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INTERVISTA ESCLUSIVA AL PRIMO TRUMPIANO D’ITALIA

Intervista in esclusiva per Scenari Economici di Gianmario Ferramonti considerato a pieno titolo il primo “Trumpiano” d’Italia.

Gianmario Ferramonti terzo da sinistra

Gianmario Ferramonti terzo da sinistra

D: Lei è stato fra i pochissimi supporters italiani della prima ora a schierarsi per Trump attirandosi fino allo scorso 8 novembre più nemici che amici. Ora però tutti la cercano nel miglior stile italico nel salto sul carro del vincitore

R: L’atteggiamento più praticato in politica è l’opportunismo… quindi mi pare logico che oggi siano tutti Trumpisti.

Ma va bene così. I nostri meriti non sono valutati qui ma a Washington e questo è quello che conta.

D: Ha creato “Italians 4 Trump” per riunire tutti i “Trumpiani” italiani e italo-americani. Ce ne parli un po’.

R: Beh non sono certo un veggente… Ma avevo una ragionevole certezza che Trump avrebbe prima vinto le primarie e poi le presidenziali perché aveva in squadra gente che conosco da anni, dei quali conosco il grande valore e che mi hanno sollecitato a creare il sito web e quello facebook e poi ad attivarmi presso le mie amicizie in Italia e oltre oceano per dare il mio contributo per il successo della iniziativa Trumpiana.

D: Lei ha molte consolidate amicizie influenti in USA e molte di queste sono nella squadra del neo Presidente; pensa che queste conoscenze potranno essere utili nel prossimo futuro al nostro Paese?

R: Come dicevo 41 anni di frequentazioni in USA con permanenze di mesi e anni, in particolare negli anni 1974-77 in California, 1982-85  New York/Las Vegas e poi con viaggi continui, in media 5/6 all’anno fino al 2006 ridotti ad una decina negli ultimi 10 anni, mi hanno consentito di avere una rete estesa di contatti a tutti i livelli in molti ambienti che contano.

Ovviamente se sarà necessario, e li solleciteremo, ci daranno una mano. Molti Italo-Americani hanno sostenuto con entusiasmo la candidatura di Trump.

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D: L’aria sta cambiando ovunque e l’elezione di Trump può essere considerata una sorta di “Primavera americana”? Reputa che siamo all’inizio di un cambiamento?

R: Trump non è un politico abituato ai bla bla… ma un uomo d’affari che sa come costruire una solida situazione economica, il fatto che qualche volta abbia fallito è positivo, è dagli errori che si impara non dal successo.

Cambiamento? Certo è su questo che ha basato la sua campagna. “Make America Great Again”, riportare l’America alla grandezza che le spetta, lo farà attraverso molte politiche che potranno dare fastidio ad altri, tipo ripristino di dazi all’importazione ma riporterà a casa molte produzioni che erano emigrate.

Nel complesso aumenterà il benessere dei suoi cittadini a spese altrui.

D: Trump a dispetto di coloro i quali lo hanno considerato come un Presidente inadeguato si sta invece rivelando molto equilibrato e convincente nelle sue dichiarazioni post elezione tanto da aumentare di più di 10 punti percentuali il suo gradimento fra gli americani. Si ripeterà ciò che avvenne con Reagan?

D: Il Paragone con Reagan è più centrato di quello che si possa credere.

In fondo Reagan poteva contare su un vice che era George Bush padre che era stato capo della CIA, e guarda caso Trump è affiancato dal suo Consigliere per la Sicurezza Nazionale il gen. Michael Flynn che è stato capo della DIA controparte militare della CIA.

Anche su Reagan all’inizio c’erano tante perplessità e poi si è rivelato un Grandissimo Presidente. Nel 1985 ho avuto il privilegio di assistere ad un suo memorabile discorso al Congresso.

D: Le ricette di Trump potrebbero essere applicate in Italia con successo se ci fossero uomini politici in grado di realizzarle?

R: Per rispondere a questa domanda dobbiamo aspettare almeno un anno e vedere cosa del suo programma verrà effettivamente posto in essere… certo in Italia un Trump Italico ancora non si vede anche se sono certo che tra qualche mese avremo qualche sorpresa.

