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La Grecia compra le fregate italiane per blindare l’Egeo. Arrivo dal 2028
Atene e Roma firmano l’8 settembre per il passaggio delle fregate FREMM: ecco come cambia la sicurezza navale nel Mediterraneo e cosa guadagna l’industria italiana.

La tensione crescente nel Mediterraneo orientale e nell’Egeo impone scelte rapide e radicali. Atene ha deciso di rompere gli indugi per proteggere i propri confini marittimi: l’8 settembre a Roma verrà firmato l’accordo formale per il passaggio di due fregate multiruolo italiane di classe FREMM alla Marina ellenica.
L’incontro tra il ministro della Difesa greco Nikos Dendias e il ministro italiano Guido Crosetto, insieme ai rispettivi capi di stato maggiore della marina, sancirà i dettagli legali, finanziari e tecnici dell’operazione. Al centro dell’intesa ci sono la fregata Carlo Bergamini e la Virginio Fasan.
La prima unità passerà sotto bandiera greca entro la prima metà del 2028, mentre la seconda seguirà nel 2029.
La formula 2+2 e il piano navale di Atene
La decisione greca non nasce dal nulla: l’approvazione preliminare è arrivata a maggio dal KYSEA, il Consiglio per la sicurezza nazionale ellenico. L’accordo è strutturato su una formula “2+2”: oltre a Bergamini e Fasan, Atene mantiene l’opzione per acquistare successivamente altre due unità italiane, la Carlo Margottini e la Luigi Rizzo.
Le navi italiane andranno a formare una barriera difensiva di primo livello, integrandole con le quattro nuove fregate francesi FDI e con i programmi di ammodernamento delle navi classe MEKO già in servizio.
L’accordo comprende anche:
- Supporto logistico e operativo a lungo termine.
- Coinvolgimento diretto dei cantieri navali greci nella manutenzione.
- Aggiornamento dei sistemi di bordo e integrazione di nuove tecnologie d’arma.
Il vantaggio industriale per l’Italia: vendere l’usato per avere il nuovo
Per la Marina Militare italiana e per l’industria nazionale non si tratta di una rinuncia a cuor leggero, ma di una manovra industriale ben calcolata.
La cessione di queste unità mature consente all’Italia di incassare risorse fresche e accelerare l’ingresso in flotta di due nuove fregate FREMM EVO (evoluzione tecnologica della classe attuale), la cui consegna è prevista entro il 2031. Fincantieri e Leonardo (attraverso la joint venture Orizzonte Sistemi Navali) mantengono così gli stabilimenti di Riva Trigoso e Muggiano a pieno regime.

Fregata FREMM EVO
In questo modo l’Italia fa spazio nella propria linea a due navi di nuova costruzione, mentre la Grecia rinnova la propria linea navale, dato che alcune fregata sono effettivamente un po’ anzianotte.
La scheda dell’operazione navale
| Parametro | Dettaglio dell’accordo |
| Navi cedute (Fase 1) | Carlo Bergamini (consegna 2028) e Virginio Fasan (consegna 2029) |
| Opzione futura (Fase 2) | Fregate Carlo Margottini / Luigi Rizzo |
| Contropartita per l’Italia | Costruzione e integrazione di 2 nuove unità FREMM EVO |
| Attori industriali | Fincantieri, Leonardo, cantieri navali ellenici |
Un successo globale tra luci e ombre
Il programma FREMM, nato dalla cooperazione tra Italia e Francia, si conferma uno dei progetti navali più venduti al mondo, con ordini e consegne in Marocco, Egitto, Indonesia e Grecia. Un programma senza dubbio di grande successo, anche se ora bisogna vedere come questa nave affronterà la nuova epoca dei droni marini, UUV, USV. Sicuramente ci sarà anche un’evoluzione in questo tipo di navi militari, con più elettronica, anche se i cannoni automatici da 127 mm e da 76 mm si rivelano ancora ottime armi, anche per la difesa contro attacchi con droni e missili da crociera.
Per Atene si tratta di blindare il mare a costi sostenibili; per Roma è la dimostrazione che una politica industriale navale ben strutturata ripaga sempre.






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