Energia
Meta punta tutto sull’atomo: 6,6 GW di energia nucleare per sfamare l’AI (e intanto si affida al gas)
Meta scommette sul nucleare: firmati accordi per 6,6 GW per alimentare l’AI. Zuckerberg sceglie la concretezza: reattori SMR e gas naturale per garantire energia ai Data Center, superando i limiti delle rinnovabili intermittenti

Se c’è una lezione che l’esplosione dell’Intelligenza Artificiale ci sta insegnando, è che la “smaterializzazione” dell’economia è un mito. I dati pesano, o meglio, consumano. E consumano tantissimo. Mentre in Europa ci si perde spesso in dibattiti teologici sulla tassonomia verde, negli Stati Uniti i giganti del Tech, pragmatici come sempre, stanno correndo ai ripari. L’ultima mossa di Meta (la casa madre di Facebook, Instagram e WhatsApp) è emblematica: un piano massiccio per assicurarsi fino a 6,6 GW di energia nucleare entro il 2035.
Non si tratta di promesse vaghe, ma di contratti firmati e strategie industriali che riportano l’energia “pesante” al centro della scena.
Il ritorno alla realtà fisica: nucleare subito (o quasi)
Meta ha deciso di non lasciare nulla al caso per alimentare i suoi data center, che con l’espansione dell’AI richiedono una potenza di calcolo – e quindi elettrica – mostruosa. Mark Zuckerberg ha stretto accordi con alcuni dei nomi più promettenti del “nuovo nucleare”, oltre che con player consolidati. L’investimento riguarda soprattutto SMR, reattori modulari.
Ecco i dettagli principali dell’operazione:
- TerraPower: Meta finanzierà lo sviluppo di due reattori Natrium (tecnologia a sali fusi) capaci di fornire 690 MW entro il 2032. L’accordo include un’opzione per l’energia prodotta da altri sei reattori futuri, portando il totale potenziale a 2,1 GW.
- Oklo: L’accordo prevede la costruzione di “multipli” reattori Aurora Powerhouse in Ohio, con l’obiettivo di ottenere 1,2 GW già a partire dal 2030.
- Vistra: Meta acquisterà 2,1 GW da tre centrali nucleari già esistenti, garantendosi una fornitura stabile e immediata.
- Constellation Energy: A questo si aggiunge un accordo ventennale firmato nel giugno 2025, che consolida la posizione di Meta come uno dei maggiori acquirenti di energia atomica tra gli hyperscaler.
L’obiettivo è chiaro: supportare il supercluster “Prometheus” in Ohio e garantire che l’addestramento dei modelli AI non subisca interruzioni per mancanza di elettroni.
La corsa degli Hyperscaler
Meta non è sola in questa corsa al riarmo energetico. Sembra che la Silicon Valley abbia riscoperto la fisica: senza energia programmabile e costante, il cloud non esiste.
| Azienda | Partner Nucleari | Obiettivi / Accordi Recenti |
| Amazon (AWS) | Dominion, Energy Northwest, X-Energy | Circa 1,26 GW assicurati e supporto per 5 GW di nuovi SMR (Small Modular Reactors). |
| Kairos, NextEra | Accordi per circa 1,1 GW totali. | |
| Microsoft | Constellation Energy | Riavvio di un impianto nucleare (835 MW) e investimenti nella fusione. |
| Meta | TerraPower, Oklo, Vistra | Fino a 6,6 GW entro il 2035. |
Come nota acutamente Alex Cordovil del Dell’Oro Group, i grandi data center non sono più semplici consumatori passivi, ma stanno diventando attori strutturali del mercato energetico. Chi si “allinea” con la generazione di energia vince, chi aspetta in coda per l’allacciamento alla rete perde.
Il ponte del Gas Naturale: il pragmatismo vince sull’ideologia
Tuttavia, costruire reattori nucleari richiede tempo, anche negli USA dove la burocrazia è meno asfissiante che nel Vecchio Continente. I nuovi reattori arriveranno tra 5 o 10 anni. E nel frattempo?
Nel frattempo, il “sogno green” scende a patti con la realtà: si usa il gas naturale.
Per alimentare il suo vasto campus in Louisiana, Meta collaborerà con la utility Entergy per nuove centrali a gas che entreranno in funzione nel 2028, supportate da un contratto ventennale di fornitura con Energy Transfer.
È la dimostrazione che, quando serve energia affidabile, continua e programmabile (il cosiddetto baseload), le rinnovabili intermittenti non bastano. Servono il nucleare per il futuro e il gas per il presente. Una lezione di realismo economico che, forse, prima o poi arriverà anche dalle nostre parti.
Domande e risposte
Perché Meta sta investendo così tanto nel nucleare invece che solo nel solare o eolico?
I data center e l’Intelligenza Artificiale richiedono energia 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con una stabilità assoluta. Le energie rinnovabili come eolico e solare sono intermittenti (non producono se non c’è vento o sole).3 Il nucleare offre energia “baseload”, ovvero continua e priva di emissioni di carbonio, essenziale per garantire l’operatività costante dei server senza ricorrere ai combustibili fossili nel lungo termine.4
Cosa sono i reattori SMR e perché piacciono alle Big Tech?
Gli SMR (Small Modular Reactors) sono reattori nucleari più piccoli, modulari e spesso più sicuri dei tradizionali.5 Possono essere costruiti in fabbrica e assemblati in loco, riducendo costi e tempi. Piacciono alle Big Tech perché offrono flessibilità: possono essere installati vicino ai data center, riducendo la dipendenza dalla rete elettrica nazionale che è spesso congestionata, garantendo autonomia energetica.
Il gas naturale è in contraddizione con gli obiettivi “green” di Meta?
Sulla carta sì, ma nella pratica è una necessità tecnica. Meta ha obiettivi di sostenibilità a lungo termine, ma ha bisogno di energia ora.6 Poiché le nuove centrali nucleari impiegheranno anni per essere costruite, il gas naturale funge da “ponte”. È meno inquinante del carbone e, soprattutto, è programmabile, permettendo all’azienda di continuare a crescere in attesa che l’infrastruttura nucleare sia pronta.









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