D: Ci dica la verità: lei ha contatti con lo staff di Trump e potrebbe anticiparci cosa pensano dell’Italia e quali rapporti intendono instaurare con noi rispetto all’amministrazione Obama? In poche parole cosa pensano di Renzi che ha fatto incautamente la campagna elettorale per Hillary?

R: Gli americani sono pragmatici, se capiranno che Renzi ha qualche chance di resistere come Premier, si rapporteranno con lui come hanno fatto sempre col dovuto rispetto un grande paese come il nostro, certo non tanto Renzi che con grande tempestività ha fatto gli auguri a Trump dal telefonino di un nostro amico, quanto il pressappochismo di un suo stretto collaboratore che incautamente spera di raccordarsi con Trump tramite un noto proprietario di locali notturni, non potrà sperare che il supporto incauto alla Rodham Clinton non abbia conseguenze.

D: Parliamo dei nuovi rapporti che ci saranno fra Trump e Putin che fanno già presagire una sorta di nuova Yalta per ridisegnare le aree geopolitiche di influenza. In questo scenario l’Italia non potrebbe svolgere un primario ruolo nel mediterraneo?

R: Che Trump e Putin abbiano una forte stima reciproca si sa dalle reciproche dichiarazioni. Che questo abbia influito positivamente su molti elettori americani è certo. Noi abbiamo un vantaggio ed io in particolare avendo avuto un’azienda in Russia per alcuni anni ed averla frequentata dal 1980. Dicevo noi italiani, anche durante gli anni della guerra fredda, siamo sempre stati amici sia degli USA che dell’URSS. Quindi se i loro rapporti si normalizzeranno e la NATO potrebbe paradossalmente includere anche la Russia… beh l’Italia potrebbe giocare un grande ruolo come fiduciaria di entrambi. In alcune situazioni particolari l’abbiamo già fatto.

D: I media internazionali hanno per l’ennesima volta “tifato” per i perdenti alterando la reale situazione, tuttavia condizionando non poco l’opinione pubblica. Che valutazione da del fenomeno visto che ora molti stanno facendo marcia indietro?

R: Che Trump abbia vinto contro tutto e contro tutti da solo è vero solo in parte. Certo vedere tre ex presidenti e uno in carica tifare per la sua agguerrita avversaria deve averlo intimorito… ma dalla sua aveva gente di livello talmente alto, leggasi il gen.Michael Flynn e Rudolph Giuliani, che poteva non farsi scoraggiare sul possibile esito positivo della sua corsa.

Certo tutto il potenziale offensivo del noto palindromo ungherese era schierato contro di lui (e per questo credo il palindromo avrà presto qualche serio problema), ma nonostante questo ha saputo toccare il cuore della gente semplice, che non legge molto ma guarda la TV. Ha STRAVINTO nelle campagne e straperso nelle città.

Adesso ovviamente cercheranno di farsi perdonare, potrebbero non riuscirci.

Chi vivrà vedrà.

D: Non possiamo non chiederle una previsione sull’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo dove Renzi ci mette la faccia e non solo.

R: Sul referendum del 4 dicembre non ho le idee chiarissime, ci sono dei pro e contro in tutte due le opzioni.

Personalmente se sarò in Italia voterò NO e credo vincerà il NO. Renzi se avrà un briciolo di dignità dovrebbe dimettersi ma non credo che lo farà.

Certo resistere all’assalto alla Bastiglia del 12 dicembre organizzato dal generale Antonio Pappalardo potrebbe non riuscirgli. Sono molto curioso e sarò a Roma per vedere l’effetto che fa ad un popolo di conigli giocare a fare i leoni.

D: In ultimo: quando Trump, da Presidente degli Stati Uniti, verrà in visita nel nostro Paese la vedremo fra coloro i quali andranno a riceverlo sotto la scaletta dell’Air Force One?

R: No non credo di far parte del comitato di accoglienza sotto l’aereo.

Lo aspetterò il giorno dopo a Villa Taverna per un banchetto all’italiana con i nuovi Ambasciatori americani in Italia e presso la Santa Sede.

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