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Nucleare iraniano, si fa sul serio: Witkoff e Kushner mobilitano i tecnici. Ecco come lo sblocco di Hormuz cambierà i prezzi

L’incontro segreto di Witkoff e Kushner con i tecnici nucleari rivela che l’intesa Usa-Iran è a un passo. Ecco perché lo sblocco dello Stretto di Hormuz farà crollare i costi dell’energia.

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La diplomazia vive spesso di grandi annunci e strette di mano a favore di telecamera, ma la realtà, soprattutto in economia e geopolitica, si misura sui fatti concreti. E quando in scena entrano i fisici nucleari e gli ingegneri, significa che le chiacchiere stanno per finire. Si inizia a fare sul serio.

Secondo quanto svelato dalla testata americana Axios, gli inviati speciali di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, hanno fatto un viaggio a sorpresa a Oak Ridge, nel Tennessee. Non si è trattato di una visita di cortesia. Sono andati nei laboratori nazionali del Dipartimento dell’Energia per incontrare un gruppo di circa cento super-esperti di tecnologia nucleare. L’obiettivo? Preparare il terreno pratico per un accordo con l’Iran.

Questo è un segnale molto forte. Quando una trattativa arriva a coinvolgere i tecnici che sanno materialmente come smontare una centrifuga o come trasportare e diluire l’uranio arricchito, vuol dire che le basi politiche sono già state gettate. Siamo in una fase molto avanzata.

I nodi ancora da sciogliere al tavolo

Ovviamente, l’accordo definitivo non è ancora firmato. Washington e Teheran stanno definendo i dettagli di un memorandum d’intesa per una tregua di 60 giorni. I punti di contatto sono molti, ma restano alcuni ostacoli pratici, molto concreti:

  • I tempi tecnici: Gli Stati Uniti vogliono che l’uranio iraniano venga diluito e reso inoffensivo entro 60 giorni dall’accordo. L’Iran, invece, chiede 90 giorni per completare le operazioni.
  • I soldi congelati: È il vero punto di scontro. Gli Usa offrono di sbloccare i fondi iraniani fermi all’estero solo a fine accordo, a fronte di prove concrete. Teheran, che ha un disperato bisogno di liquidità, vuole subito una parte dei soldi.

Se questi dettagli verranno sistemati, la squadra di ingegneri incontrata da Witkoff e Kushner – la stessa che ha gestito in modo impeccabile il ritiro dell’uranio dal Venezuela poco tempo fa – entrerà in azione. Non è impossibile che si occupaerà del controllo della dismissione dell’uranio. Comunque la consultazione con i tecnici è un segno molto positivo che

Perché ci interessa? Il nodo dello Stretto di Hormuz

Ma veniamo alla vera domanda: perché un’azienda o una famiglia italiana dovrebbero guardare con interesse a una riunione di scienziati in Tennessee? La risposta si chiama Stretto di Hormuz.

Nel pacchetto negoziale portato avanti da Witkoff e Kushner c’è un elemento vitale per l’economia mondiale: la riapertura sicura dello Stretto di Hormuz e il ritorno ufficiale del petrolio iraniano sui mercati globali.

Hormuz è il passaggio marittimo più critico del mondo per il trasporto di petrolio e gas liquefatto. Quando ci sono tensioni in quel tratto di mare, le navi devono cambiare rotta, i premi delle assicurazioni schizzano in alto e il prezzo del greggio sale alle stelle.

Un accordo solido porterebbe a un forte calo dei costi di trasporto e a un aumento del petrolio disponibile sul mercato. Questo significa, in modo molto diretto, una spinta verso il basso dei costi dell’energia.

Per un sistema industriale trasformatore come quello europeo, e italiano in particolare, l’energia a basso costo è come l’ossigeno. Bollette meno care significano costi di produzione più bassi. Questo permette alle imprese di tornare a essere competitive, abbassa l’inflazione e lascia più soldi nelle tasche dei cittadini. Meno spese per il pieno dell’auto o per riscaldare casa, più risorse per i consumi e gli investimenti. Un classico e salutare rilancio della domanda interna, che parte proprio dalla rimozione di un blocco geopolitico.

In sintesi, la mossa di Witkoff e Kushner ci dice che il pragmatismo sta forse superando l’ideologia. Se gli ingegneri troveranno la quadra sull’uranio, i veri benefici li vedremo noi, direttamente alla pompa di benzina e nei conti delle nostre aziende.

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