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L’equilibrio dei poteri negli USA: la corte suprema Americana ed suoi membri, il riflesso della società statunitense

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Non c’è istituzione che rispetti di più: la Corte Suprema USA per chi scrive rappresenta un faro in termini di pragmatismo legale. Poco interventista in termini di numeri, le sue sentenza sono pesanti come macigni e perseverano per anni come indirizzi. Da italiano vorrei avere io un’istituzione così solida e poco ridondante, conforme alla società USA ma sufficientemente isterizzata per impedire salti nel buio, sempre coerente con le proprie scelte, è rara una contraddizione interna di indirizzo legale.

Proprio come in Italia, dove una volta la Corte Costituzionale va da una parte e quella successiva dall’altra, capitando anche – come ultimamente, troppo spesso – che appoggi gli indirizzi del governo non tanto in punta di diritto ma piuttosto negli interessi prettamente economici dello Stato anche se con dubbio rispetto del diritto, memento le sentenze sulle tariffe di accesso alle reti e sulla Robin Tax*, perfettamente in contrasto nei principi, della serie lo Stato ha sempre ragione e non paga mai (titolo dell’Espresso di qualche tempo fa, non mio**). Ma si sa, Mario Monti ha fatto un disastro anche qui introducendo il pareggio di bilancio costituzionale per farsi bello con i suoi referenti  nord europei, causando un cortocircuito istituzionale senza precedenti (della serie, è più importante il diritto in senso stretto o il pareggio di bilancio, le due cose non necessariamente vanno a braccetto, anzi*)

Ma, tornando all’argomento principale, chi sono i membri della Corte Suprema USA? E che parte della società rappresentano? In breve possiamo dire che, appunto, la Corte Suprema rappresenta davvero la società USA pesata per le influenze anche delle appartenenze culturali (…). In breve, abbiamo Chief Justice Roberts e Justice Kennedy (2 uomini di cui uno è Presidente, anglosassoni cattolici), Justice Ginsbourg, Justice Breyer, Justice Kagan (2 donne, 1 uomo, ebrei americani), Justice Scalia e Justice Alito (2 uomini, italo americani), Justice Sotomayor (donna, cubana americana), Justice Thomas (1 uomo, afroamericano).

Andrebbero citati anche i retired Justice, ossia i membri che si sono ritirati per limiti di età o per motivi personali ma sono ancora in vita: sebbene non direttamente interessati alle decisioni attuali mantengono una notevole influenza fino alla morte, soprattutto nel rispetto delle decisioni dagli stessi prese in passato, quindi non vanno sottovalutati; va ancora una volta sottolineato che la coerenza negli USA – al contrario che, sigh, in Italia – è considerata un valore da preservare anche e soprattutto a livello di giustizia:

  • Justice Stevens (anglosassone, ret. 2006)
  • Justice Souter (anglosassone, ret. 2009)
  • Justice O’Connor (anglosassone, ret. 2010)

I presidenti che hanno nominato la compagine in carica sono: Reagan (Rep, 3), G.W. Bush (Rep, 2), Obama (Dem, 2), Bush (Rep, 1), Clinton (Dem, 1). Le credenze religiose sono di seguito rappresentate:

  • John Roberts (Chief Justice) – Catholic
  • Stephen G. Breyer – Jewish
  • Ruth Bader Ginsburg – Jewish
  • Anthony M. Kennedy – Catholic
  • Antonin Scalia – Catholic
  • Elena Kagan – Jewish
  • Sonia  Sotomayor – Catholic
  • Clarence Thomas – Catholic
  • Samuel Alito – Catholic

La cosa da notare immediatamente è, vedendo le sostituzioni degli ultimi giudici retitred in vita, come le minoranze si siano via via avvicendate nell’istituzione, originariamente molto “anglosassone”, ossia la Corte sta evolvendo con la società USA. Parimenti va notato che c’è una netta influenza di giudici di nomina repubblicana.

Per quanto riguarda l’Italia e gli Italiani va notato che, in corrispondenza con il penultimo governo Berlusconi, l’Italia ebbe per la prima volta due giudici italo americani nella Corte Suprema, avendo per altro contemporaneamente il Chairman del Joint Chief of Staff, leggasi la maggiore carica militare USA simile al nostro capo di stato maggiore ma anche con poteri superiori, primo militare di provenienza dal corpo dei Marines (gen. Peter Pace, nostro oriundo) [secondo chi scrive la nomina potrebbe non essere stata proprio un caso, in concomitanza con l’appoggio italiano incondizionato alle campagne in Medio Oriente di G.W. Bush]. Notasi anche che l’ex capo di stato maggiore dell’esercito USA fino allo scorso agosto era l’Italo americano gen. Odierno (…)

In particolare il presidente in carica, Barack Obama, ha nominato due giudici, J. Sotomayor e J. Kagan, con due indirizzi paralleli di attenzione alle minoranze emergenti (J. Sotomayor) e tradizionali (J. Kagan, Jewish). Il Presidente della Corte è stato eletto da G. W. Bush.

