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PADOAN E QUELLA STRANA IDEA DI COSTITUZIONE (di Antonio M. Rinaldi)

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Prendendo spunto da un articolo pubblicato il 22 maggio da La Repubblica, dove è riportata una intervista rilasciata dal Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan al giornalista Roberto Petrini, è possibile fare alcune valutazioni sulla reale natura del governo a trazione Renzi.

Padoan, incalzato dal giornalista della Repubblica che gli chiede merito sulla recente sentenza n.70/2015 della Corte Costituzionale sulle rivalutazioni delle pensioni, risponde candidamente che” la Consulta stessa non ha valutato il buco creato sulle pensioni” e che “in un dialogo di cooperazione tra organi dello Stato indipendenti come Governo, Corte, Ministri e Avvocatura sarebbe stata opportuna la massima condivisione dell’informazione”.

Inoltre prosegue che, pur riconoscendo l’autonomia della Corte (e ci mancherebbe pure!!!), quando ci sono implicazioni di finanza pubblica deve esserci una valutazione d’impatto. Come dire che la Consulta, se deve sentenziare su questioni che possono influire sui conti pubblici, può anche “derogare” alla sua funzione di tutela dei diritti costituzionali!

Non desidero scomodare il grande Montesquieu sulla necessità di procedere alla separazione dei poteri per ricordare al nostro Ministro dell’Economia che la divisione è proprio uno dei PRINCIPI FONDAMENTALI SU CUI SI BASA UNO STATO DI DIRITTO!

Ma forse al Ministro italiano, già capo economista OCSE e dirigente del FMI, sfugge il fondamentale concetto che lo Stato italiano non è una SpA, ma uno Stato di Diritto dove ciascun organo istituzionale è concepito per rispettare e garantire delle precise funzioni a salvaguardia della democrazia che prevede, volente o nolente, che siano tutelati i diritti di tutti in piena autonomia e senza condizionamenti di sorta.

Cioè, nella fattispecie, la Consulta non doveva assolutamente valutare o preoccuparsi dell’eventuale impatto economico che una sua sentenza provocava nel bilancio dello Stato, ma se un provvedimento preso da un altro organo esecutivo, come il precedente governo Monti, non era in contrasto con i diritti acquisiti dai cittadini percettori di pensione. E per fortuna che si sia proceduto in questo modo, in quanto solo l’autonomia degli organi dello Stato garantiscono il pieno rispetto dello Stato di diritto, mentre caratteristica funzionale, propria delle dittature, è il controllo e condizionamento delle Istituzioni nell’esercizio delle rispettive funzioni.

Quindi, Ministro Padoan, lasci la Corte Costituzionale nella sua funzione autonoma di supremo garante dei principi posti a fondamento della Repubblica senza nessuna interferenza o condizionamento anche se queste non coincidono pienamente con la sua visione di Stato democratico e pensi invece come reperire il “maltolto” dal precedente governo Monti che anch’esso aveva scambiato il Paese Italia alla stregua di una SpA.

Altimenti Montesquies si rivolta nella tomba e noi cittadini diventiamo definitivamente sudditi! O alla fine è questo quello che mira perché per poter garantire la sostenibilità dell’euro è necessario il controllo delle Istituzioni e delle funzioni a loro attribuite?  

Antonio M. Rinaldi

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