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L’Inghilterra? Non esiste più, e la prova è sociale

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L’Inghilterra come la conosciamo da secoli, anzi da un millennio, non esiste più. niente più terra di Riccardo Cuor di Leone o di Cromwell o Churchill, ma una terra di immigrazione senza una precisa identità, più USA che Regno unito

Questo emerge chiaramente dal recente censimento della popolazione del Regno Unito e Galles, che rivela come la struttura etnica e sociale di queste terre “Degli angli e dei Sassoni” abbia ormai poco a che fare con le sue radici.

Prima di tutto solo il 20% della popolazione si definisce ormai “Inglese”. Un’inversione forte dal 2011. La maggioranza ormai si definisce “Britannico” e uno su dieci né inglese né britannico.

 

Ci sono aree urbane, come Londra, dove i due terzi della popolazione non si definisce più inglese o britannica, ma di altre etnie, enclave senza radici in un territorio che fu l’Inghilterra. Chi non è britannico/inglese si considera soprattutto come “Asiatico”, dove la definizione che comprende le minoranze, numerosissime, indiane e britanniche.

Il cambiamento più radicale è legato alla religione. Ormai Galles e Inghilterra non possono più essere considerate paesi cristiani, perché meno del 50% della popolazione si considera cristiano.

Il cristianesimo non è più la prima religione dell’Inghilterra che, ormai, sarebbe terra di evangelizzazione, se ci fossero i missionari. Attualmente crescono tutti i credi, ma soprattutto gli agnostici, tranne che la religione cristiana. Praticamente di quella che è stata l’Inghilterra per oltre mille anni è rimasto ben poco. Una perdita? Ce lo dirà la storia

 

 


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