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Spagna, Begoña Gómez verso il processo per traffico di influenze: il caso che stringe d’assedio Sánchez

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Il giudice Juan Carlos Peinado ha disposto il rinvio a giudizio nei confronti di Begoña Gómez, moglie del premier spagnolo Pedro Sánchez, per le ipotesi di traffico di influenze e malversazione di fondi pubblici. Con lei sarà giudicata Cristina Álvarez, collaboratrice assegnatale dalla Moncloa, chiamata a rispondere della sola contestazione di malversazione.

La decisione chiude un’istruttoria durata quasi due anni e mezzo, cominciata nel 2024 in seguito a una denuncia presentata dall’organizzazione Manos Limpias. Non equivale naturalmente a una condanna: Gómez e Álvarez restano innocenti fino a eventuale sentenza definitiva. Segna però un passaggio sostanziale, perché il magistrato ritiene che gli elementi raccolti siano sufficienti per sottoporre le accuse alla valutazione di un tribunale e di una giuria popolare. Se il calendario verrà confermato, Begoña Gómez sarà la prima moglie di un presidente del governo spagnolo in carica a sedere sul banco degli imputati.

Il cuore dell’accusa

La prima ipotesi contestata a Gómez è il traffico di influenze. Secondo la ricostruzione accusatoria, la moglie del premier avrebbe sfruttato la propria posizione e la relazione personale con Sánchez per favorire interessi collegati alla sua attività professionale e alla cattedra di “Trasformazione sociale competitiva” che ha codiretto presso l’Università Complutense di Madrid.

L’accusa dovrà dimostrare non semplicemente che Gómez disponesse di relazioni importanti, circostanza di per sé non illecita, ma che abbia utilizzato in modo concreto e consapevole la propria influenza su funzionari o autorità pubbliche per ottenere vantaggi economici o professionali. È questo uno dei passaggi più delicati del processo: stabilire dove finisca la normale attività di relazione e dove cominci un uso penalmente rilevante della vicinanza al capo del governo.

Il secondo filone riguarda la presunta malversazione. Cristina Álvarez, dipendente pubblica destinata all’assistenza della moglie del premier, avrebbe svolto anche attività connesse agli interessi professionali privati di Gómez e alla gestione della cattedra universitaria. Nel corso dell’indagine sono stati esaminati messaggi e comunicazioni relativi a contatti con finanziatori e sponsor. Per il giudice, l’impiego di una risorsa retribuita con denaro pubblico per attività estranee alle sue funzioni potrebbe configurare una distrazione di mezzi pubblici.

Anche in questo caso la questione sarà soprattutto interpretativa e probatoria. La difesa sostiene che il lavoro di Álvarez rientrasse nei compiti normalmente svolti dagli assistenti dei coniugi dei presidenti e che non sia stato prodotto alcun danno economico per lo Stato. L’accusa dovrà invece provare che quelle attività avessero carattere privato, fossero estranee al ruolo istituzionale e venissero svolte nell’interesse personale di Gómez.

Le correzioni dell’Audiencia di Madrid

Il procedimento arriva al dibattimento in una forma più circoscritta rispetto all’impostazione originaria di Peinado. L’Audiencia Provincial di Madrid è intervenuta più volte sull’inchiesta, eliminando dal processo le contestazioni di corruzione negli affari e appropriazione indebita e chiedendo al magistrato di riordinare e delimitare con maggiore precisione i fatti.

Peinado ha quindi riscritto la parte finale dell’istruttoria, mantenendo soltanto il traffico di influenze e la malversazione. Questa circostanza consente letture opposte. Per l’accusa, il fatto che l’Audiencia abbia lasciato in piedi i due reati principali confermerebbe l’esistenza di elementi meritevoli di un giudizio. Per la difesa, le numerose correzioni mostrerebbero invece quanto fosse eccessivamente estesa l’impostazione iniziale dell’indagine.

La Procura ha assunto una posizione nettamente diversa da quella del giudice e delle accuse popolari. Ha chiesto l’assoluzione, sostenendo che i fatti esaminati non integrino alcun reato e che non sia stato dimostrato né un vantaggio illecito né un effettivo danno alle casse pubbliche. Le accuse popolari, guidate da Hazte Oír, hanno invece formulato richieste molto pesanti, arrivando a domandare complessivamente tredici anni di reclusione per Gómez. Si tratta per ora di richieste di parte, non di pene già riconosciute o necessariamente applicabili. Anche l’Università Complutense si è costituita come parte danneggiata, reclamando circa 113 mila euro.

