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Una manovra economica poderosa da 350 mld di euro o il MES?

Manovra economica poderosaPunt e MES

Da qualche giorno il Governo oscilla tra dichiarazioni orgogliosamente sovraniste, come quella di una manovra economica poderosa da 350 mld di euro, e dichiarazioni fatalmente europeiste, nelle quali si chiede un intervento addirittura del MES, equivalente ad una richiesta di elemosina alle istituzioni europee che sarà pagata a caro prezzo dagli italiani.

Questo mi ha ricordato una vecchia pubblicità di un famoso amaro con un nome particolare “PUNT E MES”, che l’azienda che lo produce spiega con il fatto che in esso è presente “un punto di dolce (vermut) e mezzo punto di amaro (china)“. Il dolce ovviamente è la possibilità di utilizzare finalmente la nostra sovranità e fare semplicemente quello che da anni fa la Germania con le sue banche pubbliche, che sono più del 50% di tutto il suo sistema bancario, con le quali sostiene e finanzia le sue aziende anche per colonizzare il nostro tessuto produttivo. La punta di amaro è invece richiedere aiuto al MES. La mia paura è che con la punta di dolce di una manovra consistente, serva a farci digerire anche la punta di amaro di una richiesta di aiuto al MES che sarebbe un completo disastro per la nostra democrazia già ampiamente compromessa.

Una manovra economica poderosa

Veniamo alla conferenza stampa del 16 marzo 2020, dove Giuseppe Conte ha dichiarato:

Possiamo parlare quindi di modello italiano non solo per quanto riguarda la strategia di contrasto alla diffusione del contagio, ma possiamo iniziare a parlare anche di un modello italiano per quanto riguarda la strategia della politica economica, per far fronte a questa grande emergenza economica, appunto, e sociale. Siamo stati i primi a mettere in campo qualcosa come 25 mld di euro di denaro fresco a beneficio del sistema economico italiano, a beneficio delle imprese e a beneficio delle famiglie. E attiviamo flussi, attenzione, per complessivi 350 mld. Questa è una manovra economica poderosa“.

In Italia non si era mai sentito parlare di una manovra economica poderosa da 350 mld di euro, che corrisponde a circa il 20% del PIL. Fino a qualche settimana fa sembrava un azzardo parlare di una possibile manovra da 3,5 mld di euro, pari a circa lo 0,2% del PIL e alcuni si chiedevano se l’Unione Europea e i mercati finanziari ce l’avrebbero permesso.

Poi è arrivata, come uno tsunami, la dichiarazione del governo tedesco del 14 marzo 2020 che ha promesso al sistema delle imprese crediti illimitati, fondi sociali e agevolazioni fiscali per 550 miliardi di euro, che se necessario potrebbero anche essere aumentati. La cifra indicativa di oltre 550 miliardi di euro è stata fatta dal ministro dell’Economia, Peter Altmaier, secondo il quale in realtà “non c’è un limite superiore” al credito che la KFW, la banca statale per il sostegno alle imprese, potrà mettere a disposizione del sistema.

Questa dichiarazione è come un raggio di luce nel buio della caverna di Platone, perchè finalmente chiarisce che nell’Eurozona gli Stati hanno la possibilità e il dovere di creare da soli le risorse necessarie per le proprie politiche economiche e fiscali, visto che praticamente quasi tutto il denaro viene creato dal nulla con i prestiti dal sistema bancario, ma soprattutto che hanno ancora l’esclusiva della sovranità fiscale, quindi anche di quella monetaria.

Tra l’altro da mesi Draghi, Lagarde, von der Leyen e altri ripetono che le politiche monetarie della BCE da sole non aiutano la crescita economica e l’occupazione, per cui servono politiche fiscali degli Stati. Christine Lagarde ha detto espressamente che l’obiettivo della Banca centrale europea “non è ridurre gli spread, ci sono altri strumenti e altri attori che devono farlo“, intendendo ovviamente gli Stati.

In Germania più del 50% delle banche sono pubbliche o controllate dallo Stato, quindi non ha mai avuto problemi a sostenere le proprie aziende anche nei momenti di recessione, addirittura ora dichiara di essere disposta ad innalzare senza limiti l’ammontare complessivo del credito fornito.

