Seguici su

Analisi e studi

La BCE non abbasserà molto presto i tassi di interesse, e l’economia ne soffre

Pubblicato

il

La BCE ha mantenuto i tassi di interesse ai massimi pluriennali per la seconda riunione consecutiva, anzi ha segnalato una conclusione anticipata del suo ultimo programma di acquisto di obbligazioni, il tutto nell’ambito degli sforzi per combattere l’alta inflazione In questo modo ha confermato che, per ora, si mantiene la politica restrittiva, nonostante non si vedano segnali di surriscaldamento economico nell’Area Euro, anzi.

Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali è rimasto al 4,5%, il massimo da 22 anni a questa parte, mentre il tasso sui depositi presso la banca centrale è rimasto fermo al record storico del 4%. La BCE ha inoltre dichiarato che il reinvestimento completo nell’ambito del PEPP terminerà il 30 giugno e il portafoglio si ridurrà di 7,5 miliardi di euro al mese fino alla fine del 2024. Questo rischia di avvere qualche ricaduta sul rendimento del debito.

I responsabili politici si sono inoltre impegnati a mantenere i tassi a livelli sufficientemente restrittivi per tutto il tempo necessario. La BCE ha previsto un’inflazione media del 5,4% nel 2023, del 2,7% nel 2024, del 2,1% nel 2025 e dell’1,9% nel 2026. Il tasso core è visto leggermente più alto: 5,0% nel 2023, 2,7% nel 2024, 2,3% nel 2025 e 2,1% nel 2026, ma questo è normale, in quanto l’inflazione core,  Durante la conferenza stampa, il Presidente Lagarde ha dichiarato ai giornalisti che i responsabili politici non hanno discusso alcun taglio dei tassi, ribadendo che le decisioni future dipenderanno dai dati.


Ovviamente questo regime di interessi ha un’effetto anche sull’economia reale, a partire dal settore edilizio che, attraverso i mutui, è da sempre molto sensibile ai tassi di interesse. La produzione edilizia dell’Area Euro è diminuita del 2,2% rispetto all’anno precedente nel mese di novembre 2023, il calo più netto dal febbraio 2021, con un’accelerazione rispetto al calo dello 0,7% del mese precedente.

I dati hanno sottolineato l’impatto dell’aggressiva campagna di inasprimento monetario della BCE sui paesi del blocco valutario, in quanto è diminuita la propensione ad effettuare grandi acquisti e progetti. I cali più rapidi sono stati registrati nell’attività edilizia (-2,4% rispetto al -0,7% di ottobre) e nell’attività di ingegneria civile (-1% rispetto al -0,2%). Rispetto al mese precedente, la produzione edilizia dell’Area Euro è diminuita dell’1%, per cui il calo è sensibile anche su base mensile, potremmo perfino definirlo in accelerazione

Anche se il picco del 2022 era legato alla fine della crisi del covid e alla permanenza degli stimoli, attualmente il calo dovuto ai tassi elevati è marcato e rischia di essere un ulteriore fardello sull’economia della UE, proprio per la permanenza di queste politiche restrittive. Le ricadute saranno, anche politicamente, pessanti.

 

 


Telegram
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di Scenari Economici.

⇒ Iscrivetevi subito


E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento