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La salvifica guerra di Trump (voluta dai clintoniani) per nascondere il disastro economico lasciato da Obama & friends. Preparatevi!

Una premessa è d’obbligo: non è poi nemmeno detto che sarà guerrà, necessiteremo in tal caso di una cortina fumogena d’eccezione per mettere in secondo piano i disastri lasciati da Obama. Abbiamo scritto approfonditamente dell’eredità di Obama, economicamente disastrosa e geopoliticamente terrificante: MAI prima di Barack Hussein Obama gli USA avevano visto scemare la loro influenza globale – oggi hanno perso miltissimi amici e sostenitori, anche perchè loro stessi li hanno abbandonati -. E mai un presidente USA aveva quasi raddoppiato il debito federale in soli 8 anni in tempi di pace, come ha fatto il primo e probabilmente ultimo presidente nero degli Stati Uniti d’America.

In tutto questo la salita delle borse tutto sommato collide con la realtà: oggi gli hard data USA, i fondamentali, sono in forte degrado mentre i soft data, le sensazioni o anche i sodaggi economici, sono in controtendenza stabili/in miglioramento (anzi, erano stabili, ora scendono anche loro…).

Purtroppo chi scrive teme che i soft data siano stati semplicemente “addomesticati” se non decisamente taroccati, vedasi quanto successo alla fine dello scorso mese sul NY State Coincident Economic Indicators Index per evitare che segnalasse recessione [tale indicatore non ha MAI sbagliato in 50 anni], o hanno fatto un grande pasticcio coi dati pubblicati in Febbraio vs Gennaio 2017 o sono semplicemente sbagliati e molto ma molto contradditori rispetto al passato, come da noi ben spiegato in questo articolo (in inglese).

Va detto che ormai tutte le banche centrali stanno acquistando in borsa, influenzando indebitamente i corsi: sia direttamente (BNS-Svizzera, BoJ-Giappone, la prima ha addirittura dato la stura ad un arbitraggio facile facile, quando Berna interviene a difesa del franco nei due giorni successsivi il NASDAQ sale visto che lo Stato Svizzero è tra i primi azionisti di titoli come Apple e Google, investendo soprattutto in tale comparto) che indirettamente, impiegando i denari derivati dai vari QEs a tassi zeromeno via banche sistemiche. Ormai non sembra (forse non è) più un mercato ma una semplice ruota truccata che non segue i fondamentali, ad arte.

Appunto, finchè le borse salgono tutti sono contenti e la crisi latente non viene percepita, quando ci sarà il crollo – inevitabile – bisognerà trovare una scusa per evitare che i politici di turno e le elites al seguito siano ritenuti responsabili del misfatto. Da qui la guerra come strumento per distogliere l’attenzione da una bolla azionaria fuori controllo e che non può che scoppiare. Se ci pensate bene è la stessa cosa successa nel 2001, ci volle l’attacco alle torri gemelle per giustifcare lo scoppio della bolla dotcom (allora come oggi si era passati da una vittoria presidenziale contestatissima tra G.W. Bush e Al Gore). Facendo un parallelismo, da giugno-luglio prossimi i tempi saranno maturi per il crash. E dunque per la guerra come evento scatenante il crollo, almeno non sarà colpa di nessuno per il disastro economico ormai passato in secondo piano.

Chi scrive ritiene che la tempistica dello scoppio della guerra seguirà l’indebolimento dei dati economici ad un livello non più sostenibile e non viceversa. Probabilmente ci siamo già. A parte il sopra citato NY State Coincident Economic Indicators Index molto probabilmente in recessione da fine mese scorso (a giudicare dai dati ufficiali contraddittori e molto ma molto dubbiosi) iniziano ad emergere altri segnali negativi mai visti dal 2008: i fallimenti/chiusure di aziende!

Si, perchè alla fine dei conti è quando le aziende falliscono che il sistema si rompe dall’interno ed i fallimenti/chiusure USA sono ormai a livelli del 2008! La verità di oggi sono davvero i fallimenti, se l’onda delle chiusure si ingrossa non ci saranno tarocchi di dati che terranno…

Dunque – temo – che la guerra sia prossima [per un crash a partire da gugno/lugio 2017]. E visto che le bolle sui mercati sono ormai immense e diffuse (credito auto, credito agli studenti, tassi ai minimi storici, borse ai massimi storici, real estate altissimo, ora anche i fallimenti…), beh! Posso solo dire che penso che ai responsabili del disastro convenga oltremodo una guerra.

Vedremo se sarà contro Cina, Russia, North Korea, Syria o Iran. O tutti assieme, anche perchè se ci pensate bene le alleanze tra tutti questi soggetti si sprecano:

  • Russia e Iran sono alleate in Syria,
  • Cina e Russia sono alleati commerciali fin dai tempi in cui si tentò di fallire Mosca (Pechino mise a disposizione la valuta di emergenza fronte di contratti lingo termine di materie prime, vedasi qui)
  • Cina e North Korea sono alleate storiche nel sud est asiatico
  • Syria, Iran e Russia stanno combattendo contro ISIS ed insurgenti finanziati dall’Arabia Saudita in Medio Oriente

Insomma, se tutti questi bei soggetti di punto in bianco si mettessero di traverso rispetto agli USA ed alleati, beh, sarebbero grossi guai! (e si avverebbe anche una mezza dozzina di profezie sulla terza guerra mondiale etc., ndr). Prima di tutto scommetto che la Germania si dileguerebbe, idem la Francia (entrambi sperano in un indebolimento USA per sostituirsi al dominus americano in EUropa). Ossia qualcuno potrebbe arrabbiarsi e non vorrei che il missile invece di andare in Syria arrivasse oltre Gottardo, come retaliation….

E l’Italia? Che dire, forse solo che l’ultima volta che ci fu un crash epocale (e questo potrebbe essere simile, peggio del 2008 e del 2001 messi assieme) nel caos generale ci fu una prova di colpo di Stato con il tentativo di uccisione del Principe ereditario dei Savoia… Chissà cosa potrebbe succedere oggi che il Re non c’è più, magari i vicini d’oltralpe cercherebbero di invadere il Belpaese perchè in mora con il proprio debito troppo elevato? Con Macron tendenzialmente a capo di un Paese ad oggi in fortissima crisi non solo economica, non mi stupirei affatto (stessa ricetta bellica USA, per nascondere “altri” problemi).

Fantascenari, ma attenzione: questa volta visti quali e quanti eccessi stiamo vivendo oltre alla compliessità della situazione generale, se scappa la mano – il rischio è altissimo – molti di noi non avranno nulla da raccontare ai propri nipoti.

MD

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