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IN RISPOSTA A SCHNEIDER SU REPUBBLICA: ECCO PERCHE’ PARLIAMO DI IV REICH. (di P. De Sarlo)

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HERR PETER SCHNEIDER, ho letto con interesse il suo articolo su La Repubblica del 17 luglio scorso. In particolare mi ha colpito la sua domanda: “Cari amici europei, volete spiegarmi quando parlate di “Quarto Reich” o simili che cosa Merkel o Schaeuble avrebbero in comune con Hitler?”.

Ricordo la scena di un film, purtroppo non il titolo, ma di sicuro qualcuno dei lettori riuscirà a colmare la lacuna, in cui un ufficiale tedesco riconosce in mezzo ad una fila di ebrei che vengono spinti a salire su un treno per essere deportati, il suo professore di università. L’ufficiale chiama un soldato e fa portare due sedie e invita con estrema cortesia il professore a sedersi a conversare tranquillamente per qualche tempo con lui. Finita la conversazione l’ufficiale tedesco saluta con deferenza il professore e lo riconsegna al suo destino di deportato.

Su tutti i media in questi giorni c’è la scena di Angela Merkel con una ragazzina palestinese. La Cancelliera conversa con la ragazzina, la consola, ma le dice anche che in Germania non c’è posto per lei.

In comune tra le due scene, c’è il rispetto sconsiderato delle regole e delle leggi anche quando queste sono pericolosamente insane e ingiuste. Inoltre sembra proprio che nelle due scene ci sia una schizofrenica separazione tra le leggi e i soggetti che ne subiscono le pesanti conseguenze generando una assoluta mancanza di umanità.

Nel primo caso c’è un ufficiale che riconosce e rispetta il suo professore. Peccato che sia ebreo e quindi debba essere deportato. Nel secondo c’è una ragazzina a cui Frau Angela riconosce capacità e simpatia. Peccato che sia palestinese e quindi debba andare via.

Nel 9 d.c. i Romani subirono forse la più pesante sconfitta della propria storia. Nella foresta di Teutoburgo intere legioni romane guidate da Quintilio Varo furono annientate dai Germani guidati dal traditore Arminio. Da allora, e per 400 anni, i confini dell’Impero Romano furono fissati al Reno. La disfatta romana nella battaglia di Teutoburgo ebbe la tragica conseguenza di segnare un solco profondo tra mondo latino e germanico e consentì la genesi del nazionalismo tedesco.

Per 400 anni i popoli di la dal Reno non hanno goduto dei benefici della pax romana, del benessere e del fiorire dell’arte e della cultura rimanendo fermi per 400 anni ai propri riti tribali orgogliosi solo della potenza distruttiva dei propri eserciti federati nella battaglia di Teutoburgo.

Nel frattempo i Romani elaboravano continuamente la basi del diritto e stemperavano  la “dura lex sed lex” con la “pietas” (quella che manca nelle scene descritte). Conseguenza di questa elaborazione è che in ogni Paese è previsto l’istituto della Grazia e l’eccezione formale o, molto spesso informale, è praticata per rendere umane, giuste e soprattutto sostenibili le leggi. I romani ritenevano infine che una acritica applicazione della legge diventasse potenziale negazione della giustizia (Summum ius, summa iniura).

Per questo motivo le due scene descritte all’inizio delle mie riflessioni suscitano sgomento e sono anaffettive, crudeli, mentre, evidentemente, vengono vissute come giuste e normali dalla gran parte dei cittadini tedeschi: più di 60 anni fa e oggi.

Herr Peter il problema non è Merkel e Shaeuble o Hitler. Mi risulta, e lei lo conferma, che sia Merkel sia Shaeuble nella loro ottusa gestione del problema Grecia, siano stati fortemente appoggiati dall’intero popolo tedesco. Gli stermini degli ebrei non furono fatti solo da Hitler, ma da un intero popolo complice e proattivo nella loro caccia e nel loro sterminio.  La domanda vera è quanto l’intero popolo tedesco si sia emendato dagli orrori del passato?