Che cosa può succedere adesso

Il fascicolo dovrà essere trasmesso all’organo competente per organizzare il processo con giuria. Seguiranno la formazione del collegio, la definizione delle prove ammesse e l’indicazione della data delle udienze. L’ordinanza di apertura del processo restringe notevolmente gli spazi per bloccare il procedimento prima del dibattimento, ma le difese potranno ancora sollevare questioni preliminari, contestare singole prove e denunciare eventuali violazioni procedurali.

Gli scenari principali sono tre. Il primo è l’assoluzione. Potrebbe maturare se l’accusa non riuscisse a dimostrare un rapporto diretto tra la posizione di Gómez e specifiche decisioni pubbliche, oppure se l’attività di Cristina Álvarez fosse considerata compatibile con il suo incarico. Il fatto che la Procura chieda l’assoluzione rappresenta un elemento favorevole alla difesa, sebbene in Spagna le accuse popolari possano sostenere il processo anche in assenza di una richiesta di condanna del pubblico ministero.

Il secondo scenario è una condanna limitata a uno solo dei reati o a uno soltanto dei filoni. Il tribunale potrebbe, per esempio, escludere il traffico di influenze ma ritenere irregolare l’utilizzo della collaboratrice pubblica, oppure giungere alla conclusione opposta. Molto dipenderà dalla qualificazione delle mansioni di Álvarez e dalla prova dell’effettivo intervento di Gómez presso soggetti pubblici.

Il terzo scenario è una condanna più ampia. Non sarebbe comunque definitiva: potrebbe essere impugnata dinanzi agli organi giudiziari superiori, con un percorso destinato probabilmente a durare a lungo. Le richieste massime avanzate dalle accuse popolari rappresentano quindi solo il punto di partenza del confronto processuale.

Peinado non ha imposto nuove misure cautelari, ma ha disposto l’acquisizione delle ultime cinque dichiarazioni dei redditi di Gómez per valutarne la capacità patrimoniale rispetto alle eventuali responsabilità economiche. Il giudice ha adottato l’ordinanza a pochi giorni dal proprio pensionamento, circostanza che ha ulteriormente acceso la polemica sulla gestione e sui tempi dell’inchiesta. La decisione e il testo dell’ordinanza sono stati pubblicati da El País.

L’assedio politico alla Moncloa

Sul piano politico, la notizia rappresenta un colpo molto duro per Pedro Sánchez. Il governo e il PSOE parlano apertamente di persecuzione giudiziaria e di “lawfare”, sostenendo che l’obiettivo reale delle denunce sia colpire il presidente attraverso la moglie. Il Partito popolare replica che nessuno può sottrarsi alla giustizia e accusa Sánchez di aver trasformato la Moncloa in uno strumento al servizio degli interessi familiari.

Il premier non è direttamente imputato in questo procedimento e l’apertura del processo non produce conseguenze automatiche sulla durata del governo. Ma l’immagine della moglie del presidente davanti a una giuria sarebbe destinata a dominare per settimane il dibattito spagnolo, alimentando le richieste di dimissioni e mettendo sotto pressione una maggioranza parlamentare già fragile.

Sánchez proverà con ogni probabilità a separare il piano giudiziario da quello politico, rivendicando la presunzione d’innocenza e presentando il processo come l’ultimo capitolo di una strategia per rovesciare nelle aule di tribunale un governo che l’opposizione non è riuscita a battere in Parlamento. Il centrodestra cercherà invece di trasformare il caso Gómez nel simbolo di una stagione segnata dalla commistione tra potere, famiglia e interessi privati.

La battaglia decisiva, dunque, si combatterà su due fronti. In tribunale si dovrà stabilire se esistano prove sufficienti di un uso illecito dell’influenza e delle risorse pubbliche. Nell’opinione pubblica spagnola si deciderà se Sánchez riuscirà ancora a presentarsi come vittima di un’offensiva politico-giudiziaria o se il processo alla moglie diventerà il punto di non ritorno della sua lunga permanenza alla Moncloa.

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