Due parole su Justice Antonin “Nino” Scalia. Originario di Trenton nel New Jersey, luogo dove trovarono casa molti italiani emigrati, è ormai il decano della Corte. Nominato da Reagan, si dice che lo stesso Justice Alito nominato da G.W. Bush, anch’egli oriundo, sia stato eletto con approvazione di Scalia (…). Conservatore dei principi della Costituzione, quella non evolutiva della carta costituzionale, sa essere tanto rigoroso quanto aperto a considerazioni anche liberal alla bisogna, per il colore che mette nelle sue opinioni è un po’ il darling dei cultori degli indirizzi pubblicati dalla Corte. Certo, un nostro oriundo che diventa Justice è un punto di orgoglio per gli italiani. J. Scalia è lo stesso che, in un memorabile convivio con il Pool Mani Pulite organizzato dal neo ambasciatore USA Reginald Bartholomew, organizzò un famoso speech a Villa Taverna [ambasciata americana a Roma, ndr], “sfruttando una sua visita in Italia, per fargli incontrare sette importanti giudici italiani e spingerli a confrontarsi con la violazione dei diritti di difesa da parte di Mani Pulite». Bartholomew non fa i nomi dei giudici italiani presenti a quell’incontro nella residenza romana, ma ricorda bene che «nessuno obiettò quando Scalia disse che il comportamento di Mani Pulite con la detenzione preventiva violava i diritti basilari degli imputati», andando contro «i principi cardine del diritto anglosassone”***.

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Lì fini tangentopoli interrompendo la gogna anche mediatica della custodia cautelare in carcere usata per far parlare gli imputati – temo che J. Scalia volesse dire questo quando affermò che si violavano i diritti di difesa degli imputati, … – , solo per riprendere dallo stesso punto in cui si erano fermati 17 anni prima in concomitanza con l’abbattimento del governo Berlusconi nel 2011 (…), in Tangentopoli l’abbattimento voluto era della classe dirigente italiana figlia della guerra fredda. E poi ci dicono che bisogna fidarsi dei nostri giudici – io mi fido di J. Scalia, permettetemi – , a buon titolo si può dire che con il loro comportamento oggi tanto simile agli anni di Mani Pulite – con la detenzione preventiva in carcere senza processo – rischiano di continuare a “violare i diritti basilari degli imputati” come disse J. Scalia (parliamo del caso Scaglia, Caso Rossetti, caso Orsi, o dei mille casi non conosciuti al grande pubblico? In Italia ci sono in carcere circa il 20% di persone che NON hanno nemmeno una sentenza di primo grado, situazione che non fa altro che “uccidere” professionalmente [leggasi, difficilmente, dopo, saranno in grado di generare valore, reddito e quindi tasse pagate allo Stato] ed umanamente le persone coinvolte soprattutto se poi assolte o condannate a pene lievissime, di fatto permettendo anche alla magistratura di fare politica; ad es. l’ultimo giro di “incarcerazioni facili” ha fatto crollare i prezzi delle azioni di aziende strategiche italiane permettendo l’entrata nell’azionariato d stranieri a prezzi di realizzo, ad es. per Saipem)****.

Custodia in carcere stats 2013

Non sarebbe giusto da parte mia dilungarmi oltre in considerazioni di specie sulla rispettatissima Corte Suprema USA, per rispetto ad un paese che ho sempre considerato amico e di cui ho massima stima ed amicizia. Mi permetto solo di ricordare che la Corte Suprema USA ha un potere enorme che va oltre il Congresso ed il Presidente, non concentrando per altro lo stesso potere anche solo informale su un’unica persona nel senso di potere giudiziario come accade in Italia con il nostro Presidente della Repubblica – anche capo del CSM, organo che giudica tra l’altro i giudici – oltre ad avere potere indiretto sulla Corte Costituzionale italiana visto che nomina un terzo dei giudizi costituzionali nostrani.

Inoltre, va ricordato, i giudici della Corte Suprema USA sono nominati a vita (in Italia 9 anni), della serie la politica va ma i Giudici Supremi restano.

Il vero potere sta là. C’è da imparare.

Jetlag per Mitt Dolcino

__________________________

Note:

* https://scenarieconomici.it/sentenze-agcom-sulle-tariffe-quelle-robin-tax-i-primi-sintomi-deriva-autoritaria-attuata-per-via-giudiziaria-finalizzata-pagamento-debito-per-restare-nelleuro/

** Alessandro De Nicola, Provocazioni, L’Espresso “Lo Stato Sbaglia ma non paga mai”, 20.2.2015

***

http://www.lastampa.it/2012/08/29/italia/cronache/cosi-intervenni-per-spezzare-il-legame-tra-usa-e-mani-pulite-tTSX3uC51vAtqfACDDKGUI/pagina.html

https://scenarieconomici.it/il-reato-di-tortura-come-strumento-per-porre-argine-alla-custodia-cautelare-introdurlo-e-comunque-un-dovere-per-litalia-anzi-una-questione-di-interesse-nazionale/

**** https://scenarieconomici.it/le-indagini-urlate-su-saipem-et-al-sembrano-fotocopie-di-quelle-su-g-cagliari-ed-il-pignone-poi-svenduto-esiste-ancora-una-correlazione-tra-giustizia-mediatica-e-svendite-di-stato/

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