Energia
Petrolio: l’Asia aggira il blocco mediorientale a suon di premi record (ma a pagare non sono le raffinerie)
Le tensioni nel Golfo bloccano il greggio mediorientale: le raffinerie asiatiche pagano premi record per il petrolio USA e norvegese, , ma i margini di guadagno sui carburanti restano stellari.

Le raffinerie asiatiche stanno pagando premi altissimi per aggiudicarsi forniture di greggio in grado di sostituire i carichi bloccati in Medio Oriente. Con le esportazioni del Golfo limitate a livello di produzione o, peggio, intrappolate su petroliere incapaci di attraversare lo stretto di Hormuz, i gradi di greggio più adatti provenienti dalla Norvegia e dagli Stati Uniti vengono offerti a premi record a doppia cifra rispetto al benchmark Dated Brent. Questo benchmark particolare che identifica il “Vecchio Brent”, fattop solo di petrolio del Mare del Nord.
Molti impianti in Asia, la regione maggiormente dipendente dal greggio mediorientale, sono progettati per operare in modo ottimale con i gradi più acidi e pesanti (i cosiddetti sour e heavy) tipicamente esportati dai produttori del Golfo. Di fronte alla carenza strutturale attuale, le raffinerie sono disposte a pagare un sovrapprezzo superiore a 10 dollari al barile per diverse tipologie di petrolio che possono fungere da valida alternativa.
Un sovrapprezzo notevole, ma che non intaccherà minimamente i profitti dei raffinatori. I margini operativi sui carburanti rispetto ai prezzi del greggio (i famosi crack di raffinazione) sono attualmente a livelli astronomici. Questo permette all’industria di registrare lauti guadagni nonostante l’enorme costo di approvvigionamento della materia prima, dimostrando ancora una volta come i colli di bottiglia logistici si scarichino quasi magicamente sui consumatori finali, salvaguardando il capitale.
Di seguito una sintesi dei sovrapprezzi attuali per le alternative non mediorientali:
| Tipologia Greggio | Origine | Premio sul Dated Brent ($/barile) | Dettagli Storici e Note |
| Johan Sverdrup | Norvegia | + 11,30 $ | Livelli record secondo fonti Bloomberg |
| Mars | Stati Uniti | Da + 11,00 $a + 6,00$ | A febbraio era scambiato a sconto |
| Labuan, Minas, Bach Ho | Sud-Est Asiatico | Oltre + 10,00 $ | Il premio storico era di circa 2,00$ |
Nonostante i noli marittimi elevati, i tempi di viaggio allungati e una struttura del Brent in forte backwardation, cioè con prezzi attuali superiori a quelli futuri, gli acquisti dal bacino atlantico e dalle Americhe hanno subito una forte accelerazione. Muyu Xu, analista senior per il settore petrolifero di Kpler, ha confermato questa tendenza all’accumulo.
A livello macroeconomico, la corsa all’accaparramento si sviluppa attraverso i seguenti flussi:
- Giappone: acquisterà probabilmente almeno 13 milioni di barili di WTI e Mars statunitensi per i carichi di aprile, segnando potenzialmente un record mensile.
- Thailandia: la compagnia PTT ha acquistato carichi di Forties del Mare del Nord e greggio angolano per il mese di marzo.
- Corea del Sud: GS Caltex si è assicurata due carichi di CPC Blend di origine kazaka.
- Cina: i raffinatori hanno piazzato ordini per almeno 9 milioni di barili di greggio dell’Africa occidentale con carico ad aprile, , ma continuano parallelamente a fare incetta di greggio brasiliano.
Le raffinerie del Sud Est asiatico, che lavoravano petrolio del Golfo, devono trovare ora un’alternativa, e sono disposte a tuto per trovarla
L’autore Fabio Lugano è laureato con il massimo dei voti alla Bocconi , Fabio Lugano è un esperto di mercati, criptovalute e intelligenza artificiale. In passato è stato consulente al Parlamento Europeo e al Ministero per gli Affari Europei. Oggi aiuta le aziende a creare piani di sviluppo per l’innovazione tecnologica e per l’energia.







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