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Padoan commetterà lo stesso errore che l’IMF fece con la Grecia? Ministro, si ricordi che deve fare l’interesse economico del Paese che rappresenta!

“…Si sa che la gente da buoni consigli se non può più dare cattivo esempio…”, diceva De Andrè in Bocca di Rosa. E voglio proprio esordire con una frase dell’icona della sinistra, che io musicalmente ho adorato, per mettere in guardia Matteo Renzi su cosa deve attendersi nei prossimi giorni: il governo non è ancora nato è già si fa a gara da più parti per sdoganare la misura più radicale, qualificandola come misura attesa dal prossimo esecutivo. Parlo della misura più folle ed inutile: la patrimoniale per rimanere nell’euro. E quando dico patrimoniale non intendo una misura di qualche zero punto per capitali NETTI (ossia al lordo dei debiti, ipoteche incluse, visto che l’IMU si paga anche sulla parte di immobile ipotecata dalla banca, caso unico in Europa) sopra il milione di euro, misura che potrebbe anche essere accettabile, ma piuttosto quello che varie ed eminenti fonti tedesche “consigliano” all’Italia, un’offerta che non si può rifiutare, di patrimonialona dell’ordine del 5, 10 o addirittura 15% della ricchezza finanziaria delle famiglie senza rilevanti soglie di esenzione, magari solo 70k euro [vedasi nota iii].

pier-carlo-padoan

Voglio ora contestualizzare la citazione del grande De Andrè: abbiamo un ministro dell’economia, Padoan, che secondo il Commissario Olli (Rehn) “sa cosa fare”, è di ideali vicini alla sinistra ex-comunista, proviene da un ente, l’FMI [egli stesso responsabile per la Grecia fino al 2005], che ha fatto enormi errori e danni in Grecia, per altro riconosciuti dallo stesso Istituto. Interessante è che Padoan fu dal 2001 al 2005 diretto responsabile FMI per la Grecia, quindi i tarocchi greci li doveva conoscere bene…

Prima di tutto un fatto incontrovertibile: l’Italia non ha fatto tarocchi con i numeri per entrare nell’euro come fece la Grecia, o meglio non l’ha fatto senza “autorizzazione” europea e soprattutto tedesca. Dunque, non sono giustificate punizioni stile greco per il Belpaese.

Le misure dell’FMI, misure che indirettamente lo stesso Padoan aveva avallato, furono per la repubblica ellenica una cura tanto draconiana quanto clamorosamente sbagliata: l’austerità doveva determinare una sostenibilità dei conti, in realtà il moltiplicatore fiscale superò abbondantemente il valore soglia di 1, ossia maggiori tasse invece di mantenere l’economia a galla avevano creato una decrescita superiore alle tasse imposte. Il risultato è davanti a tutti: la Grecia necessita oggi di un nuovo bail out per il debito bancario, il debito su PIL è sempre superiore al 155% [superò il 140% durante il 2010!] mentre le famiglie stanno letteralmente morendo di fame e di freddo, vedasi il GDP in crollo dal 2009, oltre alla parallela salita del debito estero, nel grafico seguente il GDP è in USD bil. mentre l’external debt è in EUR bil., quadro raggelante per il futuro greco da schiavo dell’Europa tedesca].

greece-gdp et external debt

La cura della troika, oltre a fare svendere le aziende nazionali al tedesco di turno, vedasi il caso ROSCOi, ha fatto crollare i consumi moltiplicando per altro il debito estero. Si sa, se il debito pubblico è in mano alla stessa popolazione tutto sommato il problema non è grave, maggiori interessi pagati rimarranno come valore nel paese. Quando invece si passa da un debito in mano ai cittadini ad uno in mano agli stranieri si diventa non solo schiavi del debito ma addirittura schiavi degli stranieri, proprio come la Grecia. Guarda caso anche l’Italia sta andando nella stessa direzione, oggi poco più del 30% del debito italiano è in mano agli stranieri, in quota rilevante paesi centro europei e BCE.

Dunque, la mia domanda è semplice: Padoan ritiene di voler/dover fare lo stesso errore fatto in Grecia anche con l’Italia? Se fosse così ci sarebbe chiaramente malafede, e questo gli italiani lo devono avere ben chiaro.

IMF World Growth Oct 2013_1

Ho già scritto come una grande patrimoniale per rimanere nell’euro sarebbe inutile, anche perchè non determinerebbe una successiva crescita ma anzi sarebbe recessiva riducendo sia i consumi sia la fiducia dei cittadini nei diritti acquisiti che la base su cui le banche erogano prestiti, ossia si arriverebbe agli stessi effetti depressivi avuti in Grecia. Qualcuno ci dirà che le risorse verrebbero utilizzate per tagliere il cuneo fiscale e quindi ci sarebbe una componente virtuosa: poco credibile, in quanto per via del fiscal compact dal 2015 l’Italia dovrà fare scendere il debito pubblico del 2% annuo e per questo servono risorse (quelle della patrimonialona appunto), ossia rispetto al bilancio/deficit dello Stato del 2013 bisognerà recuperare qualcosa come 80 miliardi euro annui, qualcuno più bravo di me saprà fare i conti precisi ma siamo lì. E ricordiamo che la riduzione proporzionale del cuneo fiscale sarebbe applicabile solo ai relativamente pochi che già lavorano, promuovendo per altro solo consumi di sussistenza, mica consumi estesi che fanno crescita.

