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JEREMY CORBYN ATTACCATO SUI GIORNALI DAL SUO STESSO PARTITO. Essere pro secondo referendum non serve

 

 

 

Cosa direste se 60 deputati del PD, o della Lega, firmassero un’inserzione su un giornale nazionale per affermare che il proprio leader è antisemita? Magari pensereste che qualcosa nel partito nn va e che quei 60 membri dovrebbero pensare o di dimettersi, o di dividersi dal partito o di sfiduciare il segretario. Eppure questo è quello che, incredibilmente, sta succedendo nel Regno Unito.

Ben 67 deputati del Partito Labourista comprato una pagina sul Guardian, uno dei principali quotidiani progressisti del Regno, per pubblicare un avviso in cui accusano apertamente jeremy Corbyn , il loro segretario, di antisemitismo:

“Il partito Labourista dà il benvenuto a tutti, indipendentemente dalla razza, dalla religione, età, identità di genere, o inclinazioni sessuali (tranne, sembra, gli ebrei) Questo è il tuo lascito Mr Corbyn”

Un attacco fortissimo di una componente non secondaria del partito che accusa Corbyn di non essere stato in grado di dissipare l’impressione di antisemitismo che il partito si porta dietro. Una accusa molto forte per una sinistra che vorrebbe essere scevra di pregiudizi, ma non ci riesce, anche per la percentuale sensibile di musulmani che partecipano alla sua vita politica.

La mossa èp stata devastante ed il Primo Ministro Theresa May, in uno dei suoi ultimi interventi in carica, ha attaccato duramente i Labour proprio mostrando la pubblicità. Il cambiamento radicale di posizione di Corbyn , passato dall’essere contrario al secondo referendum sulla Brexit al richiederlo, mossa fatta evidentemente per consolidare il partito, non è assolutamente servita. Mezzo partito, soprattutto nella componente parlamentare, gli è contro, nonostante tutto. Ecco perchè i LIberal democratici , recentemente, sono stati molto vicini a rubare ai Labour il secondo posto. Corbyn o si arrende o deve azzerare l’opposizione, anche parlamentare.


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