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La sonda cinese Tianwen-2 raggiunge la “quasi-luna” Kamo’oalewa: i segreti spaziali sfruttamento minerario spaziale
La sonda spaziale cinese Tianwen-2 ha appena raggiunto Kamo’oalewa, un misterioso asteroide che “insegue” la Terra. Ecco come Pechino tenterà di estrarre materiali spaziali gettando le basi per l’economia orbitale del futuro.

Nel silenzio e nella consueta riservatezza che caratterizza il programma aerospaziale di Pechino, all’inizio di giugno 2026 la sonda Tianwen-2 dell’Agenzia Spaziale Cinese (CNSA) ha raggiunto il suo primo, ambizioso bersaglio: l’asteroide 469219 Kamo’oalewa, una delle “quasi-lune” della Terra. Un traguardo tecnico di prim’ordine che non ha soltanto implicazioni astronomiche o scientifiche, ma apre le porte a scenari inediti di competizione economica e strategica tra le grandi potenze mondiali.
Cos’è esattamente una “quasi-luna”?
Prima di scendere nei dettagli di questa missione, è utile fare chiarezza su cosa sia una “quasi-luna” (o quasi-satellite). Non si tratta di un corpo celeste stabilmente ancorato alla gravità del nostro pianeta, come la Luna, né di una “miniluna” (ovvero un asteroide che finisce per puro caso prigioniero della nostra orbita per qualche anno).
Una quasi-luna è un asteroide che viaggia intorno al Sole lungo una traiettoria e con una velocità talmente simili a quelle della Terra da sembrare, dal nostro punto di vista, un compagno di viaggio costante. Usando un’immagine più terrena, è come un cane randagio che decide di seguirci durante una lunga passeggiata nel bosco: cammina al nostro fianco, ma non ci appartiene. Kamo’oalewa (che in lingua hawaiana significa proprio “frammento celeste oscillante”) ci fa compagnia da almeno un secolo e, stando ai calcoli degli astronomi, lo farà per altri 300 anni prima di perdere la sincronia con il nostro pianeta.
Simulazione dell’orbita di Kamo’oalewa
Scoperto nel 2016 grazie all’osservatorio hawaiano Haleakala, Kamo’oalewa ha un diametro stimato tra i 40 e i 100 metri, praticamente le dimensioni di una ruota panoramica, e gira su se stesso in modo rapidissimo (una rotazione completa ogni mezz’ora).
A renderlo il bersaglio ideale di una missione così costosa non è solo la sua comoda posizione. Gli scienziati si sono accorti che Kamo’oalewa riflette la luce esattamente come fanno i silicati presenti sulla nostra Luna. L’ipotesi più affascinante e accreditata è che questo asteroide non provenga dalla Fascia Principale (tra Marte e Giove), ma sia a tutti gli effetti un “pezzo” di Luna, scagliato nello spazio profondo milioni di anni fa dall’impatto violentissimo con un meteorite, forse nei pressi del cratere Giordano Bruno sulla faccia nascosta del nostro satellite.
La missione: trapanare l’asteroide
Lanciata alla fine di maggio del 2025 dalla base di Xichang, la Tianwen-2 ha trascorso l’ultimo anno in volo di crociera verso il suo obiettivo. Dopo l’inserimento orbitale avvenuto i primi di giugno 2026, la navicella sta ora mappando la superficie della roccia spaziale per stimarne la densità e trovare un punto sicuro in cui operare.
L’operazione clou avverrà intorno al 4 luglio 2026. A seconda della struttura dell’asteroide, la Cina prevede due strategie molto diverse:
- Approccio “Touch-and-go”: Se Kamo’oalewa si rivelasse un semplice mucchio di ghiaia spaziale trattenuto da una debole forza di gravità, la sonda sfiorerà la superficie catturando un campione al volo, come ha già fatto la NASA con l’asteroide Bennu.
- Approccio “Anchor-and-attach”: Se invece la superficie sarà solida, assisteremo a una manovra inedita nella storia umana. La sonda si appoggerà sull’asteroide, si “ancorerà” letteralmente alla roccia e userà dei trapani posti sui bracci robotici per perforare ed estrarre circa 100 grammi di regolite.
I campioni verranno poi sigillati in una capsula che rientrerà sulla Terra nel novembre 2027 a una velocità folle, superiore ai 43.000 chilometri orari.
| Le tappe della Tianwen-2 | Data | Obiettivo |
| Lancio | Maggio 2025 | Partenza e inizio della fase di crociera |
| Arrivo | Giugno 2026 | Inserimento in orbita e studio radar |
| Prelievo | Luglio 2026 | Raccolta dei campioni sulla superficie |
| Ritorno | Novembre 2027 | Rientro della capsula in atmosfera |
| Estensione | 2034-2035 | Incontro ravvicinato con la cometa 311P |
Le ricadute economiche: i veri scopi di Pechino
Dal punto di vista economico, operazioni mastodontiche come questa dimostrano una legge macroeconomica inossidabile: la spesa pubblica guidata dallo Stato, se convogliata in ricerca di altissima tecnologia anziché in spesa corrente improduttiva, crea un enorme volano per l’industria privata. Le tecnologie sviluppate in Cina per guidare i bracci robotici di Tianwen-2 o per elaborare segnali da milioni di chilometri di distanza avranno ricadute decisive sull’automazione industriale e sulle reti di telecomunicazione di domani.
