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La rivoluzione di Kevin Warsh alla Federal Reserve: apparentemente se ne infischia

Il nuovo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, cancella la “forward guidance” e sceglie il silenzio sui tassi d’interesse. Una svolta radicale che spaventa i mercati e i grandi fondi speculativi, esposti per oltre 2.500 miliardi di dollari. Ecco cosa rischia il sistema finanziario globale.

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La svolta ai vertici della Federal Reserve è arrivata come un fulmine a ciel sereno, rompendo un tabù che durava da oltre dieci anni. Il nuovo presidente della banca centrale americana ha deciso di parlare pochissimo, lasciando gli investitori al buio sulle prossime mosse dei tassi d’interesse. Questa improvvisa cortina di silenzio rischia di scatenare il panico sui mercati globali, abituati da tempo a essere imboccati con il cucchiaino.

Durante la sua prima apparizione pubblica come capo della Fed, Kevin Warsh ci ha messo appena venti minuti a chiarire la sua nuova linea. Ha dichiarato apertamente che intende essere molto sbrigativo” (“very curt”) quando si tratterà di rispondere a domande sul futuro del costo del denaro negli Stati Uniti. Una scelta radicale che spezza una lunghissima tradizione di massima trasparenza.

La fine del grande specchio dei mercati

Per oltre un decennio, la Fed ha usato la cosiddetta forward guidance, cioè l’abitudine di annunciare in anticipo le proprie mosse economiche. Lo si faceva per evitare shock improvvisi sui mercati. Warsh, invece, odia questo sistema e ha deciso di rovesciare completamente il tavolo della comunicazione monetaria.

Secondo il nuovo presidente, le banche centrali sono diventate prigioniere delle loro stesse parole, smettendo di guardare la realtà dei fatti. Le sue parole durante la conferenza stampa di insediamento non lasciano spazio a dubbi:

“I prezzi del mercato finanziario sono probabilmente la fonte di informazioni più importante per guidare i banchieri centrali. Ma quando i mercati non fanno altro che riflettere ciò che abbiamo detto, allora prendiamo la nostra fonte principale e diventiamo ciechi davanti a essa.”

Questa logica trova d’accordo diversi analisti stanchi del vecchio corso. Ajay Rajadhyaksha, responsabile globale della ricerca presso Barclays, ha spiegato la situazione in modo molto efficace: “La forward guidance ha trasformato i mercati in uno specchio. La Fed guarda i mercati, i mercati guardano la Fed. E nessuno guarda davvero l’economia reale”.

Perché i mercati rischiano il collasso

Il problema principale è che questa rivoluzione arriva nel momento peggiore possibile. Il sistema finanziario mondiale è sommerso dai debiti pubblici e privati, accumulati dopo anni di crisi, pandemie e guerre geopolitiche. Senza la guida chiara della Fed, il prezzo dei titoli di Stato americani a 10 anni (i Treasury) potrebbe subire forti scossoni. Del resto, ultimamente, i tassi sui tretennali hanno allegramente superato il 5%.

Titoli trentennali USA

Janet Yellen, ex guida della Fed e dell’Economia USA, ha lanciato un duro avvertimento. Secondo lei, se gli investitori non capiscono come la Fed intende reagire ai dati economici, non sapranno come calcolare i prezzi dei titoli di Stato. Si tratta, a suo dire, di una semplice questione di responsabilità e trasparenza verso i cittadini e le imprese. Nello stesso tempo molti titoli sono in mano a entità che, senza una guida precisa, speculeranno sui titoli.

La mappa del debito globale oggi è profondamente cambiata, come mostra questa sintesi della situazione attuale:

Tipo di Debito / InvestitoreImpatto e Dati Chiave
Fondi Speculativi (Hedge Funds)Possiedono oltre 2.500 miliardi di dollari in titoli USA.
Debito Pubblico AmericanoDestinato a superare i massimi della Seconda Guerra Mondiale.
Costi di Servizio del Debito USAIl costo degli interessi raddoppierà nei prossimi 10 anni.
Colossi dell’Intelligenza ArtificialeHanno accumulato nel 2026 lo stesso debito del governo del Regno Unito.

Il grande pericolo del “Leverage Unwind”

I Fondi Speculativi, Hedge Funds, oggi hanno un peso enorme e sfruttano molto la leva finanziaria, cioè investono denaro preso in prestito. Tra il 2023 e il 2025 i loro investimenti in titoli di Stato americani sono raddoppiati. Per fare un paragone, questi fondi possiedono molto più debito USA della Cina, le cui riserve ufficiali sono scese a 659 miliardi di dollari.

La Banca dei Regolamenti Internazionali ha avvertito che il comportamento di questi fondi è uno dei rischi più grandi per la stabilità finanziaria mondiale. Se la Fed dovesse sorprendere i mercati con un aumento improvviso dei tassi, si potrebbe scatenare un effetto domino devastante. Le leve funzionano in entrambe le direzioni, e quindi se fanno guadagnare quando il reddito realizzato è superiore al costo finanziario, possono fare l’esatto contrario e con una forte moltiplicazione.

In termini pratici, una mossa inattesa potrebbe costringere i fondi a vendite forzate e immediate di titoli per recuperare liquidità. Torsten Sløk, capo economista del colosso Apollo, definisce questo scenario come un potenziale “leverage unwind” (uno smontaggio della leva finanziaria). Sløk ha confermato che, riducendo le comunicazioni preventive della Fed, le crisi possono scoppiare all’improvviso.

I precedenti storici e le divisioni interne

La storia recente ci mostra che i troppi annunci possono fare danni pesanti. Basti pensare al crollo della Silicon Valley Bank nel 2023. La banca era convinta che i tassi sarebbero rimasti bassi a lungo, basandosi sulle promesse della Fed, e si è trovata impreparata quando l’inflazione ha costretto la banca centrale a una brusca inversione di marcia.

Anche in Europa si registrano reazioni simili. Christine Lagarde, presidente della BCE, e Andrew Bailey, governatore della Banca d’Inghilterra, hanno espresso simpatia per la linea dura di Warsh. Lagarde ha chiesto un ritorno a un approccio più essenziale, pur dicendosi disposta a spiegare come reagirebbe la BCE in caso di forti cambiamenti economici.

Tuttavia, all’interno della stessa Fed non tutti sono convinti da questo silenzio. Il governatore Chris Waller ritiene che spiegare i possibili scenari economici aiuti a ridurre l’incertezza generale. La ex vice-presidente Lael Brainard ha ricordato come l’assenza di spiegazioni dettagliate abbia già causato forti sbalzi sui tassi a breve termine dopo le prime riunioni guidate da Warsh.

La Task Force per il nuovo corso

Consapevole delle resistenze interne, Warsh non intende imporre la sua linea con la forza, ma ha avviato un gruppo di lavoro speciale per ridisegnare la comunicazione della Fed. Questa commissione studierà una riforma profonda che cambierà il modo in cui vengono raccontate le decisioni sui tassi.

A guidare questo gruppo ci sarà anche Mervyn King, ex governatore della Banca d’Inghilterra e noto scettico della forward guidance. Le conclusioni del gruppo sono attese entro la fine dell’anno e promettono di accendere forti discussioni interne tra i membri della banca centrale americana.

L’obiettivo finale di Warsh non è quello di nascondere le carte come faceva in passato Alan Greenspan con la sua calcolata ambiguità. Durante una recente audizione al Congresso, Warsh ha chiarito la sua filosofia: “Il fine di questo cambiamento è fare bene una sola cosa: fare la scelta giusta sulla politica monetaria”. Resta da vedere se i mercati sopravvivranno a questa cura del silenzio, e, soprattutto, resta da capire se questa politica monetaria sarà giusta per gli USA e per il mondo.

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