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LA SFIDA ROVENTE ALLA BCE

 

I responsabili delle politiche europee, spesso paralizzati dalle divisioni, hanno chiuso il 2020 con una nota positiva. Hanno finalizzato il fondo europeo per la ripresa da 750 miliardi di euro, hanno concordato ambiziosi obiettivi climatici (un focus della spesa fiscale) e hanno annunciato nuove misure per garantire condizioni di finanziamento facili nel prossimo anno. Insieme a una pipeline e un sistema di distribuzione di vaccini affidabili, tutto ciò si aggiunge a una prospettiva molto più forte per il 2021.

Una robusta ripresa economica segnerà la fine dello stimolo della BCE, che, salvo un breve intermezzo, è in atto dal 2015? Peccato che questo mostrerebbe  un fallimento epocale: l’incapacità cronica della BCE di raggiungere il suo obiettivo d’inflazione “inferiore, ma vicino al 2%”.

Inflazione area euro

Un’inflazione azzerata pone un serio problema per qualsiasi banca centrale: lo strumento classico delle banche centrali, l’azione sugli interessi operando sui mercati dei titoli di stato e obbligazionari, diventa difficile, anzi impossibile, rendo inutile la Banca centrale. Con la sua efficacia compromessa, la BCE potrebbe presto essere compagna di lotta della Banca del Giappone, perennemente in guerra con il rischio di deflazione.

Inflazione in senso stretto area euro

Naturalmente l’obiettivo inflazionistico può essere ribassato, così come vorrebbe una potente minoranza nella BCE. Il problema con un obiettivo d’inflazione troppo basso, oltre ad aumentare gli oneri del debito reale, è che non lascia spazio per la dinamica salariale sia all’interno dei singoli stati, sia come sistema di aggiustamento economico fra le varie economie dei paesi della UE. Però la FED si sta muovendo esattamente in direzione opposta, alzando l’obiettivo inflazionistico, anche se in modo nascosto e progressivo, e questo lascerà la BCE come l’unica banca centrale con politica restrittiva sul pianeta. Risultato: euro alle stelle, esportazioni tedesche a picco…. Chissà se a quel punto i teutonici banchieri ripenseranno alla loro posizione.

Probabilmente alla fine anche nella BCE, come nella FED , prevarranno le colombe e sarà fissato un obiettivo inflazionistico meno rigido, magari non come quello americano che prevede un’inflazione media di lungo periodo al 2%, cosa che giustifica superamenti anche notevoli, ma di breve periodo.

Come fare però a raggiungere questi obiettivi, visto che i soliti strumenti di mercato sono ormai esauriti?  Lo strumento più potente sarebbe il coordinamento con la politica fiscale. Il divieto di commistione fra le due politiche  aveva senso in un mondo in forte crescita, quando si avvertiva il rischio di una forte inflazione  Però nel mondo della  stagnazione secolare, gli investimenti pubblici finanziati dalla politica monetaria  saranno fondamentali per aumentare la domanda aggregata e l’inflazione. La BCE deve  decidere di proseguire sulla stessa strada anche dopo la pandemia, altrimenti sarà un disastro.


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