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Sanzioni?? Le raffinerie europee comprano sempre più petrolio russo! Però chiuderemo Priolo e lasceremo 8 mila lavoratori a casa

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Le raffinerie europee hanno assorbito una quantità crescente di greggio la scorsa settimana, secondo i dati di monitoraggio delle petroliere elaborati da Bloomberg.

Le raffinerie europee hanno accolto 1,84 milioni di barili al giorno di greggio russo la scorsa settimana, cumulando il terzo aumento della quantità di greggio russo acquistato in tre settimane consecutive.

I flussi di petrolio dalla Russia all’Europa, compresa la Turchia, sono ora i più alti degli ultimi due mesi.

Gli aumenti sono arrivati soprattutto dalla russa Litasco SA, il braccio commerciale della Lukoil, e dalla Turchia. La Lukoil vanta tre raffinerie in Europa – in Italia, Romania e Bulgaria – e continua ad aumentare gli acquisti di greggio russo. Sappiamo che, come effetto perverso delle sanzioni, la raffineria di Priolo, Siracusa, sta esclusivamente lavorando petrolio russo. Praticamente le sanzioni alle società russe hanno raggiunto l’obiettivo opposto. Non solo: mentre la Bulgaria ha ottenuto un’esenzione per una propria raffineria rifornita via mare l’Italia non l’ha neanche chiesta come riportato de L’Espresso. Al governo non interessano gli 8 mila posti di lavoro siciliani. Un clamoroso errore che pagheremo durissimo. Del resto è noto che Cingolani non fa gli interessi dell’Italia, ma quelli di altri, non è ben chiaro qui.  Basti ricordare come noi chiudiamo i pozzi del gas adriatico, per farli aprire alla Croazia!

Quindi, come rileva Bloomberg, il calo che si era precedentemente verificato negli acquisti di petrolio dalla Russia, su base volontaria, è stato se non invertito seccamente calato.

L’UE ha deciso di porre un embargo sul 90% di tutte le sue importazioni di petrolio dalla Russia entro la fine dell’anno, ma vediamo come questo divieto si  presenti inutile o quasi controproducente. Più efficace può essere il divieto di assicurazione dei carichi russi: infatti, anche se Mosca ha garantito che fornirà copertura assicurativa statale ai propri carichi, questa potrebbe non essere accettabile per approdare in molti porti, effettivamente rendendo molto più complicato il commercio petrolifero russo.


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