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Ricchiuti (P.P.I.) – “Non più partite iva ma donatori d’imposte”

Fin quando che certi politici non ammetteranno che il vero problema è la spesa pubblica improduttiva e prenderà seri provvedimenti , difficile che possa migliorare la vita di chi fa impresa privata. Continuano a sbandierare lo spauracchio dell’evasione fiscale , della lotta all’evasione e puttanate varie , ottenendo solo il risultato di dividere gli italiani e creare discordia tra dipendenti e lavoratori autonomi.Questa fantomatica evasione fiscale , ( 200 miliardi di euro … ?) sarebbe ben venuta se ci fosse sul serio , perchè quei soldi sarebbero in circolo e noi saremmo in pieno boom economico e non in piena recessione . La verità è che ci sono 5 o 6 milioni di parassiti che vivono di welfare pubblico che succhiano , che hanno tutte le garanzie e i privilegi , e non producono un centesimo di pil . Ma certi “signori” si guardano bene dal dirlo , perchè se ci metti una moglie e un figlio accanto a quei soggetti , arrivi a quasi 15 milioni di voti che nessuno si sogna di inimicarsi . Quindi … addosso all’evasore ( ovvero chi lavora e produce ), che non avendo nessuna rappresentanza e tutto più facile . Dovrebbero cancellare il termine “POPOLO PARTITE IVA ” e ridenominare con “DONATORI DI IMPOSTA“. Ci sarebbe più coerenza .

Negli ultimi otto anni sono andati in fumo circa 600mila posti di lavoro tra i “lavoratori indipendenti”, cioè liberi professionisti, piccoli imprenditori, artigiani, commercianti. In termini percentuali significa un secco meno 10 per cento. Non solo: un lavoratore a partita Iva su quattro è sotto il livello di povertà.
A questi “buonisti” voglio solo ricordare 3 particolari :
1 – L’Osservatorio sul lavoro autonomo del ministero dell’Economia ha rilevato che le Partite Iva aperte da lavoratori italiani tra i 51 e i 64 anni sono aumentate del 7,5% a giugno 2017 rispetto allo stesso mese del 2016, perchè chi perde il lavoro deve reinventarsi come libero professionista .
2 – tra il 2011 e il 2016 hanno chiuso, ogni giorno, 5 negozi di ortofrutta, 4 macellerie, 42 negozi di abbigliamento, 43 ristoranti, 40 pubblici esercizi.
3 – La maggior parte delle nuove attività sono gestite da extracomunitari (saranno tutti ligi agli obblighi fiscali?) e come cambieranno la fisionomia dei nostri borghi o quartieri ?

Quindi prima di dare addosso alle partite iva , scrollatevi di dosso l’ideologia dei commercianti anni 80 , ricordatevi che tra quelli contro cui puntate il dito ci potrà essere un vostro parente che senza che voi lo sappiate è un freelance o un giovane avvocato , guardateli nelle tasche prima di sputare sentenze . 
Serve un piano straordinario per il rilancio del lavoro autonomo , piano che non è presente in nessuna delle forze politiche se non con qualche ritocco sulla tassazione diretta statale , ma quelle indirette sono lasciate libere di aumentare, così come si lascia la mano libera di imporre ogni sorta di tributi e addizionali agli enti locali, che negli ultimi decenni sono diventati più esosi e insaziabili di un racket , per non parlare delle varie casse previdenziali ormai diventate autentiche sanguisughe e causa di migliaia di cessazioni di attività o di cancellazione dagli albi professionali.

Lino Ricchiuti – Presidente nazionale movimento politico Popolo Partite Iva

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