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Il costo del debito pubblico e l’evoluzione del suo possesso: il Rapporto sulla stabilità finanziaria della Banca d’Italia

 

 

Iniziamo una breve analisi dei dati dell’ultimo rapporto di stabilià finanziaria della Banca d’Italia, ponendo in luce alcuni dei dati più rilevanti, in modo che i lettori possano trarre le proprie indicazioni.

Iniziamo con il debito di stato: è vero che il costo medio del debito è aumentato ? Vediamo un grafico ad hoc:

Il costo medio del debito di Stato in essere non è variato, mentre vi è stato un aumento del costo del nuovo debito che sta tornando al livello ante “Whatever it takes” di Mario Draghi, cosa abbastanza ovvia dato che il “Whatever it takes” sta finendo e quindi si torna alla normalità.

Per quanto riguarda i CDS invece siamo ancora ben lontani dai livelli del 2012, segno che i finanziatori ritengono che , comunque , il debito sia tollerabile, o almeno che lo sia di più di quanto lo fosse allora.

Ricordiamo che, in assenza di “Quanto CDS”, cioè di Credit Default Swap  specifici a copertura del rischio di conversione, i CDS coprono sia il default in senso stretto, sia il rischio di rottura dell’area euro.  Sarebbe necessario uno studio separato dei CDS espressi in dollari e dei CDS in euro per poter valutare questi due aspetti in modo scisso, ma, purtroppo, non abbiamo  dati a sufficienza.  Comunque i CDS italiani sono a livelli ben inferiori a quelli che avevano raggiunto prima del sempre famoso Whatever it Takes, unica cura per i rischi all’interno dell’eurozona.

Grazie per l’attenzione ed a presto.

 


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