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Il cortocircuito dell’AI: Ford costretta a richiamare 300 ingegneri per salvare la qualità

Ford fa marcia indietro sull’AI e riassume 300 ingegneri veterani: l’algoritmo non garantisce la qualità industriale senza l’insostituibile esperienza umana.

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L’intelligenza artificiale da sola non basta per costruire macchine affidabili. In una clamorosa marcia indietro, Ford ha dovuto riassumere 300 ispettori qualità in carne ed ossa per rimediare ai pesanti limiti dei propri sistemi automatizzati. Il sogno di sostituire l’uomo con i sensori si è scontrato con la dura realtà industriale. L’illusione di una produzione a costo zero gestita dai server, tanto amata a Wall Street, inizia a mostrare le prime evidenti crepe.

Solo lo scorso anno, l’amministratore delegato Jim Farley profetizzava che l’AI avrebbe spazzato via molti colletti bianchi. Per aumentare i margini, l’azienda aveva infatti installato 900 telecamere intelligenti nei propri stabilimenti.

L’obiettivo era scovare i difetti alla fonte, sperando di abbattere i costi industriali. Eppure, le macchine si sono rivelate del tutto incapaci di eguagliare l’intuito e la capacità di giudizio dei vecchi tecnici.

“Credevamo bastasse inserire i requisiti di progettazione per avere un prodotto perfetto”, ha ammesso candidamente Charles Poon, vicepresidente dell’ingegneria hardware. Un errore di valutazione aziendale che si è tradotto in una forte inefficienza.

Secondo quanto riferito, Poon ha sottolineato che gli strumenti automatizzati non dispongono della formazione e dell’esperienza dei tecnici veterani – molti dei quali, ha aggiunto, hanno lasciato l’azienda prima che le loro conoscenze potessero essere utilizzate per migliorare la tecnologia.

Gli strumenti automatizzati, privi di addestramento umano, non sapevano pesare i molteplici fattori complessi in gioco. L’azienda si è così trovata costretta a ricercare quei veterani che aveva lasciato andare troppo in fretta.

Oggi, questi 300 ingegneri storici non solo controllano la bontà dei veicoli, ma servono proprio per “insegnare” all’AI come lavorare. Si conferma un principio reale e pratico: l’efficienza produttiva si ottiene solo investendo nel capitale umano. 

Per questa finalità Ford ha deciso che vi saràa comunque un turnover, al fianco di queste riassunzioni, per garantire che vi sia sempre un adeguato numero di lavoratori esperti e in grado di controllare le attività più sensibili.

La classifica JD Power ha appena premiato questo ritorno al buonsenso, riportando Ford al vertice della qualità dopo oltre dieci anni. L’AI resta un ottimo strumento, ma senza l’esperienza dei lavoratori è solo una scatola vuota. L’intelligenza artificiale si rivela un’ottimo strumento, ma sempre un qualcosa al servizio dell’uomo e per aiutarlo. Da sola, quando si tratta di qualità, non è ancora in grado di operare.

 

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