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SIAMO IN DITTATURA. NON E’ UNO SCHERZO! IL GOVERNO CENSURA LE OPINIONI ESPRESSE DA UN DEPUTATO DELLA REPUBBLICA, L’ON.LE GIORGIA MELONI (di Giuseppe PALMA)

Lettera Meloni

 

Recita l’art. 68, primo comma, della Costituzione: “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”.

E’ uno dei principi cardine dello Stato di Diritto e della democrazia costituzionale.

Perché un rappresentante del popolo possa esercitare a pieno le sue funzioni nell’interesse della Nazione è necessario che questo possa esprimere le proprie opinioni, o votare, in piena libertà e senza il rischio di essere chiamato a rispondere di quello che dice o di come vota.

Si tratta di conquiste che nascono con la Rivoluzione francese e maturano in via definitiva con le Costituzioni nazionali redatte dopo la seconda guerra mondiale. Se poi vogliamo voltarci ancora più indietro, addirittura anche i tribuni della plebe erano tendenzialmente immuni dalla censura.

Ciò premesso, mai l’opinione espressa da un parlamentare può essere sottoposta a censura, e, considerato il principio della separazione dei poteri, sarebbe gravissimo se un’ipotesi di censura provenisse dal Governo. Nel momento in cui l’esecutivo intima ad un parlamentare cosa può o non può dire, o peggio entro quali limiti può dirlo, siamo alla MORTE DELLA DEMOCRAZIA!

Pensavamo di non doverci mai più occupare di queste cose, eppure – annus domini 2015 – il Governo italiano ha censurato le parole espresse da un deputato della Repubblica nell’esercizio delle sue funzioni.

Vittima incolpevole è l’On.Le Giorgia Meloni, deputato di Fratelli d’Italia, la quale ha ricevuto una lettera da parte del Governo (con tanto di protocollo), e più precisamente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le pari opportunità, Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali – con la quale l’esecutivo, ritenendo “che una comunicazione basata su generalizzazioni e stereotipi non favorisca un sollecito ed adeguato processo di integrazione e coesione sociale”, coglieva l’occasione per chiedere all’On.Le Meloni “DI VOLERE CONSIDERARE PER IL FUTURO, L’OPPORTUNITA’ DI TRASMETTERE ALLA COLLETTIVITA’ MESSAGGI DI DIVERSO TENORE”.

Leggendo questa porcata, non assume più alcuna importanza cosa abbia detto precedentemente l’On.Le Meloni. Per quanto mi riguarda, considerato il rispetto che ho per la nostra Costituzione, ritengo che la lettera del Governo sia la dimostrazione che in Italia è morta non solo la DEMOCRAZIA, ma soprattutto la cultura costituzionale! 

La libertà è come l’aria: non ti rendi conto che è così importante fino a quando non ti accorgi che inizia a mancarti!

Chi ci governa non ha alcuna sensibilità culturale, nè amore per la Costituzione! A Palazzo Chigi hanno forse studiato la lingua inglese o l’economia (e neppure quelle), ma ignorano profondamente la STORIA!

Perchè l’Assemblea Costituente arrivasse a scrivere ogni singola parola dei 139 articoli della Carta Costituzionale sono morte centinaia di milioni di persone! Dove sono i benpensanti Benigni, Fo e Moretti? Dove sono??? Forse l’opinione di un deputato di destra merita minore considerazione – e rispetto – dell’opinione di un deputato di sinistra?

Neppure Robespierre, prima di mandare a morte Danton, ebbe il coraggio di far tacere il tumulto sollevatosi alla Convenzione Nazionale! Il dittatore giacobino riuscì nell’intento di terrorizzare i rappresentanti del popolo costringendoli a votare in favore del decreto di arresto di Danton e compagni, ma non arrivò a censurarli! E la lettera che Palazzo Chigi ha inviato all’On.Le Meloni è, seppur con i dovuti modi, una censura bella e buona!

Due secoli di lotte, guerre e sofferenze cestinati da poche zucche vuote che non meriterebbero neppure di dirsi ITALIANI!

***

Di sicuro Voltaire non l’ha mai detto, ma il concetto intrinseco contenuto in queste parole racchiude l’essenza stessa della democrazia: “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perchè tu possa esprimerla“.

Ma che lo scrivo a fare, tanto a Palazzo Chigi al massimo leggono le istruzioni della PlayStation!

 

Giuseppe PALMA

 

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