazionali (NdR: e questo era un deputato del PCI !) e ideologia regressiva del “chilometro zero”. Occhio sempre soltanto al lavoro meno produttivo che si perde, mai a quello più produttivo che si guadagna”

Eh certo, il sovranismo delle “piccole sovranità locali” da rimpiazzare con le grandi sovranità dominate del capitale transnazionale … il lavoro meno produttivo che si perde in Italia ma si guadagna in USA o Messico … siamo al dejà vu.

Bon, siccome parlare di Ichino mi ha stufato passo alla notizia sconvolgente e inaudita: le risoluzioni del Parlamento Europeo NON SONO VINCOLANTI. Sono solo raccomandazioni, indirizzi politici, pii desideri sottoposti alla benevolenza del destinatario che può strafregarsene, come in effetti se ne strafrega (vedere qui e qui per conferma). La risoluzione in questione, se Ichino l’avesse letta, “raccomanda” alla Commissione Europea, non “impone” un bel nulla. Quindi nessun paletto, nessun limite inderogabile ai negoziatori TTIP. Fuffa per gente sprovveduta.

Sorge il dubbio: ma Ichino lo sa che le risoluzioni del Parlamento Europeo sono solo raccomandazioni non vincolanti, e quindi disinforma scientemente, oppure semplicemente non lo sa e non si dà neppure la pena di comprendere il funzionamento delle istituzioni europee? 

 

 

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