Dove trova KFW questi 550 mld di euro

Molti sono rimasti spiazzati da questo annuncio, ipotizzando che la Germania voglia con questa manovra uscire dall’Euro. No, la Germania rende esplicito ciò che fa da anni e che anche l’Italia dovrebbe fare. Come tutte le banche, anche quelle pubbliche possono creare denaro/credito dal nulla quando fanno prestiti, per cui non hanno mai problemi ad aumentare questa quantità, soprattutto se lo Stato si fa garante nel caso in cui, a causa del protrarsi della crisi, questi prestiti non dovessero essere restituiti. Piuttosto la domanda che dovremmo porci è: perchè l’Italia non fa come la Germania ?

In Italia la situazione è molto diversa perchè lo Stato italiano ha svenduto le sue banche pubbliche con la privatizzazione dell’IRI prima di entrare nell’euro. L’unico soggetto pubblico che ha svolto una funzione simile a quello di KFW è Cassa Depositi e Prestiti, che però negli ultimi anni è stata parzialmente privatizzata a favore delle fondazioni bancarie private, alle quali sono state cedute azioni privilegiate per un’ammontare di circa il 18%, trasferendo loro il controllo. Quindi non è più un ente di diritto pubblico ma una società per azioni (S.p.A.), tra l’altro controllata saldamente da fondazioni bancarie private.

Ma come ho già detto più volte nell’ultimo anno, in realtà una banca pubblica ce l’abbiamo già. Nel convegno del Senato del 16 luglio 2019, avevo fatto lo scoop di annunciare che l’Italia ha ancora una banca pubblica, è il Medio Credito Centrale, ex Cassa del Mezzogiorno, che attualmente è di proprietà 100% di Invitalia, che a sua volta è di proprietà 100% del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Guarda caso l’Amministratore Delegato di questa banca tenuta “nascosta” per anni è Bernardo Mattarella, nipote del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Finalmente il Governo ha oggi approvato il Decreto Legge n.142 del 16 dicembre 2019 per la sua ricapitalizzazione e trasformazione in una vera e propria Banca degli Investimenti.

Quindi niente vieta all’Italia, magari con qualche ulteriore modifica sempre fattibile, di fare come fa la Germania e creare 350 mld di euro attraverso una banca pubblica, magari ulteriormente ricapitalizzata, che raccolga i risparmi dei cittadini attualmente in difficoltà, che acceda ai prestiti a tasso negativo per il settore bancario della BCE e sostenga il nostro tessuto produttivo, che in questi anni si è già visto ridurre il credito di più di 200 mld di euro e che oggi più che mai ha bisogno di ossigeno, cioè di denaro, per sopravvivere.

L’emergenza Coroinavirus

Ma non basta. La situazione di crisi già grave in cui versava l’Italia da più di dieci anni, peggiorerà pesantemente a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Queste le conseguenze nei prossimi mesi:

  • brusco calo di consumi ed esportazioni, conseguente riduzione dei ricavi aziendali;
  • impossibilità di restituzione dei prestiti, aumento NPLs e riduzione del credito;
  • minori entrate fiscali e ricatti e ritorsioni con lo Spread sui mercati finanziari.

Da un calcolo approssimativo che ha fatto il mio amico Giovanni Zibordi, il calo del PIL nel 2020 potrebbe arrivare a circa 200 mld di euro, pari a più del 10% del PIL , per questo la Germania ha annunciato una manovra straordinaria da 550 mld di euro di prestiti all’economia reale. Il rischio per l’Italia è che questi soldi potrebbero essere utilizzati per “colonizzare” ulteriormente le nostre imprese.

Quindi deve essere apprezzato il Governo quando annuncia una manovra economica poderosa da 350 mld di euro, ma deve invece essere condannato “senza se e senza ma”, quando chiede aiuto all’Europa attraverso il MES, cioè Mostro Europeo di Schiavitù, come lo avevo chiamato in un articolo del lontano 2017 >>> QUI. Rischiamo in questo modo di fare la fine della Grecia, che è stata colonizzata da Germania e Francia, solo perchè non abbiamo la consapevolezza che lo Stato italiano non ha bisogno di essere salvato da nessuno e per nessun motivo.

