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La Turchia pronta a mandare truppe in Libia. L’Italia messa all’angolo

 

 

La Turchia si espone ulteriormente in Libia a favore del governo di Al Sarraj ed Erdoğan afferma di essere pronto a mandare truppe sul campo per aiutare il governo di Tripoli contro le offensive del generale Haftar e del governo di Bengasi.

Le bellicose affermazioni sono state fatte durante una intervista televisiva, al canale nazionale. In questa occasione Erdogan ha affermato che Haftar non è altro che un pirata, rispondendo ad una domanda relativa al Preve sequestro di 6 marinai turchi a Bengasi, e che la Turchia è pronta ad un intervento militare nel caso il generale proseguisse nella sua offensiva verso ovest.

Erdogan è il più grande supporter del governo di Tripoli di Sarraj, lo stesso che è teoricamente supportato anche dall’Italia e dagli altri paesi europei. La scorsa settimana il governo turco ha concluso con la Libia un incredibile accordo che divide tra i due contraenti le zone economiche esclusive relative al mar Mediterraneo Orientale, escludendo tutti gli altri paesi, dalla Grecia all’Egitto ad Israele.

Si tratta di  un atto unilaterale che Viola tutti gli accordi precedenti fatti le paesi dell’area. Inoltre, secondo le pretese turche, non è possibile costruire nessun gasdotto fra il Medio oriente e l’Europa occidentale senza un previo accordo di Ankara.

L’Italia, e l’Europa in generale, sono state messe letteralmente nell’angolo da una politica estera aggressiva che non ha avuto freno in nessun governo europeo o nell’Unione stessa. L’incapacità del nostro Ministero degli Esteri è evidente: da un lato appoggia Sarraj che si rivela un pupazzo nelle mani di Erdogan, dall’altro non è riuscito a raggiungere nessun accordo con i paesi che supportano maggiormente il generale Haftar, cioè Russia e Egitto. Purtroppo il Ministero degli Esteri sembra occupato in tutta altre faccende, sottovalutando gli interessi strategici nazionali.


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