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Torna a crescere interscambio Italia Germania, dopo due anni di cali

Nel 2025 l’interscambio commerciale tra Italia e Germania ha raggiunto i 157,8 miliardi di euro, tornando a crescere dopo due anni di calo: +1,2% sull’anno precedente e terzo valore più alto mai registrato. Lo rivela un’elaborazione della Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien) su dati Istat. Dopo la contrazione osservata nel 2024 e nel 2023, il 2025 segna un’inversione di tendenza per l’export italiano, che torna ad aumentare attestandosi a 72,2 miliardi di euro. Rispetto al 2024, anno caratterizzato da una dinamica negativa soprattutto sul fronte delle esportazioni italiane (156 miliardi di euro totali con 71 miliardi di export e 85 di import), i dati del 2025 mettono in evidenza un progressivo recupero e una fase di stabilizzazione dei flussi commerciali. Le importazioni ammontano a 85,6 miliardi, determinando un saldo commerciale a favore di Berlino pari a 13,4 miliardi di euro.
La Germania si conferma così il primo partner commerciale dell’Italia. Roma mantiene il sesto posto tra gli interlocutori economici della Germania, a conferma della solidità e della profondità dell’integrazione economica tra i due sistemi produttivi. Dal punto di vista settoriale, gli scambi bilaterali continuano a essere trainati dalla manifattura. Crescono in particolare: automotive +7,3% (25,1 miliardi complessivi di cui 9,2 export e 15,9 import), macchinari +1,5% (20,8 miliardi complessivi di cui 9,7 export e 11,1 import), settore elettrotecnico-elettronico +2,3% (18 miliardi complessivi di cui 6,6 export e 11,4 import), agroalimentare +8,6% (20,3 miliardi complessivi di cui 11,2 export e 9,1 import). In contrazione risultano invece i flussi legati alla chimica di base (-2,1%) e alla siderurgia (-0,5%). Sul piano territoriale le prime quattro regioni italiane per valori di interscambio registrano tutte variazioni positive. La Lombardia continua a rappresentare l’hub più rilevante dell’interscambio, con circa un terzo dei flussi complessivi pari a 52,5 miliardi (+1%) di cui 19,5 export e 33 import. Seguono il Veneto, in crescita del 2,6% per un totale di 23,9 miliardi, l’Emilia-Romagna (+6,5%) con 19,8 miliardi complessivi, il Piemonte (+1,4) con 14,3 miliardi e il Lazio (+7,1%) con 9 miliardi.
“La crescita dell’interscambio Italia-Germania riflette una convergenza di fattori positivi avuti nel 2025: una ripresa industriale nei due paesi, segnali incoraggianti in settori a lungo in difficoltà come l’automotive (+7,3%), l’accordo sui dazi, che se non altro ha portato stabilità su un tema visto come rischioso, e una crescita consolidata dell’agroalimentare, che sale per il terzo anno consecutivo (+8,6%). Anche l’anticipo delle commesse in ottica precauzionale rispetto ai dazi potrebbe aver contribuito. Su questo contesto peserà però il conflitto in Iran e il conseguente aumento dei costi energetici in Europa. Per questo, servono politiche industriali coordinate, costruendo sul vertice binazionale di gennaio 2026, ed europee» commenta Jörg Buck, Consigliere delegato della Camera di Commercio Italo-Germanica.
Mezzi di trasporto e chimica continuano a rappresentare i comparti più rilevanti in valore assoluto negli scambi bilaterali. In queste aree il saldo commerciale italiano verso la Germania resta storicamente negativo, segno di una dipendenza importante da alcune forniture industriali tedesche. Il quadro cambia invece in settori come alimentare e siderurgia, dove l’Italia mantiene un saldo attivo. Nel 2025 la crescita dell’interscambio è spiegata soprattutto da tre comparti, mezzi di trasporto, agroalimentare e meccanica. Si tratta di filiere che hanno un peso diretto sulla capacità produttiva italiana e sulla tenuta delle catene del valore tra i due Paesi. La dinamica suggerisce che la ripresa commerciale poggia su basi industriali consolidate, anche se il titolo originale richiama timori per il futuro senza indicare nel testo elementi aggiuntivi su nuovi rischi specifici.
Il 2025 segna però un ritorno alla crescita in generale per l’export italiano e non solo nei riguardi della Germania. Tra gennaio e novembre le esportazioni italiane di beni sono aumentate del 3,1% su base annua e, secondo le stime, l’anno si è chiuso con un incremento intorno al 3%, riportando il valore complessivo verso i 640 miliardi di euro. Un risultato significativo se letto alla luce di un commercio internazionale atteso in rallentamento e di un quadro geopolitico tutt’altro che disteso. Il saldo commerciale 2025 dell’Italia si è attestato a 50,7 miliardi, in aumento di 2,5 miliardi rispetto all’anno precedente. Non è solo un segnale contabile: è la prova che la macchina export continua a generare margine e a compensare le turbolenze esterne, tenendo in equilibrio un pezzo decisivo della crescita italiana.









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