Seguici su

EconomiaScienza

Il segreto dell’acqua: come l’intelligenza artificiale ha decifrato la struttura nascosta del liquido più strano del mondo

L’intelligenza artificiale risolve il mistero termodinamico dell’acqua superraffreddata: individuati i parametri molecolari che governano le anomalie del liquido più importante del pianeta.

Pubblicato

il

L’acqua copre la maggior parte del nostro pianeta e compone la quasi totalità del nostro corpo, eppure resta uno dei fluidi più misteriosi e bizzarri dal punto di vista fisico. A differenza della quasi totalità degli altri liquidi, che si restringono e diventano più densi quando si raffreddano, l’acqua fa l’esatto contrario: quando congela si espande. Questa singolare anomalia fa sì che il ghiaccio galleggi, permettendo la vita marina nei laghi e nei mari sotto la superficie congelata. Ma cosa si nasconde dietro questo comportamento così insolito?

Per decenni gli scienziati hanno ipotizzato che il segreto risiedesse nella struttura microscopica dell’acqua e nel modo in cui le sue molecole si dispongono al variare di temperatura e pressione. Tuttavia, misurare e confrontare visivamente queste microscopiche variazioni era un’impresa titanica a causa della natura caotica e mutevole dei legami idrogeno.

Oggi, una svolta decisiva arriva dal Giappone: un team di ricercatori dell’Università di Osaka ha utilizzato l’intelligenza artificiale per decodificare i segreti strutturali dell’acqua, aprendo una nuova era nella comprensione della fisica dei liquidi. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Communications Chemistry, ha dimostrato che l’occhio matematico dei modelli neurali può vedere ordine dove l’uomo percepisce solo caos.

Lo stato “superraffreddato” e le due anime dell’acqua

Per comprendere la portata della scoperta, bisogna analizzare un fenomeno fisico affascinante: l’acqua superraffreddata (o sopraffusa). Normalmente l’acqua congela a 0 °C. Perché si formi il ghiaccio, però, le molecole hanno bisogno di un punto di partenza, chiamato “sito di nucleazione“, che può essere una micro-impurità o un graffio invisibile nel contenitore. In assenza totale di questi punti di appiglio,l’acqua può rimanere liquida anche a temperature ben inferiori allo zero termico. 

In questo stato di superraffreddamento, le anomalie dell’acqua diventano ancora più estreme. La teoria scientifica più accreditata suggerisce che l’acqua superraffreddata sia in realtà un campo di battaglia tra due diverse strutture liquide che competono tra loro:

  • Liquido ad alta densità (HDL): una struttura compatta, dove le molecole sono stipate strettamente.
  • Liquido a bassa densità (LDL): una struttura più aperta e ordinata, guidata da una rete geometrica di legami a forma di tetraedro.

Quando la temperatura sale, la forma compatta (HDL) prende il sopravvento; quando scende, trionfa la struttura aperta (LDL). Il problema dei fisici era capire quale formula matematica, tra le sedici sviluppate negli anni (chiamate “descrittori strutturali”), fosse davvero efficace per descrivere questo passaggio invisibile.

La struttura dell’acqua dipende dalla distanza fra i nuclei delle molecole, più o meno compatte, ma non solo. La distanza bruta non ha senso, quanto la distanza fra i diversi “Gusci” molecolari. Inoltre una grande funzione la svolgono i legami idrogeno fra le varie molecole e il grado di comunicabilità fra i legami stessi. Questi sono i due fattori essenziali per spiegare la struttura dell’acqua.

Il ruolo fondamentale dell’intelligenza artificiale

Qui entra in gioco l’intelligenza artificiale. I ricercatori di Osaka non hanno usato l’IA per fare calcoli grafici, ma come un “giudice imparziale” e ultra-sensibile. Hanno addestrato una rete neurale artificiale fornendole i dati molecolari di simulazioni al computer a diverse temperature.

Il compito dell’IA era un gioco di classificazione: guardando una singola istantanea della disposizione delle molecole, doveva indovinare a quale temperatura si trovasse l’acqua. Per farlo, i ricercatori hanno testato, uno per uno, i 16 descrittori geometrici storicamente usati dagli scienziati.

Se l’algoritmo riusciva a indovinare la temperatura con precisione millimetrica usando un determinato descrittore, significava che quel parametro conteneva il vero codice segreto della struttura dell’acqua. Se l’algoritmo falliva, il parametro era inefficiente.

L’IA ha emesso i suoi verdetti matematici utilizzando l’indice AUC (dove 1 significa perfezione e 0,5 significa tirare a indovinare). I risultati principali sono riassunti nella tabella seguente:

Ecco cosa significano i singoli parametri e perché l’Intelligenza Artificiale li ha promossi o bocciati:

  • LSI (Local Structure Index)  (Zeta): Misurano lo spazio vuoto tra il primo cerchio di molecole stabili e quelle subito successive. L’IA ha dato loro il voto massimo (ge 0,90) perché ha capito che il segreto dell’acqua non sta solo in quante molecole si stringono, ma nella distanza che si crea tra i vari “gusci” molecolari.

  • NTCHB e NHB: Contano quanti legami a idrogeno attivi ci sono in un preciso momento, trattando l’acqua come una mappa stradale (nodi e strade). Hanno preso un ottimo voto (ge 0,79) perché catturano bene la rete invisibile che tiene unito il liquido. NHB conta il numero di legami a idrogeno, NTCHB la capacità delle informazioni di trasferirsi attraverso i legami stessi, da una molecola all’altra e dà una spiegazione alla loro struttura.

  • qtet, V4, Q4: Sono parametri tradizionali che misurano gli angoli geometrici rigidi tra le molecole. Hanno preso un voto mediocre perché l’acqua non è un cristallo fisso: quando si scalda, il disordine termico fa saltare questi schemi rigidi e l’algoritmo va in confusione. Quindi questi dati non sono identificati come rilevanti nella descrizione dell’acqua sopraffusa

  • NTC e Q6: Hanno preso il voto più basso ($< 0,65$, quasi un fallimento). Il motivo è semplice: calcolano solo le distanze geometriche brute nello spazio, senza verificare se tra due molecole esista o meno un vero legame chimico. Per l’IA, questo è un dettaglio cieco che non spiega le anomalie del fluido.

Cosa abbiamo imparato grazie all’XAI

Grazie alla “Explainable Artificial Intelligence” (XAI, l’intelligenza artificiale spiegabile) e in particolare all’algoritmo LIME, gli scienziati hanno potuto guardare dentro la “scatola nera” dell’IA per capire come avesse preso le sue decisioni.

Si è scoperto che i parametri vincenti, come l’indice di struttura locale (LSI), sono quelli che osservano non solo i vicini immediati di una molecola, ma anche lo spazio vuoto che si crea subito dopo (la separazione tra i gusci molecolari). L’IA ha confermato che la vera transizione dell’acqua non è solo una questione di angoli geometrici, ma di connessione e spazio: una danza fluida tra legami che si stringono e si allentano

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento