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L’instabilità energetica spaventa Wall Street e rende opaca la Fed. Fuga verso i Titoli di Stato

I rendimenti dei titoli USA crollano sotto il 4,38%. Il petrolio scende, la Fed di Warsh tace e Wall Street si spacca sui tassi. Ecco perché tutti comprano titoli di Stato USA , e non solo

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Wall Street è nel pallone. Il calo improvviso dei prezzi del petrolio sta scombussolando i piani della Federal Reserve, scatenando una vera e propria fuga degli investitori verso i titoli di rifugio. I rendimenti crollano e l’incertezza regna sovrana sui mercati.

Il rendimento dei titoli di Stato USA a 10 anni è sceso sotto il 4,38%. Si tratta del livello più basso registrato dall’inizio del mese di maggio.

Titoli di Stato a 10 anni USA

Il motivo è molto pratico: i prezzi all’ingrosso di petrolio e carburanti stanno scendendo rapidamente. I flussi delle petroliere nello Stretto di Hormuz stanno tornando alla normalità, allentando la morsa sui costi dell’energia. A peggiorare il tutto c’è il fatto che i flussi sono poi interrotti dalle instabilità internazionali, aumentando l’incertezza.

Prezzi del petrolio WTI.

Questo calo cambia le carte in tavola. Prima di questi eventi, molti membri della Fed erano pronti a votare per nuovi rialzi dei tassi di interesse durante l’anno, preoccupati dall’inflazione.

Oggi, invece, le previsioni su Wall Street sono diametralmente opposte.

Attori del MercatoPrevisione sui Tassi USAReazione Pratica
Trader sui futureAlmeno un rialzo entro l’autunnoPressione a breve termine
Grandi GestoriTassi fermi o in taglio a fine 2026Acquisto di titoli di Stato per coprirsi dal mercato

Il quadro economico mostra segnali contrastanti. L’inflazione di fondo viaggiava sopra il 3% e il mercato del lavoro sembrava ancora solido. Tuttavia, i rendimenti a lungo termine non sono crollati tanto quanto i prezzi energetici. Del resto con il mercato incerto chi può si copre con i titoli di stato, dai buoni rendimenti.

A complicare il tutto ci pensa il nuovo capo della Fed, Kevin Warsh. Con un tocco di genio comunicativo, ha tagliato le comunicazioni sulle previsioni future.

Il risultato? Il buio totale. E quando c’è incertezza, i grandi capitali non rischiano e comprano titoli di Stato sicuri.

  • L’inflazione recente è spinta quasi solo dall’energia.
  • La crescita dei salari sta rallentando.
  • Il mercato immobiliare è in fase di stagnazione.

Byron Anderson, di Laffer Tengler Investments, ha inquadrato bene il problema: il mercato è troppo aggressivo. Prezzare nuovi rialzi credendo che il caro-petrolio duri per sempre è un grosso errore di valutazione.

La retorica della Fed ha appiattito la curva dei rendimenti, azzerando le scommesse fatte prima dell’arrivo di Warsh. La banca centrale ha perso la bussola comunicativa e il mercato, semplicemente, si protegge, e questo obbliga tutti a seguirla, senza fare previsioni che poi potrebbero rivelarsi sbagliate.

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