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Tessera Sanitaria per le emergenze

Durante la Seconda Guerra Mondiale, la tessera annonaria – introdotta in Italia tra il 1940 e il 1949 – fu uno strumento essenziale per garantire la sopravvivenza della popolazione civile. Era un documento nominativo, utilizzato per razionare beni di prima necessità e per assicurare una distribuzione equa delle risorse in un contesto di scarsità estrema.
Pochi sanno che oggi disponiamo già di uno strumento tecnologicamente molto più avanzato che svolge, in parte, una funzione analoga: la tessera sanitaria. Ogni volta che acquistiamo un farmaco o una prestazione sanitaria, la tessera comunica in tempo reale l’operazione al Sistema Sanitario Nazionale, utilizzando la stessa infrastruttura digitale dei pagamenti elettronici, come avviene per le carte di credito con il sistema bancario.
Emergenze permanenti, non molto diverse da una guerra
È vero: oggi non siamo formalmente in una guerra mondiale. Ma viviamo in una condizione di emergenza strutturale. Terremoti, alluvioni, frane, cicloni, dissesto idrogeologico, inquinamento e crisi sanitarie si susseguono con una frequenza tale da rendere questi eventi sempre più assimilabili, per effetti economici e sociali, a eventi bellici.
La vera differenza non è la natura dell’evento, ma la capacità dello Stato di intervenire rapidamente. Ed è proprio qui che nascono i problemi: non per mancanza di risorse reali (tecniche, umane, produttive), ma per vincoli finanziari e contabili che rallentano o bloccano l’azione pubblica.
Un’intuizione semplice: usare ciò che esiste già
Da questa constatazione nasce una domanda tanto semplice quanto potente:
è possibile utilizzare la tecnologia che già possediamo – la tessera sanitaria e il sistema fiscale – per finanziare rapidamente le attività necessarie a risolvere o prevenire le emergenze?
La risposta è sì. Ed è molto più semplice di quanto si possa immaginare.
Ogni cittadino italiano possiede già un Cassetto Fiscale presso l’Agenzia delle Entrate. In questo spazio digitale transitano:
- i pagamenti delle imposte,
- le detrazioni,
- i rimborsi,
- e soprattutto i crediti d’imposta, cioè sconti sulle tasse future.
I crediti d’imposta: strumenti fiscali già esistenti
Lo Stato emette crediti d’imposta da molti anni. Negli ultimi tempi, per renderli fruibili anche da chi non ha capienza fiscale, li ha resi:
- cedibili a terzi,
- utilizzabili per il pagamento dei tributi a partire da una certa data,
- senza scadenza.
Questa evoluzione è stata formalmente riconosciuta nel Manuale del Deficit e del Debito Pubblico, aggiornato da Eurostat nel 2022. Il Manuale chiarisce che i crediti d’imposta con queste caratteristiche:
- non devono essere contabilizzati come debito pubblico;
- e, a determinate condizioni, non incidono neppure sul deficit.
Uno strumento potentissimo nelle emergenze
Questo significa che, in presenza di un’emergenza – guerra, calamità naturale, pandemia – lo Stato dispone già di uno strumento di finanziamento immediato, che:
- non grava sul bilancio pubblico,
- non viola i parametri di Maastricht,
- consente interventi rapidi ed efficaci.
Non solo. Intervenire velocemente riduce drasticamente il mancato gettito fiscale causato dal blocco delle attività produttive. Anzi, l’attivazione dei lavori genera redditi, occupazione e quindi nuovo gettito fiscale, migliorando complessivamente i conti pubblici.
La vera novità: usare la tessera sanitaria come strumento di scambio
In questo contesto emerge la vera innovazione: la tessera sanitaria può essere utilizzata come interfaccia per lo scambio di crediti d’imposta. Tecnicamente, quando paghiamo in farmacia, non stiamo “pagando” con la tessera sanitaria: stiamo comunicando una transazione fiscale tra il cittadino e lo Stato.
Lo stesso meccanismo può essere utilizzato per comunicare trasferimenti di crediti d’imposta tra Cassetti Fiscali, usando i normali POS commerciali.
Come avere CIC nella “TaSca”
Lo Stato può quindi emettere CIC – Crediti d’Imposta Cedibili, accreditandoli nel Cassetto Fiscale dei cittadini o delle imprese coinvolte negli interventi di emergenza. Per semplicità e per differenziare le diverse funzionalità, possiamo affiancare al Cassetto Fiscale una “Tasca Fiscale” (Ta.Sca. da Tasse Scambiabili) dove circoleranno i Crediti d’Imposta Cedibili CIC.
Questi crediti possono poi essere trasferiti tramite transazioni elettroniche, equivalenti a un pagamento in euro, ma realizzate attraverso lo scambio di imposte future.
- Gli Euro circolano nei conti correnti bancari e sono tecnicamente passività delle banche private.
- I CIC, invece, sono di proprietà diretta del cittadino, perché risiedono nella sua Tasca Fiscale, identificata dal Codice Fiscale.
Un cambio di paradigma
Questo sistema non richiede nuove tecnologie, né monete alternative, né infrastrutture complesse.
Richiede solo una scelta politica consapevole: usare in modo intelligente strumenti che già esistono.
Lo strumento sarà illustrato in dettaglio nel Convegno “Proposta di Legge per finanziare subito le emergenze senza debito”, che si terrà giovedì 9 aprile 2026, alle ore 15:00, presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto, alla Camera dei Deputati, ma sarà trasmesso in diretta streaming sul Canale YouTube Moneta Positiva e anche sul canale 262 del Digitale Terrestre di ByoBlu.
L’ingresso in sala è riservato a politici, giornalisti, rappresentanti di associazioni e gruppi portatori di interesse, oppure, verificata la disponibilità residua, anche a chi aderisce al Movimento culturale “Un Mondo Positivo”.
Chi possiede questi requisiti, può richiedere di partecipare scrivendo a moneta.positiva@gmail.com
Fabio Conditi
Presidente dell’associazione Moneta Positiva
fondatore del Movimento culturale Un Mondo Positivo
https://unmondopositivo.it/








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