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STAMPA TEDESCA: NON C’E’ CRISI ECONOMICA, QUINDI NIENTE POLITICA ESPANSIVA.

Questo articolo, di cui vedete sopra, è apparso il 21/10 sul FAZ  e mostra la serenità con cui la stampa tedesca sta prendendo la crisi economica attuale. Il discorso è semplice : non c’è nessuna crisi economica, è solo un rallentamento temporaneo, tutto va abbastanza bene, ed a fronte di questa fluttuazione di breve periodo non è necessario effettuare qualsiasi politica di carattere espansivo, sia monetario sia fiscale. A conferma di questo punto di vista vengono dati gli esempi della BCE che, nonostante l’iniezione enorme di capitali, non sia riuscita ad innalzare l’inflazione, e che Trump non sia riuscito a rilanciare l’economia USA anche aumentando il debito per i tagli fiscali.

La Germania mi ricorda, sempre di più, gli Stati Uniti del presidente Hoover che, di fronte alla crisi borsistica del 1929 , ritennero che si trattasse solo di un evento temporaneo che sarebbe stato superato in pochi mesi, come la crisi del 1920-21, per cui si preoccupò solo di tranquillizzare il mercato lasciando che il mercato ripulisse dalla speculazione. Il risultato di questa passività fu che la crisi borsistica si trasformò nella grande depressione. Allo stesso modo la Germania non vuole fare nulla come dimostra l’ultima legge finanziaria, molto “Verde” e molto povera di stimoli,anzi piena di tasse. La situazione è in realtà molto diversa da quanto descritto dal FAZ: secondo il FMI il 90% delle nazioni al mondo sta sentendo un forte rallentamento economico e se tutti si comportassero come la Germania, proseguendo con una politica restrittiva, il “Rallentamento” diventerebbe una depressione mondiale. I tedeschi vogliono non pagare dazio ed attendere che qualche altra parte del mondo diventi la nuova locomotiva mondiale, come lo è stata la Cina negli ultimi 10 anni, per poi agganciare la propria crescita, in modo parassitario, e continuare con uno sviluppo squilibrato ed eterodiretto.

Peccato che questa volta possa non andargli bene: la Cina sta rallentando e così l’India,e gli Stati Uniti sono molto più attenti e non riversare esternamente gli effetti delle proprie politiche economiche. Nello stesso tempo i paesi in via di sviluppo hanno sentito questa crisi in modo anche più sensibile rispetto ai propri equivalente più avanzati. Le politiche della BCE non hanno effetto non perchè sbagliate. ma perchè una politica monetaria, senza braccio fiscale, ha l’effetto di una corda utilizzata per spingere, non per tirare, un caro. Proseguendo con questa mentalità la Germania aiuterà nella diffusione della crisi e fra un anno potremo parlare di depressione e pagare un prezzo economico e sociale enormemente più alto di quello che avremmo agendo ora.

 

 


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