Ma il vero “elefante nella stanza” è l’economia del futuro prossimo: il mining spaziale.
Andare ad analizzare questi piccoli corpi rocciosi vicini alla Terra serve per capire come estrarne i materiali preziosi. Se si confermasse che Kamo’oalewa, in quanto derivazione lunare, nasconde al suo interno acqua o idrogeno, potremmo essere di fronte alle prime stazioni di rifornimento orbitale. Trasportare un chilo di carburante fuori dalla gravità terrestre costa decine di migliaia di dollari. Produrre combustibile per i razzi direttamente nello spazio abbatterebbe i costi dei viaggi verso Marte e oltre.
Pechino ha capito da tempo che la supremazia economica non si gioca solo sul controllo delle materie prime africane o sudamericane, ma su chi sarà il primo a stabilire diritti di sfruttamento sulle risorse minerarie degli asteroidi. E mentre in Occidente si discute stancamente di bilanci, la Cina si porta avanti per il controllo logistico dell’orbita.
Il bersaglio: l’ipotesi del frammento lunare
Scoperto nel 2016 grazie all’osservatorio hawaiano Haleakala, Kamo’oalewa ha un diametro stimato tra i 40 e i 100 metri, praticamente le dimensioni di una ruota panoramica, e gira su se stesso in modo rapidissimo (una rotazione completa ogni mezz’ora).
A renderlo il bersaglio ideale di una missione così costosa non è solo la sua comoda posizione. Gli scienziati si sono accorti che Kamo’oalewa riflette la luce esattamente come fanno i silicati presenti sulla nostra Luna. L’ipotesi più affascinante e accreditata è che questo asteroide non provenga dalla Fascia Principale (tra Marte e Giove), ma sia a tutti gli effetti un “pezzo” di Luna, scagliato nello spazio profondo milioni di anni fa dall’impatto violentissimo con un meteorite, forse nei pressi del cratere Giordano Bruno sulla faccia nascosta del nostro satellite.
La missione: trapanare l’asteroide
Lanciata alla fine di maggio del 2025 dalla base di Xichang, la Tianwen-2 ha trascorso l’ultimo anno in volo di crociera verso il suo obiettivo. Dopo l’inserimento orbitale avvenuto i primi di giugno 2026, la navicella sta ora mappando la superficie della roccia spaziale per stimarne la densità e trovare un punto sicuro in cui operare.
L’operazione clou avverrà intorno al 4 luglio 2026. A seconda della struttura dell’asteroide, la Cina prevede due strategie molto diverse:
- Approccio “Touch-and-go”: Se Kamo’oalewa si rivelasse un semplice mucchio di ghiaia spaziale trattenuto da una debole forza di gravità, la sonda sfiorerà la superficie catturando un campione al volo, come ha già fatto la NASA con l’asteroide Bennu.
- Approccio “Anchor-and-attach”: Se invece la superficie sarà solida, assisteremo a una manovra inedita nella storia umana. La sonda si appoggerà sull’asteroide, si “ancorerà” letteralmente alla roccia e userà dei trapani posti sui bracci robotici per perforare ed estrarre circa 100 grammi di regolite.
I campioni verranno poi sigillati in una capsula che rientrerà sulla Terra nel novembre 2027 a una velocità folle, superiore ai 43.000 chilometri orari.
| Le tappe della Tianwen-2 | Data | Obiettivo |
| Lancio | Maggio 2025 | Partenza e inizio della fase di crociera |
| Arrivo | Giugno 2026 | Inserimento in orbita e studio radar |
| Prelievo | Luglio 2026 | Raccolta dei campioni sulla superficie |
| Ritorno | Novembre 2027 | Rientro della capsula in atmosfera |
| Estensione | 2034-2035 | Incontro ravvicinato con la cometa 311P |
Ma il vero “elefante nella stanza” è l’economia del futuro prossimo: il mining spaziale.
Andare ad analizzare questi piccoli corpi rocciosi vicini alla Terra serve per capire come estrarne i materiali preziosi. Se si confermasse che Kamo’oalewa, in quanto derivazione lunare, nasconde al suo interno acqua o idrogeno, potremmo essere di fronte alle prime stazioni di rifornimento orbitale. Trasportare un chilo di carburante fuori dalla gravità terrestre costa decine di migliaia di dollari. Produrre combustibile per i razzi direttamente nello spazio abbatterebbe i costi dei viaggi verso Marte e oltre.
Pechino ha capito da tempo che la supremazia economica non si gioca solo sul controllo delle materie prime africane o sudamericane, ma su chi sarà il primo a stabilire diritti di sfruttamento sulle risorse minerarie degli asteroidi. E mentre in Occidente si discute stancamente di bilanci, la Cina si porta avanti per il controllo logistico dell’orbita.







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