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Il primo Tesla Semi esce dalla linea di produzione di massa. Una nuova era per la mobilità commerciale, o un problema energetico?
Il Semi, il mezzo pesante commerciale elettrico di Tesla, passa dai prototipi alla produzione di massa. Bene, chi gli fornirà l’energia per marciare?

Siamo all’inizio di una nuova era per i trasporti pesanti su strada? Tesla ha dichiarato mercoledì che il suo primo camion Semi ha iniziato a uscire da una linea di produzione ad alto volume, mentre il produttore di veicoli elettrici rimane in linea con i piani per il lancio della produzione su larga scala di diversi nuovi prodotti nel 2026. Il mezzo commerciale, con 8 paia di ruote come da standard USA, quindi esce dalla produzioni di prototipi e passa a una piena produzione di serie.
First Semi off high volume line pic.twitter.com/fI1AdQrJFH
— Tesla Semi (@tesla_semi) April 29, 2026
Potremmo essere di fronte a un vero cambiamento di paradigma nel trasporto. Il Tesla Semi è un camion completamente elettrico progettato per il trasporto merci a lungo raggio. Il suo modello a lunga autonomia può percorrere fino a circa 500 miglia, cioè oltre 750 km, con una singola ricarica, secondo il suo sito web, con le consegne previste a partire da quest’anno.
Tesla puntava ad avviare la produzione di massa nel 2026, con il Cybercab che sarà prodotto in Texas e il Semi in Nevada, come riportato in precedenza da Reuters.
Prestazioni e propulsione
Il mezzo è unico, a suo modo, per la potenza installata, completamente elettrica.
- Motori: Tre motori elettrici indipendenti sugli assi posteriori forniscono una coppia istantanea e circa 1000 cavalli (potenza di trazione totale di 800 kW
- Accelerazione: Progettato per mantenere velocità autostradali, 60mph, cioè 90 km/h, su pendenze ripide dove i camion diesel rallentano. La disponibilità di coppia invece gli permette di non avere questo problema.
- Efficienza: Consuma circa 1,7 kW per miglio, 1,06 kW per km. Da un lato è una cifra importante (in due miglia consuma più di 3 Km, il limite massimo di consumo orario per molte case italiane), nello stesso tempo un motore elettrico è molto più efficiente, nella trasformazione dell’energia in trazione, rispetto a un motore diesel, che trasforma in energia cinetica il 35%-40% dell’energia chimica presente.
- Autonomia: la sua autonomia di 750 km è giusta per una gironata di lavoro/ trasporto e quindi adatta alla ricarica notturna.
Ricarica e batteria
- Tipo di caricatore: Utilizza MCS 3.2 (Megawatt Charging System) per la ricarica ultraveloce, supportando oltre 1,2 MW. Moltissimo. Per darvi un’idea un reattore nucleare di grosse dimensioni, da 1,2 GW, può ricaricare al massimo 1000 camion.
- Velocità di ricarica: Può recuperare circa il 60 % dell’autonomia in 30 minuti, la ricarica completa richiede la pausa notturna.ò
- Batteria:B Utilizza celle 4680 progettate per una durata di un milione di miglia.
Il cablaggio è a 48 volt, per semplicità di cablaggio. La posizione di guida è centrale, pttimizzata quindi per sia la guida a destra che a sinistra. IL mezzo è stato presentato per la prima volta nel 2017, quindi l’evoluzione è stata veramente luna e complessa. Tesla a gennaio aveva affermato di aver pianificato il più che raddoppio degli investimenti in conto capitale.
E l’energia per i Tir, da dove la prendiamo?
Facciamo due conti: un grosso reattore nucleare, non un SMR, come il Westinghouse AP 1000, eroga 1,2 GW di potenza elettrica, quindi può caricare 1000 Semi Tesla in contemporanea, o 400.000 utenze domestiche medio piccole. Per fare un alro confronto la più grande centrale idroelettrica degli USA, Orennia, produce circa 6,8 GW di potenza, quindi non potrebbe caricare , 1000 camion. Appare evidente che una diffusione su larga scala del trasporto elettrico commerciale deve essere preceduta da un forte aumento della generazione elettrica, altrimenti sia non potrà avvenire, sia avverrà a scapito del consumo elettrico delle altre attività commerciali o delle famiglie.







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