I Romani per mantenere la pax e il proprio impero, assimilarono e integrarono tutte le culture dei popoli sottomessi e quando entrarono in contatto con la Grecia ne furono soggiogati per la bellezza e per la cultura (Graecia capta ferum victorem cepit).

Le invasioni barbariche,  Völkerwanderung (“migrazioni di popoli”) vengono chiamate in Germania , si conclusero  con la formazione dei regni Romano –Barbarici e la fine definitiva del cosiddetto Mondo Classico (o evo antico) e l’entrata dell’Europa nel Medioevo che rese incapace la stessa Europa di reagire alla espansione araba. Queste “migrazioni” di popoli barbari devastarono ogni cosa nel proprio passaggio riducendo tutto in rovina e introducendo elementi di tribalità nella vita civile dei popoli sottomessi.

Proprio per i limiti culturali derivanti da quei famosi 400 anni di mancanza di sviluppo civile dei popoli di origini tedesche, nonostante varie fasi di predominio militare, non si è mai affermato in Europa, salvo brevi periodi, l’impero tedesco.

Le ambizioni di dominio e di imperio della Germania hanno prodotto guerre e massacri feroci. L’ultimo, quello della II° Guerra Mondiale, ancora ci riempie di orrore. Siamo certi che i tedeschi abbiano rinunciato al “Quarto Reich”?

Dopo la II° Guerra Mondiale, il maggior disastro per l’Europa è ancora una volta e per l’ennesima volta prodotto dalla Germania. La Germania ha imposto la politica del rigore e anche quando tale politica si è dimostrata inefficace ha continuato e continua a volerla imporre.

Herr Peter, lei ci dice che tutta la questione greca deriva dal fatto che Merkel e Shaeuble abbiano mentito ai tedeschi sia sugli effetti della politica del rigore sia sulla sostenibilità del debito greco.

Sarà ma prima o poi la cupa cronaca di questi giorni passerà alla Storia e alcune domande dovranno trovare risposta.

Perché solo oggi il FMI riconosce quello che Yanis Varoufakis diceva sei mesi fa, ossia l’insostenibilità del debito greco? Chi ha esercitato pressioni sul FMI per dire il contrario fino all’esito del referendum greco? Chi scrive le bozze degli accordi? Perché a Shaeuble è stato concesso di inserire l’ipotesi di una uscita temporanea della Grecia dall’Euro? Perché, se come afferma Herr Peter, Merkel e Shaeuble si rendono conto degli errori nelle politiche economiche invece di rimediare, magari senza clamori, agli errori fatti assumono un atteggiamento arrogante e oggettivamente vendicativo nei confronti della Grecia e con l’appoggio di tutta la popolazione tedesca?

Tutti sanno perfettamente che l’accordo faticosamente raggiunto tra Grecia e Europa è inutile, lo afferma anche lei, che non dà speranza di ripresa economica per la Grecia e allora perché umiliare inutilmente la Grecia e il suo popolo? Perché Matteo Renzi e Francois Hollande solo dopo il referendum hanno appoggiato la Grecia?  Quale è il passaggio dei trattati dove c’è scritto che i trattati sottoscritti non possono più essere modificati? Quando abbiamo deciso che l’intera Europa sia governata da Angela Merkel? O, se preferisce, perché Angela Merkel si comporta, senza nessun ritegno o prudenza, come se fosse il presidente dell’Europa intera?

Veda Herr Peter, da 2000 anni abbiamo paura dei tedeschi, da 2000 anni periodicamente la Germania causa guerre e terrore. Ogni volta riusciamo comunque a sconfiggerla.

Con l’Europa unita pensavamo di poter abbandonare i nostri incubi e le nostre paure. Pensavamo.

La ferocia inumana, insieme al grande consenso che ha avuto nella circostanza nella pubblica opinione tedesca, con cui Shaeuble ha gestito la crisi Greca ha risvegliato i fantasmi delle nostre paure.

Prima di continuare con il progetto della Europa unica sarà bene prendersi una pausa di riflessione, conoscere meglio le reciproche ambizioni, e che la Germania rimanga fuori dall’euro e dall’Europa per almeno cinque anni.

Pietro De Sarlo

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