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Il Risiko dei mari: MSC punta ad inghiottire Hapag-Lloyd. Nasce un monopolio globale?

Il colosso ginevrino tenta la scalata alla rivale tedesca. Con un accordo segreto e un cambio di vertici in Cile, il commercio globale potrebbe presto avere un unico, vero dominatore.

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Nel mondo del trasporto marittimo, la regola d’oro è che i grandi tendono a mangiare i meno grandi. Gianluigi Aponte, il fondatore della ginevrina MSC (Mediterranean Shipping Company), avrebbe messo nel mirino la tedesca Hapag-Lloyd. Non si tratta di una normale operazione finanziaria: stiamo parlando della prima compagnia al mondo che tenta di acquisire il controllo del quinto operatore globale. Un’operazione che potrebbe ridisegnare l’intero panorama logistico internazionale.

Attualmente, l’azienda di Amburgo sembra protetta da una fortezza inespugnabile. Un patto parasociale d’acciaio lega l’imprenditore tedesco della logistica Klaus-Michael Kühne e la compagnia cilena CSAV, che detengono ciascuno il 30% delle azioni. Questo accordo, pensato proprio per respingere offerte ostili, impone ai due soci di mantenere le quote e di agire all’unisono. Recentemente, il blocco è stato perfino prolungato fino al 2030. Sulla carta, la porta è sbarrata.

Tuttavia, le certezze nel mondo finanziario cambiano rapidamente. Le dinamiche interne alla società madre di CSAV, il conglomerato cileno Quiñenco, stanno subendo uno stravolgimento. L’amministratore delegato storico ha lasciato l’incarico per diventare ministro degli Esteri del Cile. Il nuovo vertice, Macario Valdés Raczynski, è un manager molto più attento ai bilanci e decisamente meno legato emotivamente al settore navale. Allo stesso tempo, lo storico patriarca della famiglia, Andrónico Luksic Craig, ha passato la mano ai membri più giovani.

È in questa crepa che Aponte spera di inserirsi. Una generosa offerta d’acquisto potrebbe convincere i nuovi manager cileni a incassare i profitti. Se il blocco sudamericano dovesse cedere, l’effetto domino sarebbe quasi inevitabile. I fondi sovrani di Qatar e Arabia Saudita, che possiedono un ulteriore 22,5% della compagnia, non avrebbero alcun motivo strategico per restare e potrebbero sfruttare l’intervento di MSC per liquidare azioni diventate scomode.

Le ricadute economiche di questa mossa sarebbero imponenti. La fusione creerebbe un gruppo dalle dimensioni colossali, capace di influenzare in modo massiccio le catene di approvvigionamento globali e, di conseguenza, i costi logistici di quasi ogni bene importato o esportato.

Il divario attuale tra le due compagnie è già netto:

CaratteristicaMSCHapag-Lloyd
Capacità Totale FlottaOltre 7.200.000 TEUCirca 2.500.000 TEU
Navi OperativeOltre 1.000Circa 302
Posizione Globale

Se il piano di MSC dovesse realizzarsi, la concentrazione del mercato raggiungerebbe livelli inediti. Avremmo a che fare con un operatore gigantesco, in grado di dettare legge sulle tariffe di trasporto merci. Per il commercio internazionale, questo significherebbe fare i conti con un potere contrattuale sbilanciato a favore dei trasportatori, con possibili effetti sui prezzi finali dei beni al consumo. Le autorità di regolamentazione dovranno osservare la situazione con estrema attenzione.

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