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Il «forte rimbalzo» del gatto morto. Perchè Gualtieri ci vende pelli di un orso che lo divorerà

Questa settimana il Ministro dell’Economia Gualtieri, garrulo portavoce europeo a Roma, di fronte ai risultati delle entrate fiscali dirette del lavoro autonomi, basate sui redditi 2019, ha fatto la ruota ed ha proseguito inneggiando al fatto che si aspetta un “Forte rimbalzo” nel terzo trimestre. Oggi ha un po’ corretto il tiro affermando che si aspetta un PIL a -8% a fine anno, ma continua a parlare di questo meraviglioso rimbalzo, inutile dirlo merito suo, che salverà l’Italia e magari renderà lui e Conte gli eroi della Patria.

Peccato che non sarà così , anzi sarà semplicemente l’esatto opposto. Il motivo è semplice ed evidente,  La crisi ha colpito fortemente il settore dei servizi e non ha ancora smesso di colpirlo, mentre la ripresa blanda che si  vede è essenzialmente al settore manifatturiero. Questo andamento lo vediamo bene considerando gli indici previsionali PMI Markit dei due settori.

Iniziamo a considerare gli indici previsionali PMI Markit della Manifattura:

Vediamo come ad agosto effettivamente il valore sia ben superiore al 50, che indica espansione, per cui c’è da aspettarsi un risultato soddisfacente da questo settore.

Passiamo però a vedere quello dei servizi:

Nel settore dei servizi, che comprende i servizi alla persona, ad un rimbalzo a luglio leggermente sopra il 50, che indica l’espansione segue un agosto in calo. Eppure agosto , almeno per governo, doveva essere un mese eccezionale anche per il turismo ed i settori collegati: si è parlato di “Tutto esaurito”, ma, evidentemente, quest o o era apparente, o effimero, o comunque non è stato in grado di fornire sufficienti garanzie agli operatori, che quindi vedono un calo del settore stesso.

Peccato che il grosso dell’occupazione in Italia, come in ogni economia avanzata, venga creato proprio dal settore dei servizi….

dal 2008 al 2020 il peso dei servizi sul totale dell’occupazione è passato da poco più del 66% ad oltre il 70%. Il problema è che i servizi, soprattutto quelli più di base , come quelli alla persona, ristorazione  o turistici, sono labour intensive, cioè richiedono molto personale, mentre i processi produttivi manifatturieri impiegano molto meno personale.

Esattamente come stanno notando negli USA il ritorno ad un maggior peso della manifattura sui servizi non è senza problemi, ma viene a portare alla cancellazione di una gran quantità di posti di lavoro, pur essendo potenzialmente invariato il PIL.

Quindi anche quando, per assurdo, ci fosse un boom manifatturiero, non esattamente semplice dal momento che il dollaro si è svalutato e che comunque i consumi interni si sono contratti, la contrazione del settore servizi è tale che sicuramente vi sarà una forte espulsione di personale non appena saranno liberati i licenziamenti. Del resto il calo del turismo sembra di medio periodo, tanto che molte compagnie aeree hanno stabilmente tagliato i voli.

Ecco perchè Gualtieri parlando di rimbalzi e di ripresa, stia seminando delle false illusioni, mentre in realtà non fa esattamente nulla per evitare la crisi che è già fra noi, anzi, con la sua rigidità fiscale, dettata da Bruxelles, ne siamo certi fa ancora più danni. Anche per questo la pelle dell’orso della ripresa che sta vendendo Gualtieri è un  grandissimo male, e l’orso della crisi lo andrà a cercare, seguito da milioni di italiani disillusi e francamente arrabbiati.


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