Parallelamente, per fare la cosa giusta mi aspetto che il Governo NON privatizzi le poche buone aziende italiane rimaste: che vengano invece date in carico alla Cassa Depositi e Prestiti, che è fuori bilancio statale come lo è l’omologa KfW tedesca (vedremmo sbraitare il Commissario Olli al di là del Gottardo!). Ricordatevi, i tedeschi vogliono accaparrarsi le aziende nazionali italiane, ossia la tecnologia e gli investimenti italiani nel mondo, in particolare Finmeccanica e ENEL (quest’ultima sembra che fu promessa da Mario Monti ad Angel Merkel, stando almeno alle indiscrezioni e soprattutto ai fatti, ENEL era l’unica azienda che sarebbe rimasta “scoperta” dal decreto attuativo sulla golden share che Mario Monti irritualmente cercò di fare passare a suo governo ampiamente decaduto, con inserimento all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri nel mese di Marzo 2013ii, ordine poi fatto annullare dal centro destra (con enorme astio del primo ministro uscente, si dice…). Se vi sembra incredibile andate vedere le referenze in calce, almeno avrete un’idea più chiara su dove battesse il cuore di Mario Monti….

Come sa chi segue i miei post, ho deciso di dare fiducia a Matteo Renzi: Matteo non è comunista, è vicino alle idee di Giorgio La Pira e quindi mi aspetto che si comporti di conseguenza. Che sia chiaro, il mio non è un credito a tutti i costi, anzi: Matteo deve andare in Germania e fare gli interessi del proprio Paese rinegoziando i trattati, visto che la Germania con l’euro austero ha accumulato tanto potere quanto ne ebbe per l’ultima volta nel 1940 all’atto della conquista di Parigi.

Per quanto riguarda Padoan voglio essere chiaro: gli interessi italiani non devono essere compromessi, il suo lavoro è fare il bene economico del Paese che rappresenta. Se dovesse succedere il contrario bisognerà decidere la forma per perseguire legalmente il suo operato, il dottor Padoan deve sapere che è e sarà sotto stretto monitoraggio. Anche perchè dopo l’errore commesso dall’FMI che lui rappresentava con l’austerity greca chiaramente ci sarebbe malafede, per non dire molto peggio.

Resta il fatto che avere degli ex comunisti al governo in un momento di grande crisi economica è assai pericoloso: fare ripartire la crescita non è un compito normalmente ben assolto dalla sinistra, che ama soprattutto re-distribuire la ricchezza piuttosto che crearla. Bene, proprio questo è il punto, la crescita: saprà Renzi innescarla? O meglio, è possibile fare ripartire il paese senza ridiscutere i trattati europei, dovendo chiaramente litigare con la Germania (in quanto ha interessi divergenti rispetto all’Italia ed ai periferici in generale)? Chi scrive ritiene senza alcun dubbio di no, è impossibile fare crescita nei periferici senza rinegoziare i trattati, a meno che si sia disponibili a compromettere il benessere accumulato in 70 anni di pace (leggasi, ridurre gli stipendi e le pensioni del 30-40% mantenendo invariato il costo della vita). Ricordiamo che la Germania che ci richiede a gran voce la patrimoniale è dal 1914, fino al 1987, che ha dovuto applicarla i propri concittadini, ma a causa delle guerre che aveva dichiarato e poi perso. L’Italia se non sbaglio non ha perso guerre negli ultimi 70 anni, se si tratta di una vendetta per il tradimento italiano al Reich di 70 anni or sono parliamoneiii, ma che ci si dica chiaramente di cosa stiamo parlando (secondo chi scrive la patrimonialona è l’equivalente della corazzata Potemkin nell’impareggiabile commento dal ragionier Fantozzi).

Invito quindi Matteo Renzi ad utilizzare il suo dinamico attivismo per focalizzare il problema e successivamente combattere il nemico, che è lo spreco della pubblica amministrazione da una parte e la protervia dell’Europa tedesca dall’altra.

Auguro buon lavoro al presente Governo e che Padoan sappia che è strettamente monitorato sull’efficacia dei provvedimenti attuati nell’interesse economico del Paese che rappresenta (e non nell’interesse economico della Germania).

 

Mitt Dolcino

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Riferimenti e Note:

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