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RINALDI DI FRONTE ALLA LAGARDE SMONTA IL MES E IL RECOVERY FUND. (aggiornato con video)


Intervento di Antonio Maria Rinaldi alla commissione ECON, presente il Presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde. 

Apprezzando la decisione della BCE, nell’ambito del suo mandato e della sua autonomia statutaria, di incrementare di 600 Mld il programma PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme) portandolo a 1350 Mld utilizzabile fino al giugno 2021, è possibile tuttavia trarre queste logiche considerazioni:

– Il programma PEPP è di fatto essenzialmente a “costo zero” per i paesi partecipanti in quanto come prassi la BCE per garantire la proporzionalità effettua gli acquisti in titoli con il criterio della chiave di capitale e gli interessi maturati vengono trasferiti alle rispettive Banche Centrali nazionali che a loro volta vengono retrocessi nelle casse del proprio Tesoro e il tutto in assenza del rischio inflattivo che possa infrangere al rialzo il target del 2% nonostante la massiccia iniezione di liquidità nel sistema e riducendo gli spread;

– Il Board della BCE ha valutato, più di tutte le altre Istituzioni europee, la gravità della situazione macroeconomica dell’eurozona e che la proposta “Next Generation”, così come enunciata dalla Presidente Ursula von der Leyen al Parlamento europeo il 27 maggio scorso, molto difficilmente sarà attuata nella sua impostazione originaria. La proposta della Commissione inoltre ricalca le linee di politica industriale concepite già anni fa in un altro scenario congiunturale ed è stato ora solamente trasposto meccanicamente senza tenere conto della sopravvenuta situazione di crisi economica determinata dalla pandemia che invece incide essenzialmente sui livelli occupazionali e il mantenimento in vita delle realtà produttive. Questa analisi, supportata anche dall’autorevole Voxeu.org, individua che se tali politiche industriali fossero messe in atto determinerebbero una caduta importante del tasso occupazionale, esattamente l’opposto di ciò che si necessita oggi per risollevare le economie continentali.

– Il Board della BCE avrà inoltre sicuramente intuito che la proposta della Commissione difficilmente raggiungerà l’unanimità se non a costo di profonde revisioni al ribasso che la stravolgeranno dilatandone notevolmente i tempi di attuazione proprio nel momento invece di maggiore necessità e pertanto ha ben fatto nel prendere la decisione di incrementare notevolmente il programma PEPP per far affluire immediatamente liquidità. Inoltre il pacchetto “Next Generation” prevede non ben precisate riforme e investimenti per rendere le economie più digitali e più verdi per chi desidera avere accesso ai finanziamenti, così come dichiarato dal vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis, rendendo le risorse disponibili poco utilizzabili con la stessa intensità da tutti gli attori economici.

– In ultima analisi, in pochi minuti di conferenza stampa di giovedì scorso 4 giugno, la BCE ha enunciato un’ottima alternativa a quella della Commissione dotando di strumenti efficaci ed immediati l’intera eurozona per fronteggiare la devastante crisi economica correlata alla pandemia invece di avventurarsi in programmi di difficile realizzazione pratica e dilatati nel tempo neutralizzando e rendendo di fatto superati strumenti come il Recovery Fund, il ricorso al MES, il SURE e l’azione della BEI e invece responsabilizzando direttamente l’azione libera dei governi su l’utilizzo della liquidità immessa nel sistema a supporto dell’occupazione.

La Banca Centrale Europea si è avvicinata pertanto a ciò che fanno da sempre tutte le altre Banche Centrali del mondo nonostante ancora qualcuno nell’eurozona lo vorrebbe vietare e farà di tutto in futuro per vietarlo! Grazie.

Ecco il relativo video

La Lagarde non rispose…..


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