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CLAMOROSO! Per il Tribunale di Genova il voto non è un diritto inviolabile della persona.

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Davvero incredibile quanto accaduto recentemente a Genova. Se avrete pazienza di seguirmi ve lo spiegherò brevemente (e spero con  semplicità anche per i non tecnici) in questo video e nel breve pezzo che segue.

Come è probabilmente noto a molti, a seguito della sentenza della Cassazione 8878/14, è stato accertato che in Italia, in vigenza della legge elettorale meglio nota con il nome di “porcellum”, si è verificata la “grave alterazione dei principi di rappresentatività democratica in quanto gli elettori non hanno potuto esercitare il diritto di voto in modo eguale, libero, diretto e personale”.

In sostanza la democrazia è sospesa da oltre dieci anni e ne abbiamo apprezzato tutte le disarmanti conseguenze. Per tale ragione ho intentato causa per chiedere il risarcimento del danno non patrimoniale subito, quale cittadino italiano. La Cassazione, a Sezioni Unite, infatti riconosce che la lesione di diritti inviolabili della persona, diritti di rango costituzionale, obbligano chi li ha violati al risarcimento del danno, anche di quello non patrimoniale.

Il senso della causa era quello di obbligare lo Stato (o meglio chi ne occupa le Istituzioni) a rispettare in futuro la Costituzione. Utilizzare lo strumento del risarcimento del danno, come mezzo di pressione, creando un precedente fondamentale, che possa cancellare per sempre l’idea che l’attività legislativa sia immune da ogni censura, che si possano calpestare i diritti, senza poi patirne le conseguenze. 

L’esito della causa è stato però sconvolgente. Il Tribunale di Genova con la sentenza che potete leggere in pdf (clicca qui – sentenza diritto di voto) ha negato che il diritto di voto appartenga alla categoria dei diritti inviolabili della persona e dunque non sarebbe risarcibile in alcun modo la sua lesione.

Una sentenza degna dell’Argentina o del Cile dei tempi d’oro, che provvederò ad appellare a strettissimo giro. Infatti, non solo il diritto di voto è pacificamente un diritto afferente alla persona, ma addirittura è il modo con cui si esplica la sovranità, che l’art. 1 Cost. riconosce appartenere al popolo. Il voto è il diritto su cui si fonda la democrazia stessa, nulla è più importante.

Il Giudice peraltro, come ciliegina sulla torta, mi ha incredibilmente condannato la pagamento delle spese di lite. Ovviamente non sarà certo questo a fermarmi, il principio che deve passare è che, se si viola la Costituzione, se ne risponde a qualsiasi livello, principio che peraltro sarebbe addirittura costituzionalizzato, benché il Tribunale di Genova, lo neghi.

L’art. 89 Cost. infatti afferma Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità. Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio.

Sul punto, chi fosse interessato a sostenere la prosecuzione di questa causa di democrazia o anche delle altre battaglie in corso contro le illecite cessioni di sovranità, l’UE e l’euro (la prossima udienza sarà il 3 ottobre), potrà farlo con una piccola donazione contattandomi privatamente alla mail mrc.mori@libero.it

Colgo l’occasione per ringraziare chi già ha dato il suo importante contributo a questa battaglia.

Avv. Marco Mori – blog scenarieconomici – Alternativa per l’Italia – autore de “Il tramonto della democrazia – analisi giuridica della genesi di una dittatura europea” disponibile on line su ibs

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