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Rinaldi: chi ripagherà i danni alle aziende causati dalle sanzioni alla Russia?

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Intervento al Parlamento Europeo di Antonio Maria Rinaldi che fa qualche domanda che pochissimi hanno il coraggio di fare. Cerchiamo di riassumervele:

  • come pensa la Commissione da un lato tutelare le piccole aziende, soprattutto italiane, e dall’altro continuare a perseguire i propri obiettivi green in una situazione in cui i tassi imposti dalla BCE sono ora elevati;
  • dopo 11 campagne di sanzioni economiche contro la Russia, sono indubbi i danni subiti dalle aziende europee, anche italiane, e le aziende non ne hanno colpa. Chi ne ripagherà i danni?
  • come può sussistere il mercato unico con i 200 miliardi di aiuti di stato dati dalla Germania, anche con l’aiuto di trucchi fiscali che la stessa corte dei conti tedesca ha evidenziato? Che questo sia un invito a tutti i paesi europei a comportarsi allo stesso modo?

Eccovi in video l’intervento del Prof. Rinaldi in Parlamento.

Ecco il testo completo dell’intervento:

Grazie Presidente,

Le micro e le piccole-medie imprese rappresentano nelle economie comunitarie le colonne portanti e insostituibili del tessuto industriale europeo. Ad esempio in  Italia, che ricordo occupa il secondo posto nella classifica delle imprese manifatturiere fra i 27 paesi membri, le micro e le PMI rappresentano addirittura più del 99% del totale. La Commissione pertanto dovrebbe spiegare in modo esaustivo come intende finanziare le impegnative e costose iniziative del green deal a carico delle imprese conciliandole e rendendole sostenibili con il ritorno alle inevitabili politiche di austerità e l’aggravarsi delle condizioni finanziarie dovute al repentino aumento dei tassi a causa delle politiche monetarie della BCE.

Inoltre la Commissione dopo aver impartito fino ad ora 11 pacchetti di sanzioni nei confronti della Russia per l’aggressione all’Ucraina, ha valutato gli effetti economici sulle imprese costrette a veder ridurre il proprio fatturato dopo aver con fatica e sacrificio conquistato quel mercato? Sia chiaro: siamo tutti d’accordo sulle sanzioni alla Russia, ma il prezzo ora lo stanno pagando proprio quelle aziende che non hanno nessuna colpa di mala gestio  e si sono visti dalla sera alla mattina precluso quel mercato.

Vorrei poi attirare l’attenzione della Commissione e di questa Assemblea sul fatto che a causa del costo delle materie prime, e in particolare di quelle energetiche, i paesi dell’Unione hanno intrapreso azioni asimmetriche di sostegno finanziario a favore delle proprie imprese e cittadini. Questo ha creato delle distorsioni nel mercato unico in quanto alcuni paesi hanno destinato ingenti risorse rispetto ad altri in palese contrasto con la disciplina degli aiuti di Stato così come sancito dagli artt.107 e 108 del TFUE, dando alla propria economia un evidente vantaggio competitivo rispetto a quelle degli altri.

Mi riferisco in particolare al piano straordinario varato dalla Germania per più di 200 Mld di euro bocciato proprio dalla loro Corte dei Conti in quanto tali aiuti sarebbero stati veicolati con artifizi contabili fuori dal perimetro del bilancio pubblico. Per la Commissione è tutto regolare, o anche gli altri paesi membri ora possono avvalersi degli stessi trucchi adottati dalla Germania? Oppure anche questa volta la Commissione si dimostra essere forte con i deboli e debole con i forti?


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