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L’euro non si chiamò ECU per colpa di una mucca
Il curioso retroscena del 1995: l’Unione Europea abbandonò il nome ECU perché in tedesco suonava come “una mucca”, scatenando il panico nel governo di Bonn. Ecco come nacque l’Euro.

All’inizio doveva essere una cosa seria. Serissima. Quando l’Europa, tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, cominciò a progettare la moneta unica, il nome era già lì, pronto all’uso: ECU, acronimo di European Currency Unit, cioè Unità di Conto Europea.
L’ECU non era una fantasia: esisteva davvero. Veniva utilizzato nei bilanci comunitari e nei mercati finanziari, ed evocava persino una certa nobiltà storica. In francese écu significa “scudo”, una moneta antica. In italiano suonava istituzionale, solida, autorevole. Insomma, sembrava tutto risolto.
Poi qualcuno fece una domanda che in Europa arriva sempre tardi, ma spesso cambia tutto:
“In tedesco, come suona?”
Ed è lì che il progetto cominciò a vacillare. Perché in tedesco, quando si pronuncia un ECU, si finisce per dire qualcosa che assomiglia in modo imbarazzante a “eine Q”, cioè eine Kuh. Traduzione letterale: una vacca.
Non è una forzatura giornalistica. È un problema fonetico reale. E forse innocuo altrove, ma non in Germania. Perché quella moneta non doveva sostituire un conio qualunque: doveva prendere il posto del Deutsche Mark, simbolo della stabilità monetaria, dell’orgoglio nazionale e della rinascita economica del dopoguerra.
Immaginare che la nuova moneta potesse essere associata, anche solo per assonanza, a una mucca, era semplicemente inaccettabile. Non per l’economia, ma per la psicologia collettiva.
“Nessun problema di inflazione, oggi la vacca tiene.”
“Domani la Banca Centrale difenderà la vacca.”
No, non avrebbe mai funzionato.
Così, nel 1995, al Consiglio europeo di Madrid, l’ECU venne messo da parte. Ufficialmente, la decisione fu motivata dall’esigenza di un nome neutro, semplice e identico in tutte le lingue. Ma tra i motivi non scritti – quelli che contano davvero – c’era anche la necessità di evitare che la moneta unica nascesse come una barzelletta linguistica in uno dei Paesi chiave dell’Unione.
Serviva un nome nuovo. Breve. Astratto. Senza storia, senza traduzioni imbarazzanti, senza animali. Nacque così l’euro: una parola che non significava nulla, e proprio per questo poteva funzionare ovunque.
La lezione è semplice e profondamente europea. Si possono costruire trattati complessi, parametri sofisticati e architetture istituzionali ambiziose. Ma a volte il destino dell’integrazione continentale dipende da una cosa molto più banale: come suona una parola in una lingua diversa.
Perché puoi anche progettare una moneta unica. Ma se in Germania sembra una mucca, non partirà mai.
Antonio Maria Rinaldi
Domande e risposte
Cos’era esattamente l’ECU prima dell’Euro? L’ECU non era una moneta fisica, ma un “paniere” virtuale composto dalle valute dei Paesi membri della Comunità Europea. Creato nel 1979 nell’ambito del Sistema Monetario Europeo (SME), serviva come unità di conto per stabilizzare i tassi di cambio tra le diverse nazioni. Sebbene non si potessero usare banconote in ECU per fare la spesa, esso era fondamentale per le transazioni finanziarie internazionali e per i bilanci dell’Unione, preparando di fatto il terreno per la moneta unica.
Perché per la Germania abbandonare il Marco era un trauma? Per la Germania, il Deutsche Mark (Marco tedesco) era molto più di una valuta. Introdotto nel 1948, rappresentava il miracolo economico del dopoguerra e la garanzia della stabilità dei prezzi, un tema sensibile per un popolo segnato dall’iperinflazione degli anni Venti. La Bundesbank, la banca centrale tedesca, era vista come il guardiano di questa stabilità. Rinunciare al Marco per una valuta condivisa con Paesi considerati fiscalmente meno rigorosi era un passo psicologicamente e politicamente doloroso.
Quando e da chi fu scelto il nome “Euro”? Il nome “Euro” fu scelto ufficialmente durante il Consiglio Europeo di Madrid, svoltosi il 15 e 16 dicembre 1995. La proposta vincente, che mirava a superare le resistenze tedesche sul termine ECU, fu fortemente spinta dall’allora Ministro delle Finanze tedesco Theo Waigel. Si cercò un prefisso che indicasse chiaramente l’Europa, fosse pronunciabile in tutte le lingue dell’Unione e non coincidesse con nessuna valuta nazionale preesistente, garantendo così una neutralità assoluta.








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