Rinascimento economico

Questa manovra economica poderosa deve essere considerata solo l’inizio di un cambio completo di paradigma, l’Italia deve smettere i panni di nazione vassallo della Germania e della Francia, e ricominciare ad utilizzare le proprie capacità per decidere da sola le proprie politiche economiche, fiscali e monetarie, come stanno dimostrando i francesi e i tedeschi in primis.

Ma è importante e fondamentale definire dove e come il denaro affluirà nel sistema economico. Per uscire dalla crisi ed evitare di ricorrere al MES, nel pieno rispetto dei Trattati Europei che impongono di non aumentare il deficit oltre il 3%, è quindi necessario:

  • aumentare e garantire credito bancario alle imprese attraverso banche pubbliche come MCC o CDP o MPS ed accedere ai prestiti della BCE a tasso negativo;
  • trasformare parte dei BTP in Conti di Risparmio trasferibili per evitare lo spread e aumentare la circolazione di strumenti monetari aggiuntivi a quelli bancari;
  • immettere nuova liquidità per aumentare la domanda interna, attraverso il SIRE, sistema integrato di riduzione erariali elettroniche e trasferibili.

Il SIRE non aumenta il debito pubblico, come anche non rientrano in questo conto anche i prestiti della banca pubblica, se effettuati nelle stesse condizioni che ha KFW in Germania, per la quale appunto i 550 mld di euro non rientreranno nel calcolo del suo debito pubblico.

Ognuna di queste soluzioni è necessaria ma non sufficiente, però insieme diventano sinergiche e permettono di riprendere il controllo del sistema bancario, del sistema fiscale e del debito pubblico. Ad esempio se aumentiamo solo gli investimenti con i prestiti, rischiamo che il calo dei consumi non permetterebbe di ripagare i prestiti, facendo fallire le aziende, e lo spread metterebbe comunque in difficoltà lo Stato nelle nuove emissioni di titoli.

Per questo abbiamo inviato al Governo da giorni, una proposta dove spieghiamo come può essere fatta subito la manovra economica poderosa da 350 mld di euro che è stata annunciata. Il grande vantaggio di questa proposta, che abbiamo inviato al Governo, attraverso i nostri canali ormai consolidati, è quello di realizzare il “Rinascimento Economico” attraverso l’utilizzo di una unica piattaforma elettronica integrata, che permette allo Stato di gestire e controllare i flussi in tutti e tre i sistemi di conti correnti elettronici bancari, fiscali e di risparmio.

Con le risorse individuate sarà possibile lanciare un grande piano di investimenti per manutenzione territorio, riqualificazione energetica e sismica fabbricati, innovazione e ricerca, istruzione e sanità, turismo e ambiente, tutela e valorizzazione patrimonio, ecc.

Sarebbe un radicale cambiamento di paradigma, che aprirebbe la strada ad un vero e proprio Rinascimento Economico del nostro straordinario paese.

In questo brevissimo video con le slides, spiego la proposta in modo semplice e chiaro.

Aiutateci a diffonderla a tutti per aumentare la consapevolezza su come si può uscire facilmente dalla crisi economica, ma soprattutto inviate la proposta “Rinascimento Economico” italiano ai politici e ai giornalisti di vostra conoscenza, per esercitare pressione sul Governo, sul Parlamento e sui mezzi d’informazione, affinchè sia realizzata subito “senza se e senza ma”, evitando di ricorrere al MES che farebbe precipitare definitivamente l’Italia in una condizione definitiva di “colonia” della Francia e della Germania.

La colonizzazione dell’Italia, che non è riuscita neanche con le ultime 2 guerre mondiali, rischia di diventare amara realtà con la guerra economica e finanziaria che si sta combattendo in questi anni.

Non dobbiamo permetterlo per nessun motivo.

Dobbiamo iniziare subito un Rinascimento Economico italiano, sul quale dobbiamo essere tutti uniti e consapevoli, ma soprattutto determinati nel chiedere ai politici di rispettare la nostra Costituzione e la nostra sovranità.

Loro non molleranno mai, ma noi neppure.

© Fabio Conditi

Presidente dell’Associazione Moneta Positiva

www.monetapositiva.blogspot.it

Fonte: www.scenarieconomici.it

21.03.2020


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