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STIAMO PER VEDERE GIUSEPPI BAVA BECCARIS? Come l’hubrys del potere può portare alla tragedia

 

Conte vuole prolungare lo stato di emergenza Covid-19 fino a fine gennaio 2021. Chiaramente c’è ancora un problema epidemico, ma dopo sei mesi non si deve e non si può parlare di “Regime di emergenza”, ma bisogna parlare di normalità. Il Covid-19 è una malattia pericolosa, ma non è l’unica mortale e , dopo aver affrontato l’emergenza della novità, bisogna affrontarlo con mezzi ordinari, non straordinari. Se ancora non si è fatto nulla per adattare gli ospedale e predisporre le nuove terapie, onte e l’inutile suo commissario straordinario devono prenderne atto ed andarsene a casa. 

L’impressione dalla richiesta di poteri speciali è quella che Giuseppi Conte si voglia proporre come il nuovo Bava Beccaris: nel 1898 un evento estero, lo scoppio della guerra ispano-americana con relativo blocco delle esportazioni cerealicole USA, porto ad un aumento dei prezzi dei generi alimentari:

Questo evento accese una situazione già esplosiva per la propaganda socialista. Dal sei al 9 maggio iniziarono dei moti essenzialmente di poveri operai che protestavano per la repressione, ai quali si rispose on l’isteria del governo, l’imposizione dello Stato d’Assedio ed i pieni poteri al generale Fiorenzo Bava Beccaris per la repressione dei moti. Il generale, desideroso di compiacere la corte e le fasce più reazionarie delle elite dell’epoca , fece sparare i cannoni a mitraglia sulla folla. La sua esaltazione ed il desiderio di repressione fu tale che, avuta notizia di rivoltosi nascosti in un convento di frati cappuccini, lo fece bombardare e prendere d’assalto, trovando solo qualche mendicante e trascinando poi tutti in catene per la città. Bava Beccaris ottenne l’Ordine militare dei Savoja per questa impresa, Filippo Turati fu condannato a 12 anni dal tribunale militare. Una delle peggiori pagine del Regno

Ecco Giuseppi “Bava Beccaris” Conte vuole, con la scusa delle leggi d’emergenza legate al Covid-19 , prepararsi a reprimere i moti di scontento che sicuramente scoppieranno il prossimo autunno. Un uomo che desidera solo la tutela della propria sedia, a capo di un partito, il Giallo-Fucsia, di suoi simili pronti a tutto, si prepara a lanciare le forze del’ordine alla repressione non di pericolosi anarchici, ma di gente comune disperata che protesterà legittimamente per le proprie condizioni e per l’ignava di un potere cinico e disinteressato. Però gli ricordiamo che quello di Bava Beccaris fu l’ultimo rigurgito della Vecchia destra sabauda, destinata all’oblio. Anche Giuseppi ne sarà spazzato via.

 

 

 


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