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SICUREZZA ALIMENTARE, GIUSTO PREZZO DELLE MATERIE PRIME E BLOCKCHAIN

E’ di Gennaio di quest’anno l’elenco del sito del Ministero della Salute dei cibi ritirati dagli scaffali per rischi microbiologici (pericoloso batterio listeria), chimici e fisici (corpi estranei).

Riproponendo come attuale la questione della sicurezza alimentare che negli ultimi decenni ha conosciuto scandali alimentari noti a tutti noi, sia come frodi di adulterazioni e contraffazioni, che di violazioni gravi di igiene : la memoria corre veloce al vino al metanolo, alla carne di maiale con diossina, al finto olio extravergine d’oliva e alla Bse del bovino.

Ai quali si aggiunge un fenomeno di mancata sicurezza alimentare più subdolo e meno conosciuto legato agli allevamenti intensivi zootecnici che per sovraffollamento contrario a ogni regola naturale di etologia prevede un forte e costante uso preventivo di antibiotici, che poi si fissano nelle parti grasse della carne, salumi e uova, determinando ciò che l’OMS dichiara essere causa del pericolosissimo fenomeno di antibiotico-resistenza, che significa che la popolazione nutrita con questi prodotti animali non risponde più ai comuni antibiotici quando ne ha bisogno per motivi di salute.

Se analizziamo dati Istat e report della Coop comprendiamo anche che in Italia non abbiamo autosufficienza di produzione delle materie prime, con conseguenze :
• sulla qualità e salubrità inferiore delle materie importate (l’83% delle segnalazioni alla UE di tossicità e carenze di igiene  riguarda materie importate, fonte Coldiretti);
• sulla riduzione del PIL Italiano (produciamo solo il 38 % di grano tenero !);
• sul ribasso per sleale concorrenza dei prezzi riconosciuti ai produttori di materie prime come latte, pomodori, arance, ecc., inteso come CRISI AGRICOLA DEL TERRITORIO, non riuscendo più neanche a coprire i costi di produzione;
• su un concetto necessariamente falsato del prodotto trasformato che non può essere 100% Italiano e quindi davvero Made in Italy.

In questo scenario si inquadra la scelta nazionalistica della Francia di vendere in Italia attraverso i suoi Ipermercati Carrefour solo materie prime Francesi (per la precisione il 95 %), lo conferma il suo Presidente Alexandre Bompard in un intervista a RPL ripresa da diversi media.
Per alcune di queste, pollo, uova e ora anche latte hanno introdotto una vera certificazione di origine tramite un registro digitale non falsificabile che la nuovissima tecnologia informatica consente, si tratta della certificazione Blockchain applicata alla filiera agro alimentare.

GIA’ OGGI i prodotti francesi hanno sulla singola confezione un QR code leggibile attraverso una semplicissima App del cellulare che spiega la certificazione Blockchain,
l’unica tracciabilità veramente sicura .
Lo spiegano al grande pubblico dei consumatori i monitor sparsi nei grandi Carrefour, lo spiegano anche alle nonne, anche alla sciura Maria di 80 anni cui il cellulare lo hanno regalato i suoi figli, istallandogli le App e che ha così imparato ad usare.

Allors, vive la France !
Brava per le sue iniziative responsabili a difesa della sua produzione nazionale !
I suoi produttori di materia prima ringraziano per poter aver una giusta remunerazione e anche il PIL francese guadagna a scapito del nostro !

L’agroalimentare italiano ha un problema enorme ma la buona notizia è che la soluzione c’è !

Volere è potere, ce lo insegnano oltralpe.

Sicurezza alimentare (sotto tutti gli aspetti descritti), giusto prezzo delle materie prime riconosciuto ai produttori Italiani da Nord a Sud (compreso il pregiatissimo latte Sardo), garanzia contro la contraffazione di marchi Italiani all’estero compreso l’Italian sounding che insieme ingenerano una perdita di 90 miliardi di € (dati Coldiretti), si risolvono con la Blockchain anche in Italia, fatta direttamente dal Ministero e non da associazioni di categorie da cui i produttori non si sentono più rappresentati. Costa poco e consente di risalire e tracciare l’inizio di un prodotto sia agricolo che animale, anche con campionature genetiche che non lasciano spazio a illegali usi di materia straniera e che consente di tracciare la catena del freddo e l’igiene in ogni singola fase produttiva. Si pensi a un formaggio Dop, finalmente garantito con la genetica dell’ animale che produce il latte, tutti i singoli passaggi produttivi di filiera, con una catena di token non falsificabile, fino alla igiene della sezionatrice che lo porziona (evitando la legionella).

I grandi trasformatori non devono avere paura della trasparenza che tutela consumatori e produttori di materie prime, perché sarà loro facoltà produrre due linee di prodotti con due fasce di prezzo diverso al consumo : quello veramente Italiano e quello con materia prima straniera.

Le parole non bastano, vogliamo il vero Made in Italy agroalimentare certificato Blockchain e vogliamo che la terra ritorni a essere completamente coltivata e non erosa dai biocarburanti, nel nome della sovranità alimentare.

Dott. Valentina Lucarelli
Consulente legale, specializzata in Diritto agro alimentare
Speaker radiofonica


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