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La “Malattia olandese” dell’economia, ovvero perché trovare una grande risorsa naturale non è sempre una fortuna, e come evitarlo

Cos’è la “Malattia olandese”, cioè la maledizione economica che accompagna la risorsa di grandi risorse naturali non accompagnate da una capacità attenta nellaa loro gestione?

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Nel discorso comune spesso si afferma “Potessi trovare un pozzo di petrolio” o una miniera d’oro, immaginando che queste risorse naturali possano essere una grande fortuna. Eppure quella che appare come una ricchezza può essere una sorta di maledizione e causare quello che gli economistii chiamano “La malattia olandese”, il “Dutch desease”, Di che cosa si tratta ?

La malattia olandese (Dutch desease) è un concetto che descrive un fenomeno economico in cui il rapido sviluppo di un settore dell’economia (in particolare delle risorse naturali) provoca un declino in altri settori. Spesso è anche caratterizzata, se non causata,  da un sostanziale apprezzamento della valuta nazionale. La malattia olandese è una situazione paradossale in cui una buona notizia per un settore dell’economia, si traduce in un impatto negativo sull’economia generale del Paese.

Origine del termine

Il termine “malattia olandese” è stato introdotto per la prima volta nella rivista The Economist nel 1977 per analizzare la situazione economica dei Paesi Bassi (da cui il nome) dopo la scoperta di grandi giacimenti di gas naturale nel 1959. Sebbene l’economia olandese abbia aumentato le sue entrate grazie all’esportazione di gas naturale, il significativo apprezzamento della valuta nazionale, dovuto al grande afflusso di capitali nel settore, ha provocato un aumento del tasso di disoccupazione nel Paese e un declino dell’industria manifatturiera.

Il fenomeno della malattia olandese si verifica comunemente nei Paesi le cui economie si basano molto sull’esportazione di risorse naturali. Il paradosso contraddice il concetto di vantaggio comparativo. Secondo il modello del vantaggio comparativo, ogni Paese dovrebbe specializzarsi nell’industria in cui possiede un vantaggio comparativo rispetto agli altri Paesi.

Tuttavia, non funziona bene con i Paesi che esportano principalmente risorse naturali. Ad esempio, la volatilità dei prezzi delle materie prime non può sostenere l’economia di un Paese per lunghi periodi di tempo. Inoltre, l’eccessiva dipendenza dall’esportazione di risorse naturali porta al sottosviluppo di altri settori dell’economia, come l’industria e l’agricoltura. Il paese in questione diventa incredibilmente fragile e soggetto alle fluttuazioni dei mercati del prodotto principale sportato.

Un caso classico di malattia olandese: il Venezuela

La malattia olandese dovrebbe essere chiamata “Malattia venezuelana” perché il Venezuela ne è un caso classico. La prima scoperta petrolifera del paese ebbe luogo nel 1914. La Grande Guerra portò al primo sviluppo nello sfruttamento delle sue risorse. Quindi il boom petrolifero iniziato dagli anni 20 assorbi risorse finanziarie e umane dagli altri settori, come quello agricolo o quello industriale.  Ad esempio l’egricoltura contava due terzi del PIL nel 1920 e il 10% nel 1950.

Questo fece si che la storia economica del paese si intrecciasse strettamente legata all’andamento del petrolio. Con il tempo, il Venezuela è diventato sempre più dipendente dalle esportazioni di petrolio. Il crollo del prezzo del petrolio negli anni ’80 ha avuto un effetto devastante sull’economia venezuelana. Il governo, privo di entrate fiscali sufficienti, ha iniziato a stampare moneta in maniera incontrollata, causando un’iperinflazione galoppante.

Lo stesso si è ripettto dopo l’esplosione delle entrate nel 2004, per il picco nel prezzo del petrolio:

Per il Venezuela il petrolio è stata, ed è , una maledizione che impedisce lo sviluppo di un’economia equilibrata e di un benessere diffuso, con la creazione di una stabile classe media che non dipenda solo dai sussidi statali, ma dalle proprie attività produttive. Inoltre le ampie oscillazioni nei prezzi dell’oro nero hanno causato instabilità sociale e quindi causato la situazione attuale.

Come si sviluppa la malattia olandese

L’influenza negativa della malattia olandese sull’economia può essere spiegata da alcune caratteristiche attribuibili ai settori legati alle risorse naturali. Ad esempio, le industrie minerarie richiedono in genere forti investimenti di capitale, ma non sono ad alta intensità di lavoro. Pertanto, le società multinazionali e i Paesi stranieri che dispongono di capitali sono spesso interessati a investire in queste imprese.

Gli investimenti esteri possono portare a una maggiore domanda di valuta nazionale del Paese, che inizierà ad apprezzarsi. L’apprezzamento della valuta nazionale renderà più costose le esportazioni del Paese in altri settori, mentre le importazioni diventeranno più economiche.

Di conseguenza, i produttori nazionali dovranno affrontare una minore domanda di prodotti all’estero e una maggiore concorrenza da parte dei produttori stranieri. Così, i settori in ritardo dell’economia dovranno affrontare ulteriori problemi. Questa è la maledizione dell’illusione della moneta forte, che è una cosa positiva solo se leata a uno sviluppo equilibrato dell’economia, altrimenti è una vera e propria maledizione.

Quindi il male olandese è causato:

  • da un eccesso di risorse finanziarie e umane dedicate al settore domaninte;
  • dalla conseguente rivalutazione della moneta legata all’export della materia prima dominante;
  • alla perdita di competitività economica delle altre attività industriali , agricole e di servizi, che ne porta alla desertificazione;
  • quindi alla dipendenza dell’economia nazionale da un bene il cui valore è determinato dai mercati internazionali, che alla fine diventano i signori dell’economia della nazione.

Come evitare la Malattia Olandese?

Le due strategie principali che possono aiutare a risolvere la malattia olandese sono elencate di seguito:

1, Decelerazione dell’apprezzamento della valuta nazionale. La moneta forte è male, in questo caso,
La decelerazione dell’apprezzamento della valuta è una strategia più facile e praticabile per prevenire gli effetti negativi della malattia olandese. A volte può essere ottenuta smussando la spesa delle entrate ottenute dall’esportazione di risorse naturali.

Uno dei metodi più comuni per farlo è la creazione di un fondo sovrano isolandone i ritorni e rinviandoli nel lungo periodo. Molti Paesi sviluppati e in via di sviluppo, tra cui Australia, Canada, Norvegia e Russia, gestiscono grandi fondi sovrani.

I fondi sovrani hanno l’obiettivo di stabilizzare gli afflussi di capitale nell’economia, per evitare che si surriscaldi e provochi un significativo apprezzamento della valuta. Le entrate in eccesso possono essere spese per l’istruzione o le infrastrutture che contribuiranno a diversificare l’economia.

2. Diversificazione dell’economia

La diversificazione dell’economia è una strategia che può quasi eliminare l’impatto negativo della malattia olandese sull’economia. La diversificazione economica può essere ottenuta sovvenzionando i settori in ritardo dell’economia o stabilendo tariffe per sostenere i produttori nazionali. I foondi sovrani sono utilissimi in questa funzione di stimolo alla diversificazione.

3. Aumento della produttività interna

Investimenti in infrastrutture e capitale mano possono aumentare la competitività delle attività economiche nazionali e quindi evitare la perdita di competitività  dell’economia nazionale. Questa è la strada, ad esempio. segita dalla Norvegia.


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