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Svizzera, referendum anti banche. Di Marcello Bussi

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I promotori dell’iniziativa Moneta intera vogliono che il denaro venga creato esclusivamente dalla Banca nazionale svizzera. Difficile che le banche elvetiche la pensino allo stesso modo.
In Svizzera si terrà un referendum per consentire alla sola banca centrale la creazione di moneta. Sono state infatti raccolte le 100 mila firme necessarie e dovrà essere indetto entro 18 mesi. L’iniziativa è del Movimento Svizzero per la Moneta Sovrana, che l’ha denominata, in italiano ticinese, «moneta intera».
La moneta intera è il denaro messo in circolazione dalla banca nazionale, che comprende solo le monete e le banconote. Secondo i promotori del referendum, questi mezzi legali di pagamento costituiscono però solo il 10% del denaro in circolazione, mentre il 90% è denaro elettronico che le banche creano quando aprono linee di credito. Il Movimento ritiene che la creazione di denaro da parte delle banche private sia contro l’articolo 99 della Costituzione federale («il settore monetario compete alla Confederazione»). Nel 1891, infatti, gli svizzeri hanno vietato alle banche private di stampare banconote, «perciò oggi dobbiamo vietare alle banche anche di stampare il denaro elettronico. Solo la Banca Nazionale deve poter creare denaro». Il denaro creato ex-novo dalle banche private, è il ragionamento dei promotori, «finisce prevalentemente nei mercati finanziari. Oggi circa 4/5 del denaro creato dalle banche finisce nei mercati finanziari; solo un quinto arriva all’economia reale, dove sono creati posti di lavoro, prodotti e servizi. L’odierna creazione di denaro tramite concessione di crediti obbliga all’indebitamento; senza nuovi debiti non viene creato nuovo denaro. Una società fortemente indebitata è esposta a crisi finanziarie e rischia la perdita dell’autonomia». Con l’introduzione della moneta intera, «alle banche viene tolto il privilegio di creare il proprio denaro. In questo modo le banche vengono parificate a tutte le altre imprese. Dall’entrata in vigore della moneta intera le banche potranno lavorare solo con il denaro messo a loro disposizione dai risparmiatori, dalle altre banche o, quando necessario, dalla Banca Nazionale. Se i depositi dei risparmiatori fossero insufficienti per la concessione dei crediti, la Banca Nazionale può mettere a disposizione prestiti al sistema bancario». Secondo i promotori del referendum, con la moneta intera «tutti gli averi depositati sui nostri conti diventano mezzi legali di pagamento, per così denaro contante elettronico. Quando una banca fallisce, i franchi depositati sui conti privati non sono più persi. Essi appartengono veramente al possessore di denaro come il denaro contante nel portamonete o in cassaforte. Questo denaro è perciò assolutamente sicuro. Le banche non devono più essere salvate dallo Stato. Questo è un enorme guadagno di sicurezza per la nostra economia». Fa impressione che un referendum del genere abbia luogo in Svizzera, un Paese la cui economia è fondata sulle banche. E molti quesiti bizzarri sono già stati sottoposti al giudizio degli elettori elvetici. I promotori del referendum sono però convinti che la moneta intera «renderà il franco svizzero la valuta più sicura del mondo. E questo è un enorme vantaggio competitivo per le banche svizzere, che probabilmente troveranno molti nuovi clienti nel settore del wealth management». Alla fine ci perderà solo l’investment banking, rafforzando una tendenza che comunque è già in atto. Mentre gli altri posti di lavoro in banca diventeranno più sicuri. Difficile credere che i colossi bancari svizzeri la pensino allo stesso modo.

Marcello Bussi (pubblicato su MF il 29.12.15)

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