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Rivoluzione militare in mare: Londra rottama le navi tradizionali per i droni, mentre l’Italia rischia di buttare 14 miliardi.
Il Regno Unito abbandona le navi tradizionali per comandare flotte di droni. Una lezione per l’Italia, che a fine luglio rischia di sprecare 14 miliardi a debito per armamenti già superati.

Il mondo militare marittimo è appena stato stravolto. Il Regno Unito ha deciso di cancellare i progetti per i grandi cacciatorpediniere tradizionali, puntando tutto su una flotta di navi da guerra ibride.
Queste nuove unità non cercheranno lo scontro diretto. Diventeranno invece centri di comando galleggianti per coordinare sciami di droni aerei, di superficie e sottomarini. Un vero e proprio cambio d’epoca.
Il Ministero della Difesa britannico ha annunciato la costruzione di almeno sei “Common Combat Vessel“. Andranno a sostituire i vecchi cacciatorpediniere Type 45 e il defunto progetto Type 83, che lo avrebbe dovuto sostituire. Invece si va verso una direzione completamente diversa.
Cacciatorpediniere Type 45 che sarà sostituito dalle nuove navi
Queste navi saranno operative dai primi anni ’30. Lavoreranno insieme a una famiglia del tutto nuova di piattaforme senza equipaggio, suddivise per compiti specifici, ma sulla base di una struttura progettuale comune.
- Type 91: per il lancio autonomo di missili.
- Type 92: per la rilevazione e i sensori sottomarini.
- Type 93: grandi veicoli sottomarini completamente autonomi.
- Type 94: reti di sensori avanzati di superficie.
La logica economica e militare è inattaccabile. Il segretario alla Difesa, Dan Jarvis, ha spiegato che l’obiettivo è aumentare la portata e la potenza di fuoco della Marina, senza far esplodere i costi o il numero dei marinai. Meno equipaggio significa minori costi e minori problemi di personale.
L’industria britannica, con colossi come BAE Systems e Babcock, sta già testando sistemi automatizzati. L’intelligenza artificiale ridurrà drasticamente la necessità di equipaggi umani a bordo.
Invece di concentrare capitali enormi su pochi scafi costosi e vulnerabili, Londra disperderà la sua potenza di fuoco su vaste porzioni di oceano, con un numero maggiore di mezzi, ma con combinazione di mezzi con equipaggio e senza equipaggio. Una scelta dettata dall’osservazione dei fronti di guerra più caldi di oggi.
Questa mossa di Londra impone una riflessione urgente a casa nostra. I campi di battaglia moderni ci mostrano un’evoluzione dell’arte militare rapidissima e spietata. I droni low-cost stanno umiliando mezzi navali e terrestri sia vecchi di decenni, sia relativamente moderni.

ipotesi di Common Combat Vessel
Ecco perché, guardando all’Italia, decidere in fretta e furia sui fondi SAFE entro fine luglio non ha alcun senso dal punto di vista economico ,ma soprattutto, non ha senso dal punto di vista pratico. Stiamo parlando di 14 miliardi di euro dei nostri soldi. Ricordiamolo: sono prestiti, andranno restituiti con gli interessi.
Spendere queste cifre enormi oggi, senza avere chiare le priorità tecnologiche del presente, è un azzardo imperdonabile. Rischiamo di finanziare programmi industriali per armamenti già vecchi.
Sarebbe esattamente come spendere cifre enormi per finanziare la cavalleria negli anni Venti del secolo scorso, ignorando che era appena stato inventato il carro armato e che il futuro dei campi di battaglia sarebbe stato suo.
Assisteremmo solo a un enorme spreco di risorse, per acquistare tecnologia e mezzi che risulteranno superati nel momento stesso in cui verranno consegnati alle nostre